Sabato 02 Aprile 2016 - 14:15

Petrolio, Boschi e Guidi saranno ascoltate. Indagato capo Marina

Polemica su inchiesta di Potenza. Renzi: "Mozione sfiducia? Non ci manderanno a casa". E iPd querela Grillo

Federica Guidi e Maria Elena Boschi con il ministro Lorenzin

I pm che conducono l'inchiesta sul caso di Tempa Rossa ascolteranno il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, e l'ex ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi. E' quanto si apprende da fonti giudiziarie. L'audizione si svolgerà, riferiscono, a Roma nelle prossime settimane. Intanto la Procura di Potenza inoltrerà per la seconda volta al gip la richiesta di carcerazione di Gianluca Gemelli, compagno dell'ex ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, indagato per concorso in corruzione e per millantato credito nell'ambito dell'inchiesta sul petrolio in Basilicata.

RENZI: NON C'ENTRA CON GOVERNO. Sulle polemiche relative a Tempa rossa "bisogna essere chiari non ha nulla a che vedere con la decisione del governo". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, parlando alla scuola di formazione politica del Pd. "E' evidente che quando si sboccano le opere ci devono essere le condizioni di legalità - spiega - se le sblocchi senza legalità è un problema".
 

PREMIER: NON CI MANDANO A CASA. Di ritorno dagli Stati Uniti, il premier Renzi nella sua eNews inevitabilmente si sofferma sulle polemiche che hanno travolto il suo Governo con le dimissioni della ministra dello Sviluppo economico Federica Guidi. La disponibilità della ministra Guidi a fare un passo indietro - scrive - "ha gettato nel panico le varie opposizioni. Che a quel punto non sapendo che cosa fare hanno iniziato a urlare ancora più forte, chiedendo le dimissioni dell'intero governo, responsabile non si sa bene di che cosa. E presentando l'ennesima mozione di sfiducia. Andremo in Parlamento, spero il prima possibile. E ancora una volta il Parlamento potrà mandarci a casa, se vorrà. Ma non credo succederà neanche stavolta". Il motivo è che " le opposizioni sanno perfettamente che l'unico modo per molti di loro di restare aggrappati a una poltrona comoda e ben pagata è che questa legislatura vada avanti". L'attacco, poi, è per Beppe Grillo, che il Pd ha deciso di "querelare in sede civile e penale" perchè "ha detto che su questa vicenda il PD 'è colluso e complice'". "Andremo in tribunale - aggiunge il premier - e chiederemo a Beppe Grillo i danni. Ho già detto al tesoriere del partito che non si faccia venire strane idee perché nessun centesimo andrà al partito nazionale: tutto il risarcimento danni sarà dedicato ai circoli del PD. Alle feste dell'Unità. All'attività dei volontari e dei militanti".

GUIDI: NON HO FAVORITO MIO MARITO. Una lunga lettera inviata al Corriere della Sera. E' così che l'ex ministra dello Sviluppo economico Federica Guidi decide di chiarire la sua posizione nella vicenda che ha travolto lei e il marito. "Sento l'esigenza - spiega - di scrivere per chiarire alcuni punti e per sottolineare alcuni dati, che nella polemica politica sono stati strumentalizzati e deformati. Comincerei dall'inizio, ricordando che la polemica nasce da una telefonata a colui che considero a tutti gli effetti mio marito, nella quale lo informavo di un provvedimento parlamentare di portata nazionale. In particolare, gli davo una notizia nota, su un fatto avvenuto in un luogo pubblico - il Parlamento - al quale hanno dato risalto tutti i media e del quale molti addetti ai lavori avevano già conoscenza perché di rilevante interesse per l'economia nazionale. Insomma, nessuno ha rivelato segreti di Stato". "Qualcuno - aggiunge - ha gridato allo scandalo, al ministro che favorisce il marito. Non è vero. Io rivendico l'importanza di quella norma per il Paese".

CAPO DI STATO MAGGIORE MARINA: SORPRESO E AMAREGGIATO. Questa mattina il quotidiano la Repubblica inseriva fra gli indagati anche il nome di Giuseppe De Giorgi, Capo di Stato maggiore della Marina. Immediata la risposta di De Giorgi tramite comunicato stampa: "Non conosco sulla base di quali fatti il mio nome venga associato a questa vicenda. La cosa mi sorprende e mi amareggia, e tutelerò la mia reputazione nelle sedi opportune".

BOSCHI: RIFIRMEREI EMENDAMENTO. Nella serata di ieri sono arrivate le parole del ministro Boschi: "Il ministro per i rapporti con il Parlamento, cioè io, da regolamento deve autorizzare tutti gli emendamenti del governo. Tampa Rossa è un progetto strategico per il paese che prevede molti occupati nel Mezzogiorno e lo rifirmerei domattina". Così il ministro per le Riforme commentando l'emendamento oggetto dell'inchiesta che ha portato alle dimissioni di Federica Guidi dal Mise. "Segnalo - ha sottolineato Boschi - che il ministro per i rapporti con il Parlamento fa un lavoro che è di portare in aula i provvedimenti del governo, tutti".

GLI ATTACCHI. "È in discussione tutto il governo Renzi in questo momento. Per noi è un Governo inadeguato che ha messo ai posti di comando persone che fanno gli interessi delle lobby". Queste le parole del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, membro del direttorio M5S, a margine di un convegno alla Camera, annunciando che i pentastellati presenteranno una mozione di sfiducia all'intero Governo in seguito alla vicenda che vede indagato il compagno della ministra per lo Sviluppo economico (che ha lasciato il suo incarico in Confindustria) Federica Guidi, in relazione alla quale Guidi ha presentato le dimissioni. "Questo è un Governo che fa gli emendamenti e le leggi per il compagno di un ministro, glieli firma il ministro per i Rapporti con il Parlamento mentre Renzi non a caso sabota il referendum sulle trivelle", ha aggiunto Di Maio. "Come Lega siamo pronti a votare la mozione  di sfiducia al governo anche domani. Ma vogliamo scriverla  insieme", è la risposta del segretario della Lega Nord Matteo  Salvini all'appello di 5 Stelle. Il numero uno del Carroccio si è detto disponibile a scrivere la mozione anche con "Forza Italia, con Fratelli d'Italia, con chiunque ci starà. Spero anche con quella parte di Pd che conserva dignità e orgoglio e ha le scatole piene di vedere una tradizione comunque importante calpestata in questa maniera". Perché la mozione passi "i numeri ci sarebbero se tutti potessero votare liberamente, la campagna acquisti di Renzi, le promesse, le poltrone offerte fanno gola a gente che uscita dal Parlamento non conterebbe una cicca. Vediamo se riusciranno a convincere a suon di poltrone altri fenomeni da circo che ci sono in Parlamento. Gli italiani aspettano un gesto di dignità". "Lavoreremo a una mozione di sfiducia unitaria di tutte le opposizioni, così come abbiamo già fatto sul tema delle banche, nei confronti del governo Renzi", è la replica di Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia.

La replica dem arriva per bocca del deputato del Pd Ernesto Carbone, che bolla una mozione di sifudica come "assolutamente ridicola, verrà bocciata come sempre. Sono due anni che ogni mese presentano una mozione che puntualmente viene respinta. Penserei a lavorare un po' di più invece di far perder tempo agli italiani". "Noi siamo minoranza Pd, non parte dell'opposizione. Quelli sono appelli strumentali", ha rimarcato il senatore dem Federico Fornaro.

L'asse potrebbe però incrinarsi a causa dei dissidi tra 5 Stelle e Carroccio. "Matteo Salvini noi presenteremo la nostra mozione di sfiducia al governo, se la Lega vuole, la vota, ma insieme non scriviamo niente. Al massimo ti fai un selfie", scrive su Facebook il presidente della commissione di Vigilanza Rai e membro del direttorio M5S, Roberto Fico. "I 5 Stelle? Sono solo dei chiacchieroni. È evidente che l'unica cosa che gli interessa è proteggere questo governo. Ma la gente lo capirà che Grillo, Di Maio e compagni sono amici di Renzi", è la replica dei capigruppo della Lega Nord Gianmarco Centinaio e Massimiliano Fedriga

ROMANI (FI): SFIDUCIA AL GOVERNO. "Con la sua proverbiale faciloneria, il presidente del Consiglio Matteo Renzi, sta provando a uscire dalle sabbie mobili in cui si è cacciato il governo attribuendo tutte intere le responsabilità politiche di quanto accaduto sulla questione del petrolio lucano all'ormai ex ministro Federica Guidi. E' di tutta evidenza, invece, che esistono precise responsabilità collegiali di un esecutivo, specie quando si chiede la fiducia, esponendo il Parlamento al prendere o lasciare e impedendogli di modificare le norme proposte. Una pratica, cui fare ricorso in via eccezionale, divenuta con Renzi una prassi".  Lo dichiara il presidente di senatori di Forza italia, Paolo Romani. i. "Al di là del fatto specifico, Forza Italia, partito di opposizione seria e convinta - prosegue Romani - presenterà in accordo con Lega e Fratelli d'Italia una propria mozione di sfiducia al governo per denunciarne il fallimento della sua politica economica reso ancor più plateale dagli ultimi dati ISTAT sull'occupazione, i quali prefigurano, in assenza di una discontinuità di azione di governo, una disoccupazione di massa man mano che gli  incentivi sui nuovi contratti verranno meno, a riprova che il Jobs Act, checché ne dica Renzi, ha mostrato la sua inefficacia nel generare nuovi e stabili posti di lavoro. Occorre una svolta per scongiurare il disastro che si annuncia e per farlo serve un governo all'altezza delle difficoltà che vanno fronteggiate, un governo autorevole che abbia il coraggio di provvedimenti forti che non possono prescindere dalla diminuzione della tasse e della spesa pubblica improduttiva".

RENZI: CON NOI CAMBIATA MUSICA. "Abbiamo sempre detto che di fronte agli italiani siamo un governo diverso. Il ministro Guidi non ha commesso un reato o un illecito ha fatto una telefonata che lei stessa ha giudicato inopportuna, ed era inopportuna. Con grande serietà il ministro Guidi si è dimessa. Con noi le cose cambiano, la musica e' cambiata, chi sbaglia va a casa". Lo ha detto il premier Matteo Renzi parlando con i giornalisti in diretta televisiva da Washington.  "Andremo in Parlamento e ne discuteremo. Le mozioni di sfiducia delle opposizioni ormai sono settimanali o quindicinali".   Sul successore del ministro Federica Guidi "per ora prendo l'interim poi vedremo" ha annunciato Renzi.

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