Protagonista di film e serie tv, a 19 anni ebbe un drammatico incidente che gli cambiò la vita

Walter Lippa, nato a Napoli, attore bilingue, insegnante, una laurea in igiene dentale e 46 anni da poco compiuti, lo abbiamo visto in “Gomorra-La serie” e in molti film. La sua esistenza, dopo un evento tragico che gli ha segnato la vita, ha conosciuto svolta e rinascita e oggi si racconta in un’intervista a Barbara Fabbroni.

Walter, che bambino è stato?
“Un diavoletto! C’è un aneddoto che mia mamma ama raccontare. Avevo 3-4 giorni. Generalmente i neonati di così pochi giorni nella culla stanno in posizione fetale o su un fianco. Io mi misi pancia sotto con le braccia appoggiate. Così provavo ad alzare la testa per guardarmi intorno. L’ostetrica mi vide e prontamente disse a mia madre: Questo bambino vi farà buttare il sangue”.

Ha mantenuto la promessa?
“Sono stato un figlio problematico, ribelle”.

Walter Lippa: il trauma e la rinascita

Cosa è successo?
“A 19 anni ho avuto un incidente d’auto con due amici e la mia ragazza. Loro sono morti sul colpo decapitati, io mi sono salvato per miracolo. È stato difficile riprendersi. Ho fatto anche un percorso di analisi per poter superare il trauma. In quella macchina era salito un Walter che dopo l’incidente si è totalmente trasformato”.

Ci racconta qualcosa di più?
“Sono molto credente. Sono convinto che esista un disegno divino che nessuno può modificare. Ogni persona ha il suo itinerario da fare. Nulla avviene a caso. Sono molto fatalista, se noi siamo qui è certamente stato scritto da qualcun altro. Anche se Dio non è sempre buono come tutti pensano”.

Perché?
“Spesso le persone sono abbandonate a se stesse e questo ti fa molto riflettere. Un Dio come lo penso io ha anche una parte dura, aspra, dolorosa. Dopo l’incidente ho litigato con questo Dio. Mi sono arrabbiato. Non si possono vivere esperienze così. Quindi, Dio, a volte, è anche duro, doloroso”.

Come è arrivato al cinema?
Per caso, non avrei mai pensato di fare l’attore. Durante uno spettacolo d’animazione ho scoperto di avere un talento. Una regista mi dette il suo biglietto da visita che naturalmente persi di lì a poco. Dopo un anno da quell’incontro mi ritrovai ancora una volta a essere incoraggiato a percorrere la strada dell’attore. Così entrai a far parte di una compagnia teatrale”.

Questa fu la svolta?
“Si. Mi catturò tantissimo quest’esperienza. Decisi di fare le cose seriamente iniziando a studiare recitazione e dizione. Nel 2007 mi diplomai come attore bilingue in Arte Drammatica alla Link Academy”.

Walter Lippa: “Amo formare i giovani attori”

E poi?
“Sono arrivate tantissime proposte, prima locali, poi mano a mano arrivano i primi ruoli importanti. In “Un posto al sole”, “La Squadra” fino a “Gomorra-La Serie”. Ho lavorato in “The Broken Key” di Louis Nero, un’esperienza straordinaria che mi ha aperto al cinema internazionale. La mia carriera è stata un crescendo, una soddisfazione dietro l’altra. Amo il mio lavoro e dedico anima e corpo anche a formare i giovani nella scuola di recitazione”.

Walter-Lippa

Walter Lippa e Massimo Ghini @Instagram

Come è stato lavorare in “The Broken Key”?
“La realizzazione di un sogno. Recitare al fianco di stelle di Hollywood è stata la mia soddisfazione più grande. Non capita tutti i giorni. È una sensazione difficile da descrivere a parole, si può solamente vivere. Non avrei mai immaginato di condividere il set con Geraldine Chaplin, Michael MadsenRutger HauerWilliam Baldwin. Segnano per sempre la tua carriera e sono fonte di grande esperienza artistica”.

Come si prepara a interpretare un nuovo personaggio?
“Amo tantissimo la psicologia, tanto che mi piacerebbe studiarla più approfonditamente. Ai miei studenti insegno porzioni importanti di psicologia: entrare in contatto con le emozioni, il vissuto e soprattutto sentirlo vivo all’interno di sé. La stessa cosa la faccio quando studio un personaggio. Cerco di cogliere ogni sua sfumatura interiore, di riconoscere la sua declinazione psicologica affinché possa empaticamente viverlo all’interno di me. È una sorta di viaggio introspettivo dove io e lui diventiamo una cosa sola, un corpo unico”.

Ci sono delle esperienze lavorative che non dimenticherà mai?
“Tutte le esperienze lavorative che ho avuto le tengo strette nel mio cuore. Ognuna mi ha insegnato qualcosa, mi ha permesso di crescere”.

Walter Lippa: “Se va male faccio il bartender”

A breve riceverà un premio importante…
“Sono emozionatissimo, ancora non ci credo. Il 29 settembre al Teatro Ghione di Roma riceverò il Premio Eccellenze 2020 dal presidente di Assotutela Michel Emi Maritato”.

Cosa c’è nel suo futuro lavorativo?
“Tantissimi progetti tra cui un film americano importante”.

Cosa farà da grande?
“L’attore! E come ogni attore vorrei che il mio ultimo respiro fosse mentre sto recitando. Se poi la dice nera posso sempre rispolverare la mia capacità di fare cocktail. Sono un barman eccellente!”.

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