Botta e risposta Monteleone-Bevilacqua dopo gli ascolti flop di “Filorosso”. Cosa è successo

Botta e risposta Monteleone-Bevilacqua dopo gli ascolti flop di “Filorosso”. Cosa è successo
Antonino Monteleone e Dolores Bevilacqua (Foto da Instagram)

Toni accesi tra il conduttore tv e la parlamentare del Movimento Cinque Stelle, membro della commissione di Vigilanza Rai

Toni accesi tra Antonino Monteleone e Dolores Bevilacqua. Tutto è iniziato dalle critiche mosse dall’esponente del Movimento Cinque Stelle, membro della commissione di Vigilanza Rai, in merito agli ascolti registrati da “Filorosso“, programma che va in onda su Rai3, condotto dal giornalista ex Iene.

Monteleone a Bevilacqua: “Su YouTube 470 visualizzazioni in 5 anni”

“Ho letto che una senatrice del Movimento Cinque Stelle, tale Dolores Bevilacqua, è molto preoccupata. Secondo lei, come molti osservatori in malafede o poco avvezzi alla materia, ieri Filorosso ha deluso le attese. Una informazione distorta che ignora deliberatamente il contesto”, scrive Monteleone in una lettera inviata a Dagospia.

“Nessuna considerazione, da parte della senatrice Dolores Bevilacqua, che ieri la trasmissione oltre a coprire l’attualità internazionale valorizzando le risorse interne della Rai, ha dato una notizia molto importante (e in esclusiva) sulla vicenda Garlasco ripresa da molti siti di informazione, compreso il tuo. E ti ringrazio per questo. Invece Dolores Bevilacqua ci tiene molto a valorizzare i risultati dei broadcaster privati. Programmi che vanno in onda per tutta la stagione televisiva. Corazzate rispetto alla nostra piccola barchetta che viene messa in mare solo per poche settimane estive con alla guida una coppia di conduttori appena quarantenni”, si legge.

“E allora mi sono informato meglio su chi fosse Dolores Bevilacqua e, soprattutto, quali titoli avesse (dal punto di vista tecnico) per commentare con tanta sicumera i numeri. Ho scoperto che il suo pulpito è fatto da un glorioso passato televisivo. Lei, infatti per un po’ di anni, è stata Lady Media Gol. Lady-Media-Gol. La protagonista di una ‘seguitissima’ trasmissione su YouTube di commento alle attività sportive del Palermo Calcio. Ho visto che in cinque anni le sue performance hanno incassato circa 470 visualizzazioni (sì hai letto bene meno di 500, in cinque anni!) in media per ciascuno degli appuntamenti settimanali”, dice ancora Monteleone.

“Poco male. Quasi il doppio delle 211 preferenze che aveva collezionato alle elezioni comunali di Palermo (senza essere eletta) prima di essere catapultata in Parlamento nel 2022 grazie all’elezione in un collegio uninominale sicuro. Faccio televisione da quasi vent’anni. Facendo questo disgraziato lavoro (per l’80% della mia vita nel settore privato) posso dire di avere raggiunto più di qualche risultato. Se vuole la Senatrice Bevilacqua (che grazie alla sua elezione Parlamento ha quintuplicato le sue entrate) può fare qualche ricerca approfondita”.

“Per cui va bene tutto. Ma se fossi Lady Media Gol… beh sarei più cauto nel valutare, solo attraverso certi numeri, il lavoro degli altri. Dici che devo essere preoccupato per il fatto che Lady Media Gol sieda in Commissione di Vigilanza Rai e che dall’alto del suo peso politico possa rendermi la vita meno facile!!? No dai, certamente no. Loro hanno a cuore la libertà di informazione. P.s.: ma non abbiamo sentito dire molto spesso che i politici non dovrebbero commentare il lavoro dei giornalisti? Che è una cosa brutta brutta che fanno solo certi cattivoni?”.

Bevilacqua: “Se Lady Mediagol fosse stato in prima serata avrebbe raccolto più telespettatori”

Non si è fatta attendere la contro-replica della parlamentare pentastellata. “Leggo con divertita sorpresa la lettera di Antonino Monteleone che mi riguarda. Non tanto per i toni, quanto per il fatto che un conduttore della televisione pubblica nazionale senta il bisogno di misurarsi con il mio hobby e la mia passione per il Palermo Calcio”, fa sapere Bevilacqua a Dagospia.

“Devo ammettere che la cosa mi lusinga. Anche perché, a essere sinceri, se Lady Mediagol fosse stato collocato in prima serata su Rai3, forse avrebbe raccolto qualche telespettatore in più. Sicuramente più delle visualizzazioni del programma di Monteleone su Raiplay che in alcune rilevazioni sono risultate meno di 10. Ma non voglio infierire. La vera differenza è un’altra: Lady Mediagol non era finanziato dai contribuenti italiani. Non occupava spazi di servizio pubblico. Non beneficiava dei budget e dei compensi di cui beneficia Monteleone”.

“I giornali parlano di 300.000 euro l’anno con minimi garantiti a prescindere dalla messa in onda. Ho chiesto alla Rai se tali cifre corrispondano al vero ma non ho ricevuto risposta, forse Monteleone vorrà fare chiarezza in prima persona. Non ho nulla contro di lui. Gli auguro sinceramente una lunga carriera, tanti successi professionali e qualche palco di Atreju in meno. Il punto non è lui. Il punto è che in un Paese normale, in una Rai normale, dovrebbe esistere un minimo criterio  meritocratico e di responsabilità nell’utilizzo delle risorse pubbliche”, afferma la senatrice.

“Quando un programma del servizio pubblico registra ascolti che sfiorano l’1% in prima serata, la questione non dovrebbe essere chi osa criticarlo. La questione dovrebbe essere capire come vengono prese certe decisioni, con quali criteri vengono assegnati programmi, budget e opportunità. E lì qualche piccolo dubbio sulla vicinanza tra Monteleone e Fratelli d’Italia, ci viene. Dubbi che Monteleone potrebbe provare a fugare con qualche inchiesta sul governo in carica, ma non spetta a me fare la scaletta del suo programma”.

“Se la ‘piccola barchetta che viene messa in mare solo per poche settimane estive con alla guida una coppia di conduttori appena quarantenni’ costa troppo e naufraga, è legittimo che qualcuno lo dica e che ne chieda conto soprattutto a quei dirigenti che hanno preso questa decisione”.

“Ripeto: nessun rancore personale. Nessuna ostilità. Solo una domanda molto semplice: perché a programmi pluripremiati e che macinano ascolti si tagliano puntate e risorse, mentre altri fanno registrare mega-flop ma sono sempre coccolati da TeleMeloni? PS Qualcuno in Rai ci può dire chi prenderà il posto lasciato vuoto da Salvo Sottile – destinato a sostituire Infante – su Rai 3? Un mistero che forse meriterebbe una puntata di approfondimento. PPS Il collegio in cui sono stata eletta in Parlamento era tutto fuorché sicuro, mi duole correggere Monteleone”.

Carotenuto: “Solidarietà a Bevilacqua, azienda prenda provvedimenti”

In seguito sono arrivati anche i commenti di altri esponenti del Movimento Cinque Stelle che hanno espresso solidarietà a Bevilacqua. “La critica, anche corrosiva, fa parte del gioco politico. Gli insulti personali no. Quelli rivolti da Antonino Monteleone sui social alla nostra Dolores Bevilacqua sono indegni di chi viene pagato con soldi pubblici. A Dolores va la mia solidarietà piena e quella di tutto il Movimento 5 Stelle. Monteleone è un conduttore con un contratto a molti zeri finanziato dai contribuenti italiani — e con un profilo politico inequivocabilmente vicino a Fratelli d’Italia“, ha detto il capogruppo M5S in commissione di vigilanza Rai Dario Carotenuto.

Orrico: “Non è così che si tutela servizio pubblico”

“E’ incredibile che un giornalista che lavora in Rai come Antonino Monteleone impieghi il suo tempo ad insultare Dolores Bevilacqua, piuttosto che concentrarsi sulle questioni importanti che riguardano il suo percorso nell’azienda”, ha affermato l’esponente M5S in commissione di vigilanza Rai Anna Laura Orrico.

“Da un giornalista e conduttore del servizio pubblico radiotelevisivo ci si aspetterebbe un confronto lucido benché aspro e non il ricorso a meme sui social per screditare e distogliere l’attenzione dal vero tema sollevato da tutti noi in questa legislatura, ovvero come la Rai sia stata portata alla deriva con programmi scadenti e ridotta a megafono del governo. Al posto di Monteleone mi concentrerei su come dare lustro all’azienda del servizio pubblico radiotelevisivo, piuttosto che animare l’agone dell’odio sui social. Siamo tutti di passaggio, nelle istituzioni e nelle aziende di Stato, ma possiamo decidere se lasciare un segno positivo oppure contribuire allo svilimento morale del dibattito pubblico ormai ridotto a gossip ed insulti”, ha aggiunto.

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