“Il tumore del pancreas è purtroppo una delle neoplasie più difficili da trattare, soprattutto perché nella maggior parte dei casi viene diagnosticato quando la malattia è già in fase avanzata”. Parola di Paolo Tralongo, presidente Cipomo (Collegio dei Primari Oncologi Ospedalieri), oltre che direttore del dipartimento di oncologia dell’ospedale di Siracusa, che a margine del Congresso nazionale in corso a Roma analizza la neoplasia che ha colpito la nota presentatrice Enrica Bonaccorti, morta oggi a 76 anni.
Le sfide legate a un tumore che ‘si nasconde’
“Certo è che una delle principali criticità del tumore del pancreas è la difficoltà di riconoscerlo nelle fasi iniziali. I sintomi sono spesso poco specifici e possono comparire solo quando il tumore è già in fase avanzata”, aggiunge lo specialista.
Il tumore al pancreas in Italia
Ma quali sono i numeri del tumore al pancreas in Italia? Stando a Cipomo si stimano ogni anno circa 13-14 mila nuovi casi di una malattia che rappresenta una delle principali cause di morte per tumore nei Paesi occidentali. Il pancreas è una ghiandola tra stomaco e intestino che svolge una duplice funzione: produce enzimi fondamentali per la digestione e ormoni (tra cui l’insulina) che regolano il metabolismo degli zuccheri nel sangue.
I tumori che colpiscono questo organo possono svilupparsi in diverse aree della ghiandola e avere caratteristiche biologiche differenti, ma condividono spesso una diagnosi tardiva e una particolare aggressività, spiegano i primari oncologi.
La forma più frequente è l’adenocarcinoma pancreatico duttale: rappresenta circa il 90-95% dei casi e nasce dalle cellule che producono enzimi digestivi. Esistono poi forme più rare, come i tumori neuroendocrini pancreatici, che originano dalle cellule che producono ormoni e che in alcuni casi possono avere un decorso più lento.
Ci sono inoltre forme legate a mutazioni dei cosiddetti ‘geni Jolie’. E qualche giorno fa è arrivata la notizia della rimborsabilità di Olaparib in Italia per il trattamento di mantenimento di pazienti con tumore al pancreas metastatico e mutazioni Brca 1 e 2.
Il trattamento di questo tumore deve essere multidisciplinare, integrato e personalizzato. In genere, ricordano da Humanitas, è necessario l’intervento chirurgico per l’asportazione del tumore, ma questa da sola non è sufficiente per un controllo completo della malattia. Inoltre, non tutti i pazienti sono candidabili all’asportazione, che viene eseguita in circa il 20-30% dei casi.
Fondamentali sono dunque anche i trattamenti medici, come la chemioterapia, mentre in altri casi è indicata la radioterapia. La valutazione del trattamento più appropriato viene condotta caso per caso, tenendo conto del quadro clinico e delle caratteristiche della persona.
I segnali da non sottovalutare
“Non conosciamo nel dettaglio il caso della attrice e presentatrice Enrica Bonaccorti”, precisa Tralongo. “Ma tra i segnali più frequenti si possono osservare dolore addominale o alla schiena, perdita di peso involontaria, perdita di appetito, stanchezza persistente o ittero, cioè la colorazione gialla della pelle e degli occhi”.
Le criticità
“Il tumore del pancreas è purtroppo una delle neoplasie più difficili da trattare, soprattutto perché nella maggior parte dei casi viene diagnosticato quando la malattia è già in fase avanzata. Per questo è fondamentale rafforzare gli strumenti di diagnosi precoce, sostenere la ricerca e garantire una presa in carico delle persone all’interno delle reti oncologiche regionali, dove la gestione multidisciplinare consente di integrare chirurgia, oncologia medica, radioterapia e cure di supporto. Infine è fondamentale anche proseguire nella ricerca e nella sperimentazione delle nuove cure”.

