Medici di famiglia nelle Case di comunità, la firma si avvicina

Medici di famiglia nelle Case di comunità, la firma si avvicina
(Kike Calvo via AP Images)

Ci siamo quasi: domani è attesa la firma per popolare di medici di medicina generale le strutture

Dopo gli attriti delle scorse settimane, il confronto con medici di medicina generale per popolare le Case di comunità sembra finalmente a buon punto. “Stiamo trattando con i sindacati e con le Regioni, quindi speriamo a breve di avere una soluzione”, ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci, parlando con i giornalisti a margine dell’Assemblea pubblica di Farmindustria. E, almeno stando alle Regioni, la firma dell’accordo dovrebbe essere dietro l’angolo.

“Lo ripeto: vogliamo fortemente che i medici di medicina generale siano all’interno delle nuove strutture territoriali, perché sono quelli che meglio conoscono i pazienti e che, quindi, meglio possono gestirli in tante situazioni. Questo – ha chiarito Schillaci – credo ci farà avere una sanità più moderna, più di prossimità, più vicina ai cittadini. E io spero anche che questo porti un po’ a decongestionare i pronto soccorso”.

L’attesa per la firma

A quando la firma dell’accordo? “Oggi non l’ho ancora messa, ma siamo ottimisti”, si schermisce il ministro. Intanto anche dalle Regioni arrivano notizie positive. C’è “condivisione sull’ipotesi di accordo collettivo nazionale di lavoro dei medici di medicina generale per l’attuazione delle Case di Comunità”.

L’incontro di oggi

Stando a quanto si legge in una nota, le sigle sindacali e la Sisac si sono incontrate oggi per limare il testo sulla base dell’atto di indirizzo presentato dalla Conferenza delle Regioni nei giorni scorsi. La firma è attesa per domani mattina.

I medici che dicono no

L’ottimismo non contagia proprio tutti. In base a quanto dichiatato oggi in una nota, lo Smi di Pina Onotri si sfila dall’accordo. “Esprimiamo la nostra  contrarietà alla proposta di integrazione-stralcio dell’Accordo Collettivo Nazional per le Case della Comunità, dichiarando l’impossibilità di procedere alla sottoscrizione del testo”, scrive il Sindacato dei medici italiani.

I dettagli dell’intesa

Ma cosa prevede l’intesa? Stando alle Regioni “è confermato l’obbligo per i medici di famiglia di svolgere fino a 6 ore, per 48 settimane annue, nelle Case di Comunità, nella misura utile a garantirne la funzionalità e, comunque, secondo quanto previsto dagli atti di programmazione regionali e aziendali, nei limiti delle risorse economiche individuate”.

Confermata anche l’intenzione ad avviare quanto prima il confronto sul triennio contrattuale 2025-2027, con l’impegno delle Regioni a emanare l’atto di indirizzo per tutta la medicina generale entro il 30 settembre 2026.

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