La grazia in cambio di una deposizione che scagioni Donald Trump e altri da qualsiasi sospetto nella vicenda Epstein. E’ la richiesta avanzata dall’avvocato di Ghislaine Maxwell, David Oscar Markus, davanti alla commissione di Vigilanza della Camera e poi reiterata con un post su X. “La signora Maxwell è pronta a parlare in modo completo e onesto se le verrà concessa la grazia dal presidente Trump. Solo lei può fornire il resoconto completo. Ad alcuni potrebbe non piacere ciò che sentiranno, ma la verità è importante. Ad esempio, sia il presidente Trump che il presidente Clinton sono innocenti di qualsiasi illecito”, ha affermato il legale della ex fidanzata e complice di Jeffrey Epstein. Maxwell, in videocollegamento dal carcere del Texas dove sta scontando una condanna a 20 anni, ha invocato il Quinto Emendamento, rifiutandosi di rispondere alle domande della commissione. Il presidente della commissione, il repubblicano James Comer, ha definito “molto deludente” la decisione di Maxwell: “Avevamo molte domande da porre sui crimini commesso da lei e Epstein, così come domande su potenziali complici”, ha affermato.
Mistero su tessera stampa tedesca intestata a Ghislaine Maxwell
Nei fascicoli dell’inchiesta sul trafficante sessuale Jeffrey Epstein è emersa una tessera stampa apparentemente collegata a un’associazione giornalistica tedesca. Il documento risulta intestato a Ghislaine Maxwell, storica collaboratrice di Epstein, attualmente detenuta negli Stati Uniti, ed era valido per l’anno 2017. A rivelarlo sono due scansioni presenti negli atti investigativi che mostrano il fronte della tessera, come riportato Der Spiegel. La tessera in questione appare come un tesserino stampa internazionale rilasciato dalla Federazione Internazionale dei Giornalisti (Ifj) e attribuito all’Unione dei giornalisti tedeschi (dju), il sindacato dei giornalisti che fa capo alla confederazione Ver.di. Il motivo per cui Maxwell avrebbe richiesto — o ottenuto — un accredito stampa resta tuttavia poco chiaro. Le tessere stampa consentono ai giornalisti di accedere a istituzioni pubbliche, ministeri ed eventi ufficiali, oltre a facilitare l’ingresso in situazioni di emergenza. Perché Maxwell, che non risulta aver svolto attività giornalistica, ne fosse in possesso rimane un interrogativo aperto. Ver.di ha dichiarato che l’International Press Card (Ipc) ha una validità biennale e che, di conseguenza, il documento sarebbe stato rilasciato nel 2015 o nel 2016. Tuttavia, l’organizzazione ha precisato di non disporre più di dati centralizzati relativi a una pratica così risalente nel tempo. “In base alle nostre norme sulla protezione dei dati, la documentazione delle richieste viene conservata solo per il tempo necessario e poi regolarmente distrutta dopo l’anno di presentazione“, ha spiegato il sindacato, aggiungendo che è improbabile trovare oggi prove o archivi locali che confermino l’emissione della tessera. Maxwell è stata condannata nel 2022 per il ruolo centrale svolto nell’organizzazione della rete di abusi sessuali costruita da Epstein, che per anni ha operato da New York.
Norvegia, contatti con Epstein: si dimette ambasciatrice
In Norvegia si è dimessa l’ambasciatrice Mona Juul, che era stata coinvolta negli sforzi di pace israelo-palestinesi negli anni ’90 e che recentemente aveva prestato servizio in Giordania, in conseguenza di quanto emerso sui suoi contatti con Jeffrey Epstein. Lo ha riferito il ministero degli Esteri norvegese. L’annuncio è giunto pochi giorni dopo la sospensione di Juul dall’incarico di ambasciatrice norvegese in Giordania. Secondo quanto emerso, Epstein avrebbe lasciato ai figli di Juul e del marito Terje Rød-Larsen 10 milioni di dollari in un testamento redatto poco prima della sua morte per suicidio in una prigione di New York nel 2019. Il ministro degli Esteri norvegese ha definito la decisione di Juul “corretta e necessaria”. L’indagine del ministero sulla conoscenza e i contatti di Juul con Epstein continuerà e Juul proseguirà le discussioni con il ministero “in modo che la questione possa essere chiarita”, ha affermato il ministro degli Esteri, Espen Barth Eide. Il ministero ha dichiarato di aver avviato anche una revisione dei suoi finanziamenti e dei suoi contatti con l’International Peace Institute, un think tank con sede a New York, durante il periodo in cui era guidato da Rød-Larsen. Eide ha affermato che anche Rød-Larsen ha dato prova di scarsa capacità di giudizio riguardo a Epstein.

