“Il confronto con i medici di medicina generale va avanti da settimane e si sta finalizzando. Vorremmo arrivare a una soluzione in accordo coi medici: per noi la concertazione rimane la strada primaria da percorrere. Se non si dovesse trovare una sintesi, c‘è sempre il decreto, che può essere un’altra forma di risoluzione del problema“. Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, a margine della seconda giornata del Summit nazionale sulle politiche per le malattie rare, fa il punto sulle Case di Comunità, la cui apertura deve avvenire tassativamente entro il prossimo 30 giugno.
“Il ministero sta facendo tutto ciò che è nelle proprie disponibilità per aprirle entro la data prevista dal Pnrr“, rassicura Gemmato. “Le Regioni stanno attrezzando le Case di Comunità e noi stiamo cercando di riempirle in accordo coi medici di medicina generale, senza mortificare le professionalità”, ha precisato il sottosegretario alla Salute.
La risposta della Fimmg
A stretto giro la risposta del sindacato dei medici di famiglia. Sul fronte ‘Case di comunità’ il mandato dell’Assemblea è netto: “Chiudere entro il 30 giugno con un atto di responsabilità condivisa”. Lo ricorda la Federazione italiana medici di medicina generale, sottolineando di condividere l’obiettivo indicato dal sottosegretario Gemmato: “Un accordo in piena sintonia con la categoria, che valorizzi il ruolo del medico di famiglia e garantisca la piena operatività delle Case di Comunità”.
Questo è “esattamente il terreno indicato dall’Assemblea dei consigli provinciali riunita sabato scorso, che con il mandato di circa mille delegati ha confermato la linea della Federazione: la valorizzazione del medico di famiglia non si costruisce per imposizione normativa, ma dentro lo strumento che la Costituzione e la legge assegnano alla regolazione del rapporto tra Stato, Regioni e professione, ossia l’Accordo collettivo nazionale (Acn)”, continua Fimmg.
Case di Comunità “responsabilità di tutti”
L’Assemblea, dunque, ha consegnato alla Federazione un mandato chiaro: la scadenza Pnrr del 30 giugno è una responsabilità che riguarda tutti – Governo, Regioni e professione. “Fimmg è pronta a fare la propria parte fino in fondo. Chiudere la partita delle Case di Comunità entro quella data è possibile, e va fatto attraverso l’Acn, sede propria e competente per definire l’apporto della medicina generale alle nuove strutture territoriali, mettendo a sistema con regole certe il contributo dei medici di famiglia alla loro piena operatività”, assicura il sindacato di Silvestro Scotti.
Sulla base di quel mandato “Fimmg mette sul tavolo un’apertura concreta e immediata: definire nell’Acn, in tempi compatibili con la scadenza del 30 giugno, le modalità con cui la medicina generale garantisce presenza, prestazioni e presa in carico all’interno delle Case della Comunità. “Si può assicurare la piena operatività delle strutture senza snaturare la natura professionale del medico di famiglia, valorizzandone autonomia e responsabilità clinica”, insiste il sindacato.
Il tempo stringe
Sul comune obiettivo di un accordo in piena sintonia con la categoria, Fimmg avanza una proposta operativa: “La convocazione immediata del tavolo per l’Accordo collettivo nazionale, con un’agenda dedicata alle Case della Comunità e un calendario serrato che porti alla firma entro il 30 giugno”.

