Revisione del prontuario, i segnali che arrivano dall’evento di Farmindustria

Revisione del prontuario, i segnali che arrivano dall’evento di Farmindustria
Orazio Schillaci

Il futuro della revisione del prontuario alla luce degli interventi all’Assemblea pubblica

Nel giorno dell’orgoglio del pharma italiano, un tema teneva banco nella sala stampa dell’Assemblea pubblica di Farmindustria: la proposta di revisione del prontuario. Se le imprese esprimono preoccupazione e, per voce del presidente Marcello Cattani, chiedono che a guidare le scelte sia la scienza, a leggere le parole dei vertici del ministero della Salute l’impressione è che la strategia proposta da Aifa sia destinata a restare nel cassetto. 

“Credo che sia importante continuare ad offrire ai pazienti tutto ciò che l’industria farmaceutica produce. Se in questi anni l’aspettativa di vita è aumentata in Italia, se tante malattie che non erano curabili oggi lo sono, lo si deve la ricerca farmaceutica. Quindi è importante che i pazienti italiani, indipendentemente da dove vivono e da quanto guadagnano, abbiano l’accesso più rapido ai farmaci, anche quelli più innovativi”, ha chiarito ai giornalisti il ministro della Salute Orazio Schillaci.

L’interesse dei cittadini prima di tutto

Certo, il “problema della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale” esiste. Ma “credo che sia importante avere nuovi strumenti, una nuova visione: il punto – ha detto Schillaci a margine dell’incontro nell’Auditorium di Via della Conciliazione – non è solo capire quanto paghiamo i farmaci, ma inserirli in un contesto diverso e collaborare con chi li sviluppa e li produce, cioè l’industria”.

Schillaci non è entrato nel merito della proposta di revisione del prontuario. “Credo che ne discuteremo, ripeto nell’interesse soprattutto dei cittadini. Io non voglio che i cittadini paghino di più per avere dei farmaci – ha scandito il ministro – E non voglio che i cittadini italiani non abbiano accesso ai medicinali”. 

D’altra parte la revisione del prontuario farmaceutico è “un intervento essenziale che dovrà essere guidato innanzitutto da criteri scientifici, pur riconoscendo il ruolo delle valutazioni politiche ed economiche. La revisione – afferma il presidente della Società Italiana di Farmacologia – SIF Armando Genazzani – dovrà garantire il mantenimento, se non il miglioramento, delle prestazioni erogate. Sarà inoltre necessario definire regole chiare, nella consapevolezza che il prontuario non potrà rappresentare l’unica risposta al tema della sostenibilità, ma uno dei diversi strumenti da mettere in campo”.

Il puzzle di Gemmato

Sempre parlando con i giornalisti, a margine dell’Assemblea, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato mette sul tavolo due pezzi del puzzle. “C’era stata una lettera inviata dal ministro della Salute Schillaci in cui si chiedeva ad Aifa quali fossero gli strumenti per ridurre la spesa farmaceutica. L’Aifa risponde offrendo una serie di possibilità per validare un risparmio. L’altro pezzo del puzzle – continua Gemmato – è che oggi i dati sulla spesa farmaceutica ci dicono che questa curva di crescita sta flettendo: è cresciuta dal 2014-19 del 7,2 nel 2021-24 del 7 e nel 2025 del 5,2%”.

“Quindi – ragiona il sottosegretario – non c’è questa proiezione di spesa fuori controllo. Vedrò dunque molto bene i dati”, ha assicurato precisando che la legge di Bilancio prevede che il nuovo prontuario farmaceutico entri in vigore dal primo gennaio 2027. “Dunque, a fronte di questi due pezzi del puzzle, ora la decisione sulle misure da adottare spetta al ministro della Salute Orazio Schillaci”, conclude Gemmato.

Che succederà allora? “L’accesso all’innovazione non può dipendere dal cap di residenza”, ha ricordato Orazio Schillaci all’assemblea degli industriali del farmaco. Insomma, le ombre della strategia per ‘tagliare’ la spesa emerse nelle scorse settimane sembrano dissiparsi in questo inizio d’estate romana.

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