Il tempo passa in fretta per gli studenti alle prese con la Maturità 2026, che il 18 giugno in poco più di 500mila affronteranno il primo scritto. Intanto, come ogni anno, pullulano i consigli sul ‘doping’ mentale per migliorare la prestazione agli esami. Ma che cosa c’è di vero? Se il mercato globale delle sostanze nootrope nel 2017 valeva un milione e 324 mila dollari e ci si aspetta che raggiunga quasi i 6 milioni nel 2024, in realtà le pillole per ‘diventare più intelligenti’ sono uno spreco di denaro, come spiegano i medici anti-bufale di Dottoremaeveroche.it, il portale contro le fake news della Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici).
Le sostanze nootrope e i consigli per la Maturità
Quando si parla di aiutini chimici per la Maturità, “di solito ci si riferisce alla assunzione di sostanze nootrope. È una parola che viene dal greco e che vuole significare qualcosa che è in grado di mutare (tropein) la mente (noos)”, spiegano i dottori anti-bufale”.
Si tratta di sostanze che “possono trovarsi sia in medicinali per i quali è necessaria una prescrizione medica, sia in integratori che possono essere liberamente acquistati. Ovviamente, in dosi e formulazioni differenti”. All’interno di questa classe di farmaci troviamo prodotti con caratteristiche diverse, “accomunati dall’essere accostati al trattamento di disturbi neurologici o psichiatrici”.
La pillola per diventare intelligenti
Il piracetam è uno di questi ed è tra i primi medicinali a essere stato utilizzato per la demenza senile. Analizzato dai ricercatori della Cochrane – un’organizzazione internazionale che si dedica a sintetizzare i risultati della ricerca clinica – piracetam non ha mostrato effetti convincenti nel trattamento della malattia di Alzheimer.
“Questa sostanza è presente anche in diversi integratori, spesso incautamente presentati come ‘pillole per diventare intelligenti’: sarebbe bello, ma non è così”, chiariscono i dottori anti-bufale.
Se i farmaci non funzionano, cosa sappiamo su integratori e vitamine per prepararsi meglio alla Maturità 2026? “Anche in questo caso, la pressione della pubblicità industriale è molto forte. Esistono anche parecchi studi. Molti di questi sono stati valutati dal gruppo della Cochrane, che si interessa di demenze”, dicono i dottori anti-bufale.
Quando però andiamo alle conclusioni, il responso non cambia: “Non abbiamo trovato prove che qualsivoglia strategia di integrazione con vitamine o minerali negli adulti che abbiano una normale capacità cognitiva abbia un effetto significativo sul declino cognitivo o sulla demenza, sebbene le prove non consentano conclusioni definitive”, dicono dalla Cochrane.
E il caffè?
Meglio, allora, la classica tazzina? “Se consultiamo uno strumento affidabile e completo come UpToDate abbiamo conferma che il caffè e il tè con caffeina sono gli stimolanti più consumati e socialmente accettati nel mondo”, dicono i dottori anti-bufale.
La maggior parte dei dati sui “benefici per la salute e sui rischi della caffeina”, chiariscono gli esperti di UpToDate, “deriva da studi osservazionali in cui il consumo di bevande e alimenti è auto-riferito dalle persone coinvolte nelle ricerche. Per questa ragione è difficile identificare la caffeina stessa come agente causale ed escludere i fattori di confondimento”.
Insomma, sulla base dei dati disponibili non vi sono prove sufficienti per promuovere o scoraggiare il consumo regolare di caffè o tè in vista degli esami di Maturità. Alla fine, però, “meglio una tazzina di caffè di un integratore psicostimolante. E ancor di più, meglio una dieta bilanciata e un adeguato riposo notturno”, concludono i dottori anti-bufale.

