Il Consiglio di Stato, di fatto, riapre i giochi sulla questione payback per i dispositivi medici, alimentando la speranza delle imprese del settore. “Accogliamo con favore l’ordinanza con cui il Consiglio di Stato ha disposto la sospensione dell’efficacia delle richieste di compensazione del payback 2015-2018 per le imprese ricorrenti, in attesa del giudizio di merito fissato per il 24 settembre”, commentano a caldo Aforp–Associazione Fornitori Ospedalieri Pluriregionale e di Filiera, Confimi Industria Sanità e Confindustria Dispositivi Medici.
Al centro dell’ordinanza una ‘tagliola’ da circa 520 milioni di euro a carico delle imprese del settore, che da anni si battono per la sua cancellazione. Parliamo di un comparto, quello dei dispositivi medici, che genera un mercato da quasi 19 miliardi di euro (export inclusi), forte di 4.648 aziende in Italia che occupano 130.520 dipendenti.
Il Consiglio di Stato e il payback: le richieste delle imprese
Nel frattempo il Consiglio di Stato ha rimesso alla Corte costituzionale anche la questione di legittimità del contributo dello 0,75% destinato al Fondo per il governo dei dispositivi medici.
Certo, per il payback “si tratta di una misura cautelare temporanea, ma rappresenta un segnale di attenzione importante rispetto alle criticità più volte evidenziate dalle imprese del settore”, evidenziano le associazioni in una nota congiunta. “Per questo – affermano le associazioni – chiediamo con urgenza la riconvocazione del tavolo sul payback presso il ministero dell’Economia e delle finanze, affinché si lavori quanto prima al superamento definitivo del payback, la cui partita 2019-2025 è ancora aperta e rischia di risultare insostenibile per le imprese”.
Mettere ordine nel settore
“Un passaggio importante perché sottolinea la necessità di un quadro normativo organico per il settore, evitando una stratificazione di oneri – dal payback al contributo sul fatturato – che nel loro insieme rischiano di generare effetti distorsivi e cumulativi per le imprese del settore. Il finanziamento delle attività di governo e vigilanza di un comparto strategico deve avvenire secondo criteri equi e coerenti con i principi costituzionali”, sottolinea il presidente di Confindustria Dispositivi Medici, Fabio Faltoni.
Verso la fine del payback?
Insomma, servono regole certe. “Le imprese del settore – rivendica Faltoni – hanno sempre dimostrato senso di responsabilità e piena collaborazione nel garantire sostenibilità, qualità e sicurezza dell’innovazione tecnologica al servizio dei pazienti e del sistema sanitario. Siamo certi che la pronuncia della Corte costituzionale potrà offrire un chiarimento definitivo su una materia che incide in modo significativo sull’equilibrio economico delle imprese e sulla loro capacità di continuare a investire in innovazione, ricerca e sviluppo nel nostro Paese”.
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