Il cancro al pancreas è uno dei più insidiosi e sfidanti per i medici. Anche per questo motivo la notizia arrivata dalla Spagna in questi giorni ha suscitato grande entusiasmo: un gruppo di scienziati avrebbe trovato il modo di curare il tumore al pancreas, anzi di ‘cancellarlo’.
Un annuncio dilagato sui social e rilanciato sovente come la soluzione definitiva per battere il cancro al pancreas. Ma cosa c’è di vero? Ad analizzare la notizia dello studio pubblicato su una prestigiosa rivista scientifica – ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’ – dal Centro nazionale spagnolo per la ricerca sul cancro (Cnio) di Madrid guidato dal professor Mariano Barbacid con Carmen Guerra, sono i medici anti-bufale di Dottoremaeveroche.it (Federazione nazionale degli ordini dei medici).
Uomini e topi: i risultati della tripla terapia
“Quando si parla di salute – puntualizzano i dottori anti-bufale – è fondamentale distinguere tra i risultati ottenuti in laboratorio (“in vitro” o su animali) e le cure effettivamente efficaci per la persona. Dobbiamo capire se siamo davanti a una cura pronta all’uso o a un importante passo avanti ma che richiede ancora anni di lavoro di ricerca”.
I ricercatori spagnoli hanno affrontato il problema principale di questo tumore: la sua capacità di resistere ai farmaci. Nella maggior parte dei casi, il cancro al pancreas è causato dalla mutazione del gene Kras, che agisce come un interruttore ordinando alle cellule di moltiplicarsi all’infinito.
Quando si prova a spegnere questo interruttore con i farmaci, il tumore trova “strade secondarie” per difendersi. Così il team spagnolo ha usato una tripletta di farmaci per bloccare contemporaneamente sia Kras che le vie alternative (Egfr e Stat3). Risultato? “Nei topi di laboratorio il tumore è scomparso completamente e non si è ripresentato per tutto il periodo di osservazione”, hanno sintetizzato gli scienziati spagnoli.
A che punto è la cura per il cancro al pancreas?
Attenzione: lo studio è importante. Ma occorre “essere molto chiari su questo punto per non creare false illusioni. Sebbene i risultati siano positivi, sono stati ottenuti su modelli animali (topi). Come spiegano esperti virologi e oncologi che hanno analizzato lo studio, il passaggio dal topo all’uomo è l’ostacolo più grande”, evidenziano i dottori anti-bufale.
Due i problemi principali: la tossicità (i topi sono stati trattati con dosi di farmaci elevatissime, molto superiori a quelle che un essere umano potrebbe sopportare senza subire danni gravi) e la biologia (bloccare completamente alcune proteine nei topi ha funzionato, ma nell’uomo eliminarle potrebbe essere troppo pericoloso).
Insomma, ora sappiamo che la tripletta funziona nei topi, ma ci vorranno anni per sviluppare farmaci sicuri per l’uomo. Il prossimo passo è appunto la sperimentazione clinica, ovvero gli studi sulle persone.

La cautela dei gastroenterologi
“Il successo ottenuto in laboratorio non garantisce automaticamente un esito identico negli esseri umani. La biologia del tumore pancreatico umano è di una complessità tale da richiedere una validazione rigorosa attraverso trial clinici strutturati, indispensabili per confermare che la terapia sia non solo efficace, ma anche tollerabile nel lungo periodo”, afferma il presidente della Sige Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva Luca Frulloni.
“Il passaggio dai modelli animali alla pratica clinica è un percorso lungo e delicato. Pertanto questi risultati devono essere interpretati non come un traguardo finale, ma come una preziosa bussola per orientare la futura ricerca clinica. La comunità scientifica – in primo luogo, la Sige – è fiduciosa. Ma la priorità resta quella di procedere con rigore metodologico per trasformare queste evidenze di laboratorio in una reale speranza di cura”, sottolinea Frulloni.
Barbacid e il trial clinico
Riguardo ai prossimi passi, lo stesso Barbacid ha spiegato: “È importante comprendere che, sebbene risultati sperimentali come quelli descritti qui non siano mai stati ottenuti prima, non siamo ancora in grado di condurre studi clinici con la tripla terapia”.
Questo processo, ricordano i dottori anti-bufale, richiede diversi anni per verificare che il mix di farmaci sia sicuro e non causi effetti collaterali gravi. Insomma, il passaggio all’uso in ambito clinico non sarà facile. “Nonostante gli attuali limiti – ha chiosato Barbacid – questi risultati potrebbero aprire la strada a nuove opzioni terapeutiche per migliorare l’esito clinico dei pazienti con adenocarcinoma duttale del pancreas in un futuro non troppo lontano”.
Insomma, sembra proprio che la strada giusta sia stata individuata. Ma per ‘cancellare’ davvero il cancro al pancreas nell’uomo occorrono tempo e denaro per andare avanti con la ricerca.

