Dopo Hillary Clinton, oggi è il turno di Bill Clinton di testimoniare alla Commissione di Vigilanza della Camera sul caso degli Epstein files. L’ex first lady e segretaria di Stato è stata audita per oltre 6 ore e l’esponente dem ha parlato anche dei rapporti tra il marito e l’ex finanziere. “Il loro rapporto si è concluso diversi anni prima che venisse alla luce qualsiasi cosa sulle attività criminali di Epstein e che fosse stato accusato. Penso che questo sia esattamente ciò che mio marito testimonierà”. Il portavoce di Bill Clinton aveva riferito che l’ex presidente degli Stati Uniti non è mai stato sull’isola privata del finanziere, dove venivano perpetrati gli abusi su ragazze minorenni.
Presidente commissione: “Abbiamo molte domande da rivolgere a Bill Clinton”
Nella sua deposizione di ieri, Hillary Clinton ha rinviato molte domande al marito Bill, che si appresta oggi a testimoniare sui suoi legami con Jeffrey Epstein. Lo ha detto il presidente repubblicano della commissione di Vigilanza della Camera, James Comer, prima dell’inizio dell’audizione dell’ex presidente, che si svolge a porte chiuse a Chappaqua, nello Stato di New York. “Almeno una dozzina di volte ha detto: ‘Dovrete chiederlo a mio marito. Non posso rispondere’. Avevamo già un ampio ventaglio di domande da porgli, e ieri si è ulteriormente ampliato”, ha dichiarato Comer ai giornalisti. L’ex presidente ha avuto un’amicizia ampiamente documentata con Epstein e ha volato diverse volte sull’aereo dell’ex finanziere all’inizio degli anni 2000, ma ha affermato di avere successivamente interrotto i rapporti con il defunto finanziere.
Le accuse di Trump ai dem
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva chiesto di aprire un’indagine sui rapporti del finanziere morto suicida in carcere e Bill Clinton, in quanto entrambi democratici. “Ora che i democratici stanno usando la bufala Epstein, che coinvolge i democratici, non i repubblicani, per cercare di distogliere l‘attenzione dal loro disastroso shutdown e da tutti gli altri loro fallimenti, chiederò alla procuratrice generale Pam Bondi e al Dipartimento di Giustizia, insieme ai nostri grandi patrioti dell’Fbi, di indagare sul coinvolgimento e sui rapporti di Jeffrey Epstein con Bill Clinton”, aveva scritto in un post sul social Truth. “I registri mostrano che questi uomini, e molti altri, hanno trascorso gran parte della loro vita con Epstein e sulla sua ‘isola’. Restate sintonizzati!!!”, aggiunge sempre su Truth, “Epstein era un democratico ed è un problema dei democratici, non dei repubblicani! Chiedete a loro che sanno tutto di lui, non perdete tempo con Trump. Ho un Paese da governare!”.
I file Epstein rilasciati
Pubblicati sul sito web del dipartimento della giustizia, i file includono solo parte dei diversi milioni di pagine di documenti che erano stati inizialmente omessi dalla prima pubblicazione di documenti avvenuta a dicembre. La divulgazione è avvenuta in base all‘Epstein Files Transparency Act. Il numero di documenti soggetti a revisione, ha affermato il dipartimento, è salito a 5,2 milioni, incluse le copie.
L’arresto dell’ex principe Andrea e le dimissioni ‘illustri’
In seguito alle indagini sul caso Epstein, l’ex principe Andrea è stato arrestato nella tenuta di Sandringham, con l’accusa di cattiva condotta nell’esercizio delle sue funzioni pubbliche. Il fratello di re Carlo III è stato poi rilasciato in serata dopo quasi 12 ore di interrogatorio.
La rinuncia del Ceo del Wef di Davos
Borge Brende, presidente e Ceo del Forum economico di Davos, si è dimesso dalla sua carica dopo le rivelazioni in merito ai suoi rapporti con Larry Epstein. “Dopo un’attenta riflessione, ho deciso di dimettermi dalla carica di Presidente e Ceo del World Economic Forum. Il mio periodo qui, durato 8 anni e mezzo, è stato profondamente gratificante”, ha detto Brende in una nota. “Sono grato per l’incredibile collaborazione con i miei colleghi e partner. Credo che ora sia il momento giusto perché il Forum continui il suo importante lavoro senza distrazioni”, ha aggiunto. Alois Zwinggi ricoprirà il ruolo di Presidente e Ceo ad interim. “Desideriamo esprimere il nostro sincero apprezzamento per il significativo contributo di Borge Brende al World Economic Forum. La sua dedizione e la sua leadership sono state determinanti durante un periodo cruciale di riforme per l’organizzazione, che ha portato al successo dell’incontro annuale di Davos. Rispettiamo la sua decisione di dimettersi”, hanno detto nello stesso comunicato i copresidenti André Hoffmann e Larry Fink. Il Consiglio di Amministrazione – viene spiegato – supervisionerà la transizione della leadership, incluso il piano “per guidare un processo adeguato per l’identificazione di un successore permanente”.
L’addio dell’ambasciatore Uk negli Usa
Peter Mandelson, già ministro del governo britannico ed ambasciatore di Londra negli Stati Uniti, è stato arrestato con l’accusa di “cattiva condotta nell’esercizio della sua funzione pubblica”, nell’ambito del caso Epstein. Un portavoce della polizia metropolitana ha dichiarato che gli agenti “hanno arrestato un uomo di 72 anni con l’accusa di cattiva condotta nell’esercizio della sua funzione pubblica”. “L’uomo – hanno aggiunto – è stato arrestato a Camden ed è stato portato in una stazione di polizia di Londra per essere interrogato. Questo avviene a seguito dei mandati di perquisizione in due indirizzi nelle aree di Wiltshire e Camden”. Mandelson ha sempre negato ogni addebito mosso nei suoi confronti. Peter Mandelson è stato poi rilasciato su cauzione dopo essere stato arrestato nell’ambito di un’indagine per cattiva condotta sui fascicoli Epstein. Lo fa sapere la polizia britannica. Un portavoce della polizia ha dichiarato, in una nota, che un uomo di 72 anni, arrestato con l’accusa di cattiva condotta in pubblico ufficio, è stato rilasciato su cauzione in attesa di ulteriori indagini. Non è stato fatto il nome di Mandelson, in linea con la prassi della polizia britannica, ma il sospettato nel caso è stato precedentemente identificato come Mandelson.
Le dimissioni dell’ambasciatrice norvegese
In Norvegia si è invece dimessa l’ambasciatrice Mona Juul, dopo la pubblicazione di suoi contatti con Jeffrey Epstein. L’annuncio è giunto pochi giorni dopo la sospensione di Juul dall’incarico di ambasciatrice norvegese in Giordania. Epstein avrebbe lasciato ai figli di Juul e del marito Terje Rød-Larsen 10 milioni di dollari in un testamento redatto poco prima della sua morte

