L’Europa si riscalda più rapidamente di qualsiasi altro continente e il conto, in termini di salute pubblica, è sempre più pesante. A lanciare l’allarme è l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Europa, che in occasione dell’Heat Action Day ha presentato a Berlino le nuove linee guida per i piani di azione contro il caldo, uno strumento pensato per aiutare i governi a prevenire gli effetti delle ondate di calore sulla popolazione. Che, come indicano i dati, colpisce duramente nel nostro Paese.
Un minaccia crescente
Il caldo estremo rappresenta infatti una minaccia crescente, aggravata dall’invecchiamento della popolazione, dall’urbanizzazione e dall’aumento delle persone affette da patologie croniche. Le conseguenze vanno dall’incremento di malori e ricoveri fino all’aumento della mortalità, soprattutto per cause cardiovascolari.
Le linee guida contro il caldo
Le nuove linee guida individuano otto elementi fondamentali per una strategia efficace di protezione sanitaria dal caldo. Tra questi figurano il rafforzamento dei sistemi di allerta precoce, una migliore comunicazione dei rischi ai gruppi più vulnerabili, il coordinamento tra istituzioni e servizi sanitari e la pianificazione di interventi mirati durante le emergenze climatiche.
A sottolineare l’urgenza del problema è il direttore regionale dell’Oms per l’Europa, Hans Henri P. Kluge. “Oltre 200mila persone in Europa sono morte a causa del caldo negli ultimi quattro anni”, ricorda Kluge. “l caldo è un killer silenzioso, ma non inevitabile. Le nuove linee guida basate sulle evidenze scientifiche forniscono alle autorità una chiara tabella di marcia per costruire una risposta all’emergenza in grado di salvare vite”.
Morti per caldo: Italia in testa
I dati mostrano che il maggior numero di morti premature legate alle temperature estreme si registra in Italia, seguita da Spagna, Germania e Grecia. Quest’ultima detiene però il primato per numero di decessi correlati al caldo in rapporto alla popolazione. L’iniziativa punta a trasformare le evidenze scientifiche in misure concrete e coordinate. “Abbiamo gli strumenti. Ora dobbiamo usarli”, conclude Kluge, richiamando governi e amministrazioni alla necessità di passare rapidamente dalla pianificazione all’azione.

