È un Festival di Sanremo alle prese con le polemiche prima ancora di cominciare. L’ultima ha per protagonista Luca Bizzarri, che ieri sera sui social ha attaccato Ignazio La Russa.
Su X, il comico genovese si è rivolto al proprio pubblico per criticare l’intervento su Facebook della seconda carica dello Stato a favore di Andrea Pucci. Il presidente del Senato in un video ha infatti lanciato una sorta di appello al direttore artistico del Festival di Sanremo, Carlo Conti, affinché possa richiamare sul palco il comico, che ha rinunciato alla co-conduzione della terza serata della kermesse canora dopo gli insulti e le accuse social dovute alle battute sessiste e razziste che hanno caratterizzato la sua carriera.
La Russa è intervenuto sull’affaire Pucci dopo che Carlo Conti, nei giorni scorsi e ancora nella conferenza stampa inaugurale del Festival, ha ribadito il proprio dispiacere per il passo indietro del comico milanese, definendo il tutto come una “scelta personale”. Inoltre, solo dieci giorni fa, il direttore artistico del Festival aveva smentito che ci fossero delle ingerenze politiche dietro alle decisioni da lui prese nella composizione del cast. Un tema, questo, ripreso anche nella conferenza stampa all’Ariston di oggi, 24 febbraio: il direttore Intrattenimento Prime Time della Rai, Williams Di Liberatore, ha infatti affermato di non ritenere che quello di La Russa fosse un video istituzionale. “Ha dato un consiglio al direttore artistico, che naturalmente è libero di accettare o meno, ma non ci ho visto alcuna pressione di alcun tipo”, ha dichiarato ai giornalisti. “Il suo è un parere, quindi non c’è una risposta dell’azienda. Dispiace sempre se un artista non può esprimere la propria arte quando viene invitato al Festival, ma non ci ho visto nessun imperativo da questo punto di vista”, ha affermato il dirigente Rai.
Non si è fatta attendere nemmeno la replica di Carlo Conti, che ha detto di rispettare Ignazio La Russa, ma che non può obbligare nessuno a fare qualcosa contro la sua volontà. “Nei giorni scorso ho chiesto a Pucci se avesse voglia di inviare un videomessaggio scherzoso, però non se la sente“, ha raccontato ai giornalisti in sala stampa.
Per Bizzarri, comunque, il fatto che la seconda carica dello Stato si sia scomodata è qualcosa di inaccettabile. “Io credevo fosse Lercio. Non ci faccio neanche una puntata su ‘sta roba qua, perché non abbiamo più speranze”, ha affermato. “Siamo un Paese di elettori rinco…“, ha concluso.
L’ondata di polemiche sul caso Pucci non è ancora giunta al termine e quello delle ultime ore è solo un nuovo capitolo che segue il Tapiro d’Oro consegnato da Striscia la Notizia (“Sono di destra, non fascista”, ha detto il comico al microfono di Valerio Staffelli) e la reazione di Fiorello all’ira del collega milanese, irritato dall’imitazione che lo showman ne aveva fatto durante una puntata del format di Rai Radio2, “La Pennicanza“. Chissà cosa riserverà la prossima pagina di questa storia.
