Germania, da Stade a Erfurt: torna l’incubo degli attacchi con armi da fuoco

Germania, da Stade a Erfurt: torna l’incubo degli attacchi con armi da fuoco
Lunedì 29 giugno 2026, alcuni agenti di polizia pattugliano la scena del crimine a Stad, in Germania, in seguito a una sparatoria in cui sono state uccise cinque persone, secondo quanto riferito dalla polizia. (Marcus Golejewski/dpa via AP))

I più gravi episodi di violenza nel Paese negli ultimi decenni

La sparatoria di Stade, in Germania, riporta l’attenzione su alcuni dei più gravi episodi di violenza avvenuti nel Paese negli ultimi decenni. Anche se le stragi di massa restano eventi relativamente rari rispetto ad altri Paesi occidentali, gli attacchi con armi da fuoco che hanno provocato numerose vittime hanno spesso segnato profondamente il dibattito pubblico, portando a modifiche legislative sulle armi e a un rafforzamento delle misure di sicurezza.

In Germania la normativa sulle armi è tra le più restrittive d’Europa. Tuttavia, secondo l’ultimo rapporto dell’Ufficio della polizia criminale (Bka), i reati registrati con impiego o minaccia di armi da fuoco continuano a crescere. Nel 2024 sono stati censiti 9.460 casi, contro i 9.197 del 2023 e i 7.955 del 2021. In 4.775 episodi è stata effettivamente utilizzata un’arma da fuoco, mentre in 4.685 casi l’arma è stata utilizzata per minacciare la vittima. Di seguito, alcune delle principali sparatorie che hanno colpito la Germania.

Sparatoria di Stade (2026)

Il 29 giugno 2026 sei persone sono rimaste uccise in una sparatoria avvenuta a Stade, in Bassa Sassonia, all’interno di una struttura che ospita anche una casa madre-bambino. La polizia ha fermato due persone, tra cui il presunto autore degli spari. Secondo i media tedeschi, strage sarebbe riconducibile a una “tragedia familiare allargata”.

Testimoni di Geova uccisi ad Amburgo (2023)

Il 9 marzo 2023 un ex membro dei Testimoni di Geova aprì il fuoco durante una funzione religiosa in una sala che ospitava una riunione della congregazione ad Amburgo. Morirono sette persone, tra cui un bambino non ancora nato, mentre altre otto rimasero ferite. L’attentatore si suicidò durante l’intervento della polizia. L’episodio riaccese il dibattito sui controlli per il rilascio del porto d’armi e sulla prevenzione dei disturbi psichici.

Strage di Hanau (2020)

Il 19 febbraio 2020 un uomo con convinzioni razziste ed estremiste di destra uccise nove persone, quasi tutte con origini straniere, in due bar per narghilè di Hanau, vicino a Francoforte. Successivamente assassinò la madre e si tolse la vita. L’attacco è considerato uno dei più gravi episodi di terrorismo dell’estrema destra nella storia della Germania del dopoguerra.

Sparatoria al centro commerciale di Monaco (2016)

Il 22 luglio 2016 un diciottenne aprì il fuoco nel centro commerciale Olympia di Monaco di Baviera, uccidendo nove persone e ferendone diverse altre, prima di suicidarsi. Le indagini conclusero che l’autore aveva agito da solo e che era ossessionato da precedenti stragi di massa, escludendo un collegamento con il terrorismo jihadista.

Strage alla scuola di Winnenden (2009)

L’11 marzo 2009 un diciassettenne entrò armato nella sua ex scuola a Winnenden, nel Baden-Wuerttemberg, uccidendo studenti e insegnanti, prima di proseguire la fuga e fare altre vittime. Il bilancio finale fu di 15 morti, escluso l’attentatore, che si suicidò. Dopo l’accaduto la Germania introdusse controlli più severi sulla custodia delle armi legalmente detenute.

Strage al liceo di Erfurt (2002)

Il 26 aprile 2002 un ex studente di 19 anni fece irruzione nel liceo Gutenberg di Erfurt, in Turingia, uccidendo 16 persone, tra docenti, studenti e un agente di polizia, prima di togliersi la vita. Resta la più grave sparatoria scolastica nella storia della Germania e portò a una profonda revisione della normativa sul possesso di armi da fuoco.

© Riproduzione Riservata