Dopo la Seconda guerra mondiale molti soldati e civili feriti tornarono a praticare sport, scoprendone i vantaggi terapeutici e favorendo lo sviluppo di protesi e attrezzature sportive ad hoc. È la genesi di un percorso che avrebbe portato nel 1960 alle prime Paralimpiadi a Roma.
Un comparto in crescita
Oggi dietro lo sport paralimpico e il mondo della disabilità in generale c’è l’industria dei presidi ortopedici e degli ausili per la mobilità, un comparto che nel 2024 ha sviluppato in Italia un giro d’affari aggregato di oltre 1,3 miliardi di euro. Un dato in crescita rispetto al 2023 (+4,8%) e al 2022 (+17,3%). Le stime per il 2025 indicano un incremento dei ricavi attorno al 5%, con una previsione del +7% per il 2026.
Le aziende esaminate fanno parte del più ampio comparto del MedTech che si stima valga 650 miliardi di dollari a livello mondiale, con attese di crescita del 5% annuo nel breve periodo, trainato dall’invecchiamento della popolazione, dallo sviluppo tecnologico e dalla progressiva digitalizzazione della sanità.
Il contesto italiano e il valore del MedTech
Secondo il centro studi di Confindustria dispositivi medici, il MedTech in Italia vale quasi 19 miliardi di euro e conta oltre 4.600 aziende che occupano circa 130.500 persone. La categoria più rappresentativa delle 51 aziende italiane selezionate è quella dei produttori di presidi ortopedici, con il 67,2% del fatturato aggregato, davanti alle imprese che realizzano ausili per la mobilità, con il restante 32,8%.
La proiezione internazionale è una delle caratteristiche più rappresentative dell’industria italiana di presidi ortopedici, ambasciatrice del Made in Italy nel mondo: il 67,2% del fatturato complessivo proviene dall’estero.
Oggi nel mondo si contano un miliardo di persone disabili, di cui tre milioni sono in Italia dove una su tre pratica una disciplina sportiva. Nel nostro Paese mediamente il 6,0% degli enti sportivi propone attività dedicate a persone con disabilità.
L’Umbria si distingue per essere di gran lunga la regione più inclusiva, con il 14,7% degli enti sportivi dilettantistici che propone almeno un’attività per i disabili. Negli sport paralimpici invernali, la Lombardia è la prima regione per numero di tesserati e società, seguono Piemonte, Trentino-Alto Adige e Veneto.

