Ha suscitato preoccupazione la notizia dell’arrivo in Italia di quattro persone con il volo KLM in coincidenza per Roma sul quale era salita, per pochi minuti, la donna ricoverata a Johannesburg per infezione da hantavirus e lì deceduta. Se dal ministero della Salute hanno rintracciato i passeggeri e attivato le regioni coinvolte – Calabria, Campania, Toscana, Veneto – per la messa in campo delle procedure di sorveglianza attiva, assicurano anche che al momento questi ultimi non hanno sintomi. Dal canto suo l’epidemiologo Massimo Ciccozzi è ancor più netto: “Se la hostess di bordo, che è entrata in contatto ravvicinato con la paziente infetta, è negativa, come fanno gli altri passeggeri a essere positivi? Impossibile”.
Letalità e contagiosità
“Dunque vorrei fare un po’ di chiarezza: l‘hantavirus si trasmette per via respiratoria e contatto stretto, ma non è così semplice. Inoltre è un virus molto letale, ha il 40% di letalità. Ma tutti i virus molto letali si diffondono meno facilmente. Insomma, dobbiamo tenere alta la guardia, ma non mettere paura inutilmente alle persone. Il mio consiglio? Affidarsi agli esperti”.
Letalità e contagiosità non vanno di pari passo? “Vorrei fare un esempio: Covid-19 non aveva questa letalità, ma si diffondeva molto facilmente. Mentre invece Ebola e Marburg – virus decisamente letali – hanno una diffusione minima. L’hantavirus è molto difficile da incontrare, non mettete paura alle persone quando non c’è bisogno”, insiste l’epidemiologo parlando con LaPresse.
Il medico italiano sulla nave
Sulla nave MV Hondius, dal 6 maggio, è presente anche un medico italiano dello staff sanitario ECDC, salito a bordo a supporto delle attività assistenziali legate all’emergenza, ha fatto sapere il ministero della Salute. L’incubo per le persone a bordo sta per finire, ma l’hantavirus ormai è entrato ufficialmente tra i patogeni da tenere d’occhio. Come? A rispondere sono i ‘4 moschettieri dell’epidemiologia’.
Il simulatore di hantavirus
Gli specialisti del team Gabie, fra cui Massimo Ciccozzi e Francesco Branda, hanno infatti dato vita a un tool didattico, un simulatore. “Uno strumento per capire un po’ meglio come funziona questo virus. Con qualche limitazione dovuta al numero ridotto di casi verificatisi nel focolaio della MV Hondius”, spiega a LaSalute di LaPresse Francesco Branda. In effetti ‘giocare’ con il simulatore aiuta a capire meglio la dimensione – e la minaccia – di questo patogeno.

