Il Regno Unito accelera sulla campagna di vaccinazione, annunciando che immunizzerà la popolazione adulta con la prima dose entro il 31 luglio

Israele tenta un ritorno, seppur parziale, alla normalità. Con il Green pass, lo Stato ebraico consentirà a chi sia stato vaccinato o sia guarito dal Covid-19, di partecipare a eventi culturali, frequentare ristoranti, palestre e hotel. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che sarà possibile scaricare il “bollino verde” nei prossimi giorni, dopo il flop iniziale del servizio. Il sistema online, infatti, ha ‘crashato’ poche ore prima della prevista attivazione, spingendo il ministero della Salute a invitare i cittadini a usare al suo posto il certificato di avvenuta vaccinazione. “C’è stato un sovraccarico”, ha dichiarato, “ma decine di migliaia di persone hanno già avuto il loro Green Pass”. Israele ha condotto la campagna di vaccinazione più rapida al mondo, somministrando almeno una dose al 46% dei suoi 9,3 milioni di abitanti. Il coronavirus, però, si diffonde ancora rapidamente. Riaprono quindi negozi al dettaglio, centri commerciali, palestre, alcune classi scolastiche e altri servizi pubblici, pur con limitazioni.

Nel frattempo il Regno Unito accelera sulla campagna di vaccinazione, annunciando che immunizzerà la popolazione adulta con la prima dose entro il 31 luglio, un mese prima dell’obiettivo iniziale. Il Paese ha registrato 9.834 nuovi contagi di coronavirus in 24 ore, in calo rispetto ai 10.972 di domenica scorsa, mentre in totale le infezioni sono oltre 4,1 milioni. I nuovi decessi sono stati 215, facendo salire il bilancio a 120.580. Dopo i problemi di rifornimento dei farmaci – che hanno colpito anche le campagne nell’Unione europea – il segretario alla Salute, Matt Hancock, ha affermato che “ora pensiamo di avere le scorte” per accelerare. Più di 17,2 milioni di persone hanno ricevuto la prima dose dall’inizio della campagna l’8 dicembre. Intanto, il primo ministro Boris Johnson deve concordare con i ministri la ‘road map’ di uscita dal lockdown, che sarà annunciata lunedì.

La Germania teme invece un’imminente terza ondata, sospinta dalle varianti del virus, mentre le scuole riaprono da lunedì in dieci Stati federati. Nonostante le rigide restrizioni, il numero di nuove infezioni è calato di poco o nulla nel Paese, e gli esperti ritengono sia a causa delle varianti più contagiose. Notizie che alimentano dibattiti e attriti, soprattutto sul rendere prioritaria la vaccinazione di insegnanti ed educatori, mentre valutazioni in merito sono in corso da parte del ministero della Salute.

Oltreoceano, gli Usa rimangono il Paese con il bilancio più pesante: con oltre 498mila morti si avvicinano al mezzo milione di vittime, un tragico traguardo che nessuna nazione al mondo ha (ufficialmente) superato. I contagi confermati negli States, secondo i dati della Johns Hopkins University, sono ormai 28 milioni, anche questo un cupo primato. Il massimo esperto di malattie infettive e capo della task-force contro la pandemia, Anthony Fauci, ha previsto che ancora nel 2022 gli statunitensi indosseranno mascherine, ma anche che le restrizioni alla vita pubblica saranno sempre meno rigide, man mano che la campagna di vaccinazione procederà.

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