Ormai hantavirus è una parola che fa paura. Otto contagiati, tre morti, un virus contro cui – al momento – non ci sono vaccini. E il legame con i topi (e la peste). La memoria della pandemia da Covid-19 è forte, così il numero uno dell’Organizzazione mondiale della sanità ha pensato di ricorrere a uno strumento antico – la lettera aperta – per parlare al popolo di Tenerife, isola spagnola destinazione finale della MV Hondius, la ‘nave degli infetti’ (dove però al momento a bordo non ci sono contagiati).
Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus è un medico, e il dottor Tedros sa quanto sia importante il rapporto con i pazienti. Quando sono numerosi e preoccupati, anche una lettera può fare qualcosa. E allora ecco le parole del Dg.
Epidemia, una parola che fa paura
“Mi chiamo Tedros e sono il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’agenzia delle Nazioni Unite responsabile della salute pubblica globale. Non è mia consuetudine scrivere direttamente alla popolazione di una singola comunità, ma oggi ritengo che non solo sia opportuno, ma necessario. Voglio parlarvi direttamente, non tramite comunicati stampa o briefing tecnici, ma da essere umano a essere umano, perché ve lo meritate”, inizia il dottor Tedros.
“So che siete preoccupati. So che quando sentite la parola ‘epidemia’ e vedete una nave dirigersi verso le vostre coste, riaffiorano ricordi che nessuno di noi ha ancora completamente superato. Il dolore del 2020 è ancora reale e non lo ignoro nemmeno per un istante. Ma voglio che mi ascoltiate chiaramente: non si tratta di un altro Covid. L’attuale rischio per la salute pubblica derivante dall’hantavirus rimane basso. Io e i miei colleghi lo abbiamo affermato inequivocabilmente. E ve lo ripeto ora”.
Il virus a bordo della MV Hondius “è il ceppo andino dell’hantavirus. La situazione è grave. Tre persone hanno perso la vita e il nostro pensiero va alle loro famiglie. Il rischio per voi, che vivete la vostra vita quotidiana a Tenerife, è basso. Questa è la valutazione dell’Oms e non la prendiamo alla leggera”, puntualizza.
“Nessun passeggero con sintomi di Hantavirus a bordo”
“Al momento, a bordo non ci sono passeggeri sintomatici. Un esperto dell’Oms è presente sulla nave. Le forniture mediche sono state predisposte. Le autorità spagnole hanno preparato un piano dettagliato e preciso: i passeggeri saranno sbarcati al porto industriale di Granadilla, lontano dalle zone residenziali, a bordo di veicoli sigillati e sorvegliati, attraverso un corridoio completamente isolato, e rimpatriati direttamente nei loro paesi d’origine. Non li incontrerete. Le vostre famiglie non li incontreranno“, assicura il dottor Tedros.
La solidarietà della Spagna
“Vorrei aggiungere anche un’altra cosa, che va oltre l’aspetto scientifico. Ho ringraziato personalmente il Primo Ministro Sánchez per la decisione della Spagna di accogliere la nave. L’ho definita un atto di solidarietà e di dovere morale. Perché questo è. Voglio che sappiate che la richiesta dell’Oms alla Spagna non è stata fatta arbitrariamente. L’operazione è stata condotta nel pieno rispetto del Regolamento Sanitario Internazionale, il quadro giuridico vincolante che definisce i diritti e gli obblighi dei Paesi e dell’Oms in risposta a eventi di salute pubblica di rilevanza internazionale”.
“In base a tali norme, deve essere individuato il porto più vicino con capacità mediche sufficienti a garantire la sicurezza e la dignità delle persone a bordo. Tenerife ha soddisfatto tale requisito. La Spagna lo ha rispettato. Quasi 150 persone provenienti da 23 Paesi sono in mare da settimane, alcune in lutto, tutte spaventate, tutte desiderose di tornare a casa. Tenerife è stata scelta perché possiede le capacità mediche, le infrastrutture e l’umanità necessarie per aiutarle a raggiungere la salvezza“.
“Io ci sarò” e “la migliore immunità è la solidarietà”
“E poiché ci credo profondamente, sarò presente di persona. Intendo recarmi a Tenerife per osservare direttamente l’operazione, per stare al fianco degli operatori sanitari, del personale portuale e dei funzionari che la stanno rendendo possibile e per rendere personalmente omaggio a un’isola che ha risposto a una situazione difficile con dignità, solidarietà e compassione. La vostra umanità merita di essere vista, non solo riconosciuta da lontano. Come ho già detto molte volte: i virus non si curano della politica e non rispettano i confini. La migliore immunità che ognuno di noi possiede è la solidarietà”.
Tenerife “sta dimostrando questa solidarietà. Il comandante della nave, Jan Dobrogowski, l’equipaggio e la compagnia che gestisce l’imbarcazione hanno mostrato una collaborazione esemplare in questo momento difficile. A nome dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e a nome dei passeggeri e delle loro famiglie in tutto il mondo, ringrazio la popolazione di Tenerife e tutti coloro che sono stati coinvolti”.
“Vi prego di prendervi cura di voi stessi e degli altri. Abbiate fiducia nei preparativi che sono stati fatti. E sappiate che l’Oms è al vostro fianco e al fianco di ogni persona a bordo di quella nave, in ogni fase del percorso. Con rispetto, attenzione e gratitudine”, conclude il dottor Tedros. Sono solo parole, ma in medicina le parole sono parte della cura.

