Continuano le indagini sul piccolo focolaio di Hantavirus su una nave da crociera olandese. Delle sei persone colpite, tre sono morte e una è attualmente ricoverata in terapia intensiva in Sudafrica. Nelle scorse ore il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato sui social che l’agenzia “sta facilitando l’evacuazione medica di due passeggeri sintomatici, conducendo una valutazione completa del rischio e fornendo supporto alle persone colpite a bordo”. Ma che cos’è l’Hantavirus e in che modo il patogeno è salito ‘a bordo’? “Le ipotesi possibili sono due: la trasmissione potrebbe essere stata di tipo respiratorio o alimentare”, chiarisce a LaSalute di LaPresse l’epidemiologo del Campus Bio-Medico Massimo Ciccozzi, che sta analizzando il caso insieme ai colleghi Giancarlo Ceccarelli, Cecilia Ceccarelli e Francesco Branda.
Che cosa sono gli Hantavirus e quali sono i sintomi
L’infezione da Hantavirus è una malattia rara legata agli escrementi o all’urina di roditori infetti, che può causare gravi problemi respiratori. I sintomi includono febbre alta, dolori muscolari e tosse, progredendo rapidamente in insufficienza respiratoria o emorragie renali. Questi virus sono presenti in tutto il mondo e, secondo le stime, in Europa si registrano circa 3.000 casi l’anno.
“Gli Hantavirus sono virus a Rna e a singolo filamento che normalmente vengono trasmessi dai topi. La trasmissione avviene di solito nei granai e laddove si accumulano derrate alimentari, anche destinate al bestiame. Casi su navi da crociera sono molto rari”, assicura l’epidemiologo.
La nave
Teatro del cluster, una piccola nave da crociera con circa 150 passeggeri, gestita da una compagnia olandese e partita dall’Argentina tre settimane fa e diretta alle Isole Canarie. Attualmente si troverebbe al largo della costa di Capo Verde, nell’Africa occidentale, secondo quanto riportato dai media.
Se Ghebreyesus ha sottolineato su X che “un’azione rapida e coordinata è fondamentale per contenere i rischi e proteggere la salute pubblica”, il team italiano suggerisce di analizzare l’architettura della nave.
“Studiandola abbiamo dedotto che l’ipotesi legata alla derrata alimentare contaminata è molto più probabile rispetto alla trasmissione di tipo respiratorio. La nave è piccola, da circa 170 posti. Normalmente su questi mezzi abbiamo visto epidemie per via respiratoria da Covid-19, norovirus, legionella ma non da Hantavirus: sono davvero rarissimi”.
I sospetti del team italiano
I sospetti dei ricercatori dunque si concentrano sulle derrate alimentari. “Una contaminazione alla partenza potrebbe aver portato al focolaio. Questo significa che chi gestisce una crociera deve essere molto attento da questo punto di vista. Pensiamo in questo caso a un piccolo cluster: alimenti magari lasciati su un tavolo, inquinati dal topo con urina o feci e poi portati in cabina e consumati”.
Ma come capire se invece a innescare il cluster è stata la prima vittima? “È possibile, certo, che l’uomo sia salito sulla nave con una infezione di tipo respiratorio. Occorre avere i dati sui tempi intercorsi fra la partenza della nave e il primo caso: se l’incubazione è coerente con l’Hantavirus, la trasmissione potrebbe essere di tipo respiratorio attraverso un primo paziente arrivato già infetto. Altrimenti torna l’ipotesi derrate inquinate dai roditori”, chiarisce Ciccozzi. Non resta che attendere l’esito delle verifiche in corso.

