PoliticaPresse, Lorenzin: "Salvini e di Maio sono due amanti che fingono di litigare"

L'ex ministra della Salute risponde alle domande del direttore Vittorio Oreggia e di Nadia Pietrafitta

"Abolire l'obbligo vaccinale solo per favorire il partito dei No-vax è una scelta irresponsabile. Ancora non siamo maturi per affrontare i prossimi anni con una copertura adeguata", così Beatrice Lorenzin, leader di Cp, intervistata a PoliticaPresse. L'obbligo vaccinale, aggiunge "non è un fine ma mezzo per raggiungere le soglie del 95 per cento per l'immunità di gregge". 

Ammalarsi al Sud, ha spiegato l'ex ministra durante il Forum di LaPresse, è ancora più rischioso. "Abbiamo laureati eccezionali, - ha detto Lorenzin - però lo stato di pronto soccorso, l'assenza di cure primarie sul territorio, l'assenza del registro dei tumori. Se tu hai un bambino con problema di linguaggio, oggi, un conto è vivere in una città del nord un conto è in una città del Sud. È una disparità che lo Stato dovrebbe colmare e non sarà una autonomia ipertrofica a risolvere le questioni".

La leader di Cp ha un giudizio molto negativo del suo successore Giulia Grillo: "Invece di distruggere le politiche fatte doveva farne delle altre e doveva battersi con l'elmetto per avere più fondi per il Sistema Sanitario nazionale".

Per quanto riguarda invece i due vicepremier, "Salvini e Di Maio sono come due amanti che fanno finta di litigare", ha dichiarato Beatrice Lorenzin. "È un matrimonio di convenienza, nel quale c'è maggioranza e opposizione, che hanno come obiettivo quello di capitalizzare tutto quello che possono". Poi, sulle ipotesi per trovare le risorse necessarie per le politiche del Def: "Usare la spending review per non far scattare l'Iva fa paura. Sembra una manovra alla Monti. Nel sistema sanitario nazionale, per esempio, ci sono dei soldi da dare e non da prendere".

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Torna l'appuntamento con PoliticaPresse. È il turno di Beatrice Lorenzin, leader di Civica Popolare ed ex ministra della Salute, che risponde alle domande del direttore Vittorio Oreggia e di Nadia Pietrafitta.

Dopo il capogruppo M5S alla Camera Francesco D'Uva, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, il presidente di Confindustria Vincenzo BocciaMaurizio Martina (Pd), il sottosegretario Vito Crimi (M5s), la vicepresidente della Camera Mara Carfagna (Fi), il senatore Matteo Richetti (Pd), la sottosegretaria al Mef Laura Castelli (M5s) il deputato e candidato alle primarie Francesco Boccia (Pd), il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio, l'ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calendala leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, il senatore espulso dal M5s Gregorio De Falco e il sottosegretario al Lavoro in quota Lega Claudio Durigon, PoliticaPresse riapre le porte della redazione con gli uomini e le donne della politica italiana. L'intervista in diretta sul sito e sulla pagina Facebook di LaPresse.