Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato di aver contattato il capo di gabinetto Eyal Zamir, il capo dello Shin Bet David Zini e il consigliere legale del primo ministro Gali Baharav-Miara, chiedendo l’apertura di un’indagine contro i partecipanti al film “Naza”. Il premier dello Stato ebraico chiede che vengano “perseguiti per gravi reati in materia di sicurezza informatica, diffamazione e danno agli interessi politici e di sicurezza di Israele”.
Netanyahu: “Sconvolgente e intollerabile”
Questo non è il primo attacco di Netanyahu nei confronti del documentario che racconta, attraverso le interviste in forma anonima di soldati e membri dei servizi di sicurezza interni israeliani, le strategie adottate dall’Idf a Gaza. “Ne ho sentito parlare ed è sconvolgente“, aveva affermato il leader di Tel Aviv a settmebre. “Stiamo combattendo l’incitamento all’antisemitismo in tutto il mondo, ma quando proviene da dentro di noi, è intollerabile“.
Idf: “Calunnie e distorsione della realtà”
Critiche sono arrivate anche dal capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, il tenente generale Eyal Zamir, che ha dichiarato di aver incaricato il responsabile legale dell’esercito di valutare la possibilità di intraprendere azioni legali contro “Naza” e le persone coinvolte nella sua realizzazione. Inoltre ha ordinato un’indagine sulla fuga di notizie relative a materiale classificato utilizzato nella sua produzione. Secondo Zamir la pellicola “non è un tentativo di accertare la verità” ma si basa su “calunnie, una deliberata distorsione della realtà e false e gravi accuse contro soldati e comandanti delle Idf”.
Di cosa parla Naza, premiato a Venezia
Il documentario, prodotto dal quotidiano britannico The Guardian, ha ricevuto il Premio Speciale della giuria all’83esima Mostra del Cinema di Venezia. I registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, già premi Oscar per “No Other Land”, hanno intervistato in forma anonima e con le voci camuffate 24 tra soldati israeliani e membri dei servizi di sicurezza interni, sulle strategie adottate dall’Idf nella Striscia. Al centro del documentario la classificazione delle potenziali vittime civili dei raid. Dalle testimonianze emergerebbe l’intenzionalità da parte dell’esercito dello Stato ebraico nell’uccisione di civili negli attacchi contro Hamas a Gaza.

