Migranti, Meloni: “Nuovo Patto Ue svolta positiva per l’Italia. Trump? Credevo sarebbe stato più facile”

Migranti, Meloni: “Nuovo Patto Ue svolta positiva per l’Italia. Trump? Credevo sarebbe stato più facile”
Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, Roma, 20 luglio 2026 (Foto Roberto Monaldo/LaPresse)

La premier promuove l’accordo europeo e replica alle critiche di Schlein. Poi l’intervista al Nyt: “Se sentirò Donald? Vedremo”

Giorgia Meloni promuove il nuovo Patto Ue su migrazione e asilo che sta permettendo a Stati membri come Germania, Austria, Svizzera, Finlandia, Svezia e Olanda di trasferire i cosiddetti “dublinanti” verso il nostro Paese. “È proprio il nuovo Patto che segna una svolta positiva per l’Italia. Le nuove regole tutelano molto di più gli Stati di primo ingresso in tema di richieste di asilo e, con il rafforzamento del principio di Paese Terzo sicuro voluto dall’Italia, sarà più semplice effettuare rimpatri accelerati”, ha scritto su Facebook la presidente del Consiglio che poi ha anche replicato alle critiche delle opposizioni.

Meloni a Schlein: “Boomerang? Schengen e Patto Ue sono cose diverse”

“Elly Schlein parla di ‘boomerang’ e di un presunto fallimento del governo nella gestione dei migranti. Ma prima di fare propaganda sarebbe utile conoscere la differenza tra le questioni di cui si parla. Schengen e il Patto su Migrazione e Asilo sono due cose completamente diverse e non c’entrano nulla tra loro”, ha detto ancora sui social la premier, prendendo di mira in particolare la leader del Partito democratico.

“Riguardo alla situazione precedente a queste modifiche, questo governo ha contrastato l’applicazione di regole insensatamente penalizzanti per noi e infatti, dal 2023 a oggi l’Italia ha respinto circa 80mila richieste di presa in carico provenienti da altri Stati membri. Ed è grazie alla fermezza di questo Governo se l’Italia non si è limitata ad accettare passivamente tutto ciò che gli altri Stati ci chiedevano”, ha aggiunto nel post sui social. “Cosa avrebbe fatto un governo di sinistra? Probabilmente avrebbe accolto quelle richieste, aggravando ulteriormente la pressione sul nostro sistema di accoglienza e creando ancora più problemi nella gestione dei flussi migratori”.

Meloni al Nyt: “Se sentirò Trump a breve? Vedremo”

Meloni, inoltre, è stata intervistata dal New York Times, e ha parlato del suo rapporto con il presidente statunitense Donald Trump, incrinatosi nell’ultimo periodo. “È evidente che con Donald Trump credevo che le cose sarebbero state più facili, data la nostra convergenza sull’immigrazione e sulla cultura woke. Le cose sono andate diversamente”, ha affermato. I due leader non si parlano da diverse settimane, ha poi rivelato la premier. Alla domanda se lei e Trump si sarebbero sentiti dopo la pausa estiva, ha risposto: “Beh, vedremo”. “Continuo a credere che l’unità dell’Occidente sia qualcosa di molto importante. Non decido la strategia italiana sulla base dei miei rapporti personali”, ha sottolineato la leader di Fratelli d’Italia.

Migranti, Meloni: “Nuovo Patto Ue svolta positiva per l’Italia. Trump? Credevo sarebbe stato più facile”
Giorgia Meloni e Donald Trump, Ankara, Turchia, 8 luglio 2026 (AP Photo/Francisco Seco)

Meloni al Nyt: “Non dico mai qualcosa che non penso”

“Sono una persona che si impone delle regole. La prima regola è che non dico mai qualcosa che non penso. Non c’è modo di farmi dire qualcosa in cui non credo: il mio cervello va in cortocircuito”, ha aggiunto Meloni. “Credo che la gente veda la differenza. Capiscono quando qualcosa non è vero, è falso, e credo che questo sia il più grande errore che un politico possa commettere”.

A proposito del dibattito sul linguaggio corretto, la premier ha aggiunto: “Ciò che mi interessa è se sono libera di diventare presidente del Consiglio dei ministri. Questa è uguaglianza, non essere chiamata ‘la presidente‘”. 

Meloni al Nyt: “Non mi piace l’idea di un’Italia sottomessa”

“Non mi piace l’idea di un’Italia sottomessa, un’Italia che si considera inferiore alle altre”, ha dichiarato ancora la leader di Palazzo Chigi. L’obiettivo è realizzare “la più grande rivoluzione possibile in questa nazione: una rivoluzione dell’orgoglio“. “Non mi piace che gli altri mi dicano quali sono i miei limiti. Un ‘no’ è una delle cose che più mi mobilita”.

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