Giovedì 28 Dicembre 2017 - 11:15

Un anno di governo Gentiloni, il premier: "Sulle banche abbiamo evitato la crisi"

Il presidente del Consiglio alla conferenza stampa di fine anno: "E' stata una legislatura decisamente fruttuosa"

Roma, il discorso di fine anno di Gentiloni

L'Italia "non si mette in pausa" e il governo "non tira i remi in barca". Con una doppia metafora il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, conferma che la legislatura è volta al termine, ma il premier è lui fino al governo successivo e il Paese, nel frattempo, non si fermerà. Al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella "spetta il ruolo di regia", ma fino alle prossime elezioni il Governo "non tirerà a campare" e governerà "nei limiti fissati dalla Costituzione e dalle leggi".

COLLE - Il governo si affida alle decisioni del Capo dello Stato e lo ringrazia per il costante ruolo di garante delle istituzioni. Sarà Mattarella a "dettare i tempi e i modi" dei prossimi passaggi istituzionali. In questo quadro si inserisce il colloquio di cortesia al Colle iniziato verso le 15 tra Gentiloni e Mattarella. Nella conferenza stampa di fine anno, Gentiloni - da non dimissionario - rivendica i risultati raggiunti in quella che definisce una legislatura "fruttuosa" nonostante sia nata "in modo strano". "Il mio governo - sottolinea - ha fatto pochi annunci, ma non ha preso poche decisioni".

SINISTRA DI GOVERNO - Sul piano politico, Gentiloni si pone sulla scia di Enrico Letta e Matteo Renzi, suoi predecessori e testimoni di una "sinistra di governo", su cui il premier insiste molto in vista delle prossime politiche. Sul piano dei contenuti, elenca i progressi fatti: dalla crescita, ai posti di lavoro aumentanti fino al deficit su cui, dice, "l'Italia è più che in regola". Gentiloni insiste anche sulla questione migranti - meno arrivi equivale a meno morti in mare, precisa - passando per la missione in Niger, "sacrosanta per gli interessi nazionali" - il resto sono soltanto "illazioni spettacolari" -. Il premier si dice "orgoglioso" poi di avere approvato da ministro il provvedimento sulle unioni civili e, in veste di presidente del Consiglio, quello sul biotestamento.

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IUS SOLI - Unico neo, la mancata approvazione della legge sullo Ius soli su cui Gentiloni condivide la stessa "delusione" espressa dalla Chiesa cattolica. "Pur avendo la volontà di approvare lo Ius soli, non siamo riusciti a mettere insieme i numeri per approvare questa legge", ammette. E taglia corto sulle polemiche degli ultimi giorni: "Non vi erano incertezze da parte del governo sulle decisioni da prendere. Purtroppo c'era la certezza che mancavano i numeri che non ci sarebbero stati anche se in aula ci fossero stati i senatori del Pd e di Liberi e Uguali". Secondo Gentiloni, il modo perfetto per fare archiviare la legge sulla cittadinanza sarebbe stato farla bocciare in aula al Senato in questa legislatura, mentre così facendo resta aperta una porta nella prossima.

PD E BANCHE - Rispetto al Partito democratico, Gentiloni - che, assicura, farà campagna elettorale da qui al voto - riconosce che con la nascita di Liberi e Uguali è avvenuta una scissione che spera non lo penalizzerà nelle urne, ma invita il Pd a mostrarsi per quello che è "una forza tranquilla di governo". Da premier per la prima volta si esprime anche sul lavoro della commissione d'inchiesta sulle banche, ribadendo che è stato lui a volere confermato il ruolo di Maria Elena Boschi nel governo ed esprimendo "sollievo" per la fine delle audizioni che, a suo dire, non si sono mostrate "utilissime" rispetto allo scopo che si era dato la commissione. "Può darsi che alcune di quelle assenze avesse significato politico, l'importante è che il gesto sia stato fatto nell'interesse del Paese", ha risposto ai giornalisti in merito all'assenza dei ministri renziani al Consiglio in cui confermò Ignazio Visco alla guida di Banca d'Italia.

ALITALIA E ILVA - Due passaggi sono poi dedicati alle questioni economiche ancora aperte in Italia, quella dell'Ilva e di Alitalia. Il Governo auspica che per Alitalia "le offerte che sono sul tavolo possano essere anche migliorate: per certi versi è anche necessario". Gentiloni ha altresì auspicato "da parte dei dipendenti, dei lavoratori un grande senso di responsabilità" e ha rievocato l'offerta di Air France che fu rigettata e portò il governo Prodi II a discutere, alla sua ultima riunione in Consiglio dei ministri del 2008, un prestito ponte. "Se oggi avessimo sul tavolo quell'offerta - sbotta -, la prenderemmo al volo...ma proprio al volo". ASull'Ilva, il premier invita a ritirare il ricorso al Tar presentato dal Comune di Taranto e dalla Regione Puglia, ma si dice certo che si troverà una via d'uscita.

Scritto da 
  • Elisabetta Graziani
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