Starmer resiste, il premier britannico dopo la riunione di gabinetto: “Governo forte e unito”

Starmer resiste, il premier britannico dopo la riunione di gabinetto: “Governo forte e unito”
(AP Photo/Alastair Grant)

Il primo ministro traballa per il caso Mandelson-Epstein ma per il momento non si dimette

Keir Starmer non molla. Il premier britannico ha presieduto martedì mattina la sua prima riunione di Gabinetto dopo il pressing per le sue dimissioni, scenario che sembra al momento scongiurato ma la posizione del primo ministro resta instabile. Al termine il partito laburista ha diffuso un comunicato in cui si afferma: “Il Primo Ministro ha ringraziato il governo per il sostegno, affermando che sono forti e uniti Ha sottolineato i modi in cui i ministri stanno portando avanti il loro mandato di cambiare il Paese, tra cui gli investimenti nelle comunità locali attraverso Pride in Place e il ripristino della stabilità economica, che ha portato a sei tagli dei tassi di interesse e a minori costi dei mutui per le famiglie”.

Il premier: “Concentrati su priorità del popolo britannico”

“Ha affermato – prosegue la nota – che il governo continuerà a concentrarsi incessantemente sulle priorità del popolo britannico, tra cui la lotta al costo della vita”. I membri del governo si sono radunati a Downing Street per la riunione settimanale dopo che lunedì il leader del partito laburista in Scozia, Anas Sarwar aveva invitato Starmer a dimettersi, ma già lunedì sera i ministri avevano fatto quadrato intorno al premier e ponendo fine, almeno temporaneamente, alle minacce alla sua leadership.

Starmer resiste, il premier britannico dopo la riunione di gabinetto: “Governo forte e unito”
(Carl Court/Pool Photo via AP, file)

Starmer a rischio per il caso Mandelson: l’ex ambasciatore nei file di Epstein

La bufera politica è legata ai documenti del caso di Jeffrey Epstein. A Starmer viene contestata la decisione nel 2024 di nominare Peter Mandelson ambasciatore negli Stati Uniti, pur sapendo dei legami fra Mandelson e il finanziere condannato per abusi sessuali e traffico di minori e morto nel 2019. Mandelson, considerato l’architetto del New Labour degli anni ’90, consigliere dell’ex premier Tony Blair e ministro con l’ex premier Gordon Brown, nei giorni scorsi ha lasciato il partito Laburista e si è dimesso dalla Camera dei Lord. A seguito del caso Mandelson-Epstein si è già dimesso il capo di gabinetto di Starmer, Morgan McSweeney, seguìto poi dal direttore delle comunicazioni dell’esecutivo Tim Allan . In caso di passo indietro del primo ministro i nomi più accreditati per succedergli sono l’esponente della sinistra interna, Angela Rayner, e il ministro della Sanità, il blairiano Wes Streeting.

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