La città di New Orleans ha ospitato migliaia di esperti da tutto il mondo per l’annual meeting dell’American academy of orthopaedic surgeons, uno dei più importanti appuntamenti scientifici internazionali nel campo dell’ortopedia e della traumatologia.
“Sono emerse innovazioni che stanno cambiando profondamente la pratica clinica: da un lato tecnologie sempre più sofisticate che migliorano la precisione chirurgica, dall’altro un’attenzione crescente alla biomeccanica naturale delle articolazioni e alla biologia dei tessuti”, dice Simone Randelli, presidente della Società italiana di ortopedia e traumatologia (Siot), che ha guidato la delegazione italiana.

Le protesi per il ginocchio
Tra i temi al centro del congresso, l’evoluzione del design delle protesi totali per il ginocchio – in particolare i sistemi più innovativi a pivot mediale, ideati in origine dal professor Michael Freeman e progettati per replicare fedelmente la biomeccanica naturale del ginocchio.
“Le protesi a pivot mediale rappresentano un’evoluzione importante nella chirurgia del ginocchio”, sottolinea Randelli, che è anche ordinario di Ortopedia all’Università degli Studi di Milano. “Riproducendo in modo più elastico la cinematica dell’articolazione, consentono una maggiore stabilità e una sensazione di movimento più naturale per il paziente”.
Protesi totali d’anca
Il congresso statunitense ha affrontato poi l’evoluzione delle tecniche chirurgiche per l’impianto delle protesi totali d’anca, con la crescente diffusione dell’approccio anteriore mini-invasivo. Una tecnica che “permette di preservare la muscolatura, ridurre il trauma chirurgico e favorire un recupero più rapido”, ricorda Randelli.

Realtà virtuale e realtà aumentata
Ma la nuova frontiera dell’ortopedia abbraccia anche la realtà virtuale e la realtà aumentata, con sistemi che consentono ai chirurghi di visualizzare modelli tridimensionali dell’anatomia del paziente durante l’intervento, migliorando la precisione nella riduzione delle fratture e nel posizionamento degli impianti.
L’era della chirurgia digitale
“La chirurgia ortopedia sta entrando nell’era della chirurgia digitale”, conclude il professor Randelli. “L’integrazione tra imaging avanzato, ricostruzioni tridimensionali e realtà aumentata consentirà interventi sempre più precisi e personalizzati, migliorando la sicurezza e i risultati clinici”.

