Trump contro Meloni: “Serve un ordine restrittivo”

Trump contro Meloni: “Serve un ordine restrittivo”
Il meme pubblicato da Donald Trump su Truth

Il presidente degli Stati Uniti ha pubblicato un “meme” su Truth. La premier di nuovo bersagliata

“Restraining order needed” ovvero “Serve un ordine restrittivo” con sotto la foto di Giorgia Meloni. E’ il “meme” che Donald Trump ha pubblicato su Truth e che appare come l’ennesimo attacco nei confronti della presidente del Consiglio con cui i rapporti si sono inaspriti già da qualche mese.

Crosetto: “Nessuna reazione, fondamentale mantenere il rapporto”

In mattinata è arrivata la replica del ministro della Difesa Guido Crosetto. “Nessuna reazione”, ha detto, intervistato da SkyTg24. “Io penso che la cosa fondamentale è mantenere i rapporti con un alleato storico come gli Stati Uniti, i rapporti sono fra Stati, le persone passano e i rapporti invece devono rimanere”. “L’Italia ha totalmente e sempre rispettato gli impegni bilaterali con gli Usa” per la Nato, ha aggiunto riferendosi alle spese per la Difesa.

Gli attacchi di Trump a Meloni

Le relazioni tra la premier e il presidente degli Stati Uniti si sono incrinate quando il governo ha deciso negare a Washington l’uso della base militare di Sigonella durante la guerra tra Usa e Iran. Da quel momento in poi i rapporti si sono raffreddati e il tycoon ha iniziato a criticare Meloni, sua alleata.

Uno degli ultimi attacchi è stato rivolto durante una telefonata tra il leader repubblicano e l’inviato alla Casa Bianca di La7, Daniele Compatangelo. “Mi ha implorato di fare una foto con lei! Voleva una foto con me così tanto. L’avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena”, ha detto Trump al giornalista parlando del loro incontro durante il G7 di Evian e facendo nascere così un nuovo caso diplomatico. “Le dichiarazioni sono totalmente inventate. Sono francamente allibita“, la replica di Meloni che, tuttavia, ha rassicurato sul fatto che la politica estera non cambierà.

Bonelli: “Meloni risponda a Trump con ordine restrittivo su spese militari”

“Trump parla di ‘ordine restrittivo’? L’ordine restrittivo che deve fare l’Italia è bloccare i 17 miliardi in più per il riarmo nei prossimi due anni e dire no alla corsa verso il 5% del Pil in armi e difesa. Questa è la vera risposta politica che Giorgia Meloni dovrebbe dare”, commenta in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde. “Mentre 6 milioni di italiani rinunciano alle cure per le liste d’attesa, la sanità pubblica è sottofinanziata e gli stipendi restano tra i più bassi d’Europa, il governo trova miliardi per le armi e non per salute, scuola, welfare e clima. – prosegue Bonelli – Le minacce di Trump sono inqualificabili ma sono la conseguenza della subalternità di chi si era proposta come ‘pontiera’, dopo aver detto sì a tutto, compreso il 5% del Pil in armi e difesa. Meloni deve rompere la subalternità politica a Trump e fermare l’aumento delle spese militari imposto dalla Nato e voluto da Washington”.

Faraone (Iv): “Attacchi Trump prevedibile epilogo di un equivoco”

“L’attacco di Donald Trump all’Italia, e quindi a Giorgia Meloni, a cui va la nostra solidarietà, non è un incidente diplomatico. È il prevedibile epilogo di un equivoco”, scrive sui social Davide Faraone, vicepresidente di Iv-Casa Riformista. “L’equivoco consiste nell’aver scambiato un presunto buon rapporto personale per una garanzia politica. Ma la politica estera funziona in un altro modo. Gli Stati non hanno amici. Hanno interessi.E Trump sta facendo esattamente ciò che ha sempre promesso di fare: mettere gli interessi americani davanti a tutto. Il punto è aver costruito la politica estera italiana sull’idea che l’eccezione fossimo noi. Se un rapporto con un leader straniero viene trasformato in un patrimonio politico persona, anche gli inevitabili contrasti diventano un problema. Gli insuccessi finiscono inevitabilmente per mettere in discussione l’amicizia. Per questo non siamo davanti alla fine di un’amicizia, ma la fine di un’illusione. Quella secondo cui, nelle relazioni internazionali, la chimica fra due leader possa contare più della forza delle istituzioni”, conclude Faraone.

Lupi: “Non dobbiamo fare gioco Trump ma rafforzare l’Europa”

“Le provocazioni di Trump – inaccettabili, solidarietà a Giorgia Meloni – sono diventate ormai una consuetudine ed è giusto non amplificarle per non fare il suo gioco. Il presidente americano ha insultato in questi ultimi mesi tutti i principali leader europei e addirittura il Papa, rendendosi un interlocutore inaffidabile pur essendo alla guida di un grande paese cardine della Nato e alleato strategico. Non dobbiamo commettere l’errore di confondere gli stati con le persone che li governano, ma abbiamo la necessità di agire per non subire imprevedibili cambiamenti di atteggiamento da parte del presidente Usa. Per questo è indispensabile rafforzare il ruolo dell’Unione Europea sullo scenario internazionale ed investire sulla nostra sicurezza. L’Europa forte è una garanzia di sicurezza, stabilità e rispetto dei principi democratici”, afferma il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi.

La premier domani ad Ankara, in agenda cena con Erdogan e lavori del vertice

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, da domani sarà in Turchia per partecipare al vertice della Nato. La premier, si legge sull’agenda pubblicata sul sito di palazzo Chigi, arriverà ad Ankara domani per partecipare dalle 19.15 alla cena offerta dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan e dalla consorte ai capi di Stato e di governo della Nato che si terrà al palazzo presidenziale nel quartiere di Bestepe. All’appuntamento prenderanno parte anche il presidente della Repubblica di Corea Lee Jae-myung, quello ucraino Volodymyr Zelensky, oltre ad Antonio Costa (presidente del Consiglio europeo) e Ursula von der Leyen (presidente della Commissione europea). Mercoledì mattina poi Meloni parteciperà alla sessione di lavoro del vertice con al tavolo i 32 paesi membri dell’Alleanza Atlantica. L’agenda diffusa dalla Nato prevede i ‘doorstep’ alle 9 con successiva cerimonia di benvenuto da parte di Erdogan e del segretario generale della Nato, Mark Rutte. I lavori cominceranno quindi subito dopo la foto di gruppo ufficiale. 

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