Roma, a Villa Lazzaroni torna il Summer Fest: jazz e tradizioni popolari

Roma, a Villa Lazzaroni torna il Summer Fest: jazz e tradizioni popolari

A Roma, per dieci giorni Villa Lazzaroni cambierà volto: il grande parco del VII Municipio diventerà una piazza culturale a cielo aperto, attraversata da musica, persone, dibattiti, giovani artisti e linguaggi provenienti da tutto il mondo. Dal 28 maggio al 7 giugno torna il Villa Lazzaroni Summer Fest, il festival che negli ultimi anni si è affermato come una delle esperienze culturali più originali dell’estate romana. L’evento è promosso da Promu, organizzazione musicale e culturale fondata da tre giovani romani che propone una nuova filosofia, valorizzando e rendendo accessibile la musica a un pubblico più ampio attraverso approcci innovativi. Non una semplice rassegna musicale, ma un progetto costruito intorno a un’idea precisa: portare gratuitamente nei quartieri una proposta artistica di qualità, accessibile a tutti, capace di dialogare con il territorio e di restituire centralità agli spazi pubblici attraverso lo spettacolo dal vivo.

Ogni giorno il via alle 17

Ogni giorno, dalle 17 all’una di notte, l’area verde diventerà un grande villaggio culturale gratuito fatto di concerti, orchestre, jam session, incontri, workshop, scuole di musica, food, dibattiti e attività diffuse. Un flusso continuo di spettacoli e iniziative pensato per pubblici diversi e per tutte le generazioni. Il Villa Lazzaroni Summer Fest si conferma così come un grande laboratorio musicale senza confini. Uno spazio di sperimentazione e ricerca artistica dove jazz, urban, classica, soul, world music e tradizioni popolari provenienti dal Mediterraneo e da diverse culture del mondo convivono, si contaminano e dialogano continuamente tra loro, dando vita a un autentico crocevia internazionale di sonorità, linguaggi e generazioni differenti. Qui le nuove scene contemporanee incontrano la musica colta, i repertori popolari e le culture musicali tradizionali, in un intreccio permanente di scambi, influenze e contaminazioni culturali. Dopo il successo dell’edizione 2025 – oltre 15mila spettatori, più di 60 eventi e oltre 200 artisti coinvolti – la rassegna torna con una proposta ancora più ampia. Il nome trainante dell’edizione 2026 sarà Simona Molinari, protagonista il 2 giugno dello spettacolo La donna è mobile, inserito all’interno di una giornata speciale dedicata agli 80 anni del voto alle donne. Un appuntamento che unirà riflessione civile e musica in un percorso tutto al femminile: si comincerà nel pomeriggio con il talk insieme a Livia Turco, presidente della Fondazione Nilde Iotti, per poi proseguire con il concerto della jazzista Ada Montellanico insieme a Simone Graziano e Filippo Vignato, fino al live serale di Simona Molinari.

Roma, a Villa Lazzaroni torna il Summer Fest: jazz e tradizioni popolari

L’apertura della kermesse con le nuove generazioni

L’apertura del festival, il 28 maggio, parlerà invece il linguaggio delle nuove generazioni. La Saint Louis Garage Band porterà sul palco Davide Shorty, Folcast e Ainé, tre tra le voci più interessanti della scena urban, soul e r&b italiana, in una serata che metterà in dialogo sonorità contemporanee e grandi ensemble jazz. L’appuntamento continua inoltre a distinguersi per la sua forte vocazione internazionale e multiculturale. Un lavoro costruito negli anni attraverso collaborazioni con istituti di cultura stranieri, ambasciate e artisti provenienti da diversi Paesi, con l’obiettivo di fare della musica uno strumento concreto di dialogo, scambio culturale e incontro tra comunità diverse.

A guidare questa sezione sarà il clarinettista Gabriele Mirabassi, tra i più autorevoli musicisti italiani sulla scena internazionale, che il 5 giugno si esibirà insieme alla cantante Cristina Renzetti e al chitarrista brasiliano Roberto Taufic nel progetto Correnteza. Tra gli appuntamenti più attesi anche Babanaì con Le musiche del mondo, il progetto “Amaius” dedicato alle tradizioni musicali sarde con Elena Ledda e Mauro Palmas e il concerto del Trio Azul realizzato in collaborazione con l’Ambasciata di Spagna.

L’officina di giovani talenti

Uno dei cuori più profondi del festival resta il lavoro sui giovani. Villa Lazzaroni nasce infatti anche come officina di giovani talenti, un vero vivaio culturale e una palestra artistica dove trovano voce orchestre giovanili, ensemble emergenti, scuole di musica e nuove professionalità provenienti da tutta Italia. Sul palco saliranno la Siena jazz Orchestra, l’Orchestra Giovanile di Roma, l’Orchestra Filarmonica Umbra “Vittorio Calamani” e numerose formazioni del Saint Louis College of Music, insieme alle scuole di musica e alle realtà culturali del territorio che ogni pomeriggio animeranno il festival con concerti, laboratori e attività aperte alla cittadinanza. Forte anche l’attenzione all’accessibilità e all’inclusione, con la presenza della Blind Inclusive Orchestra diretta da Alfredo Santoloci, protagonista il 29 maggio insieme ai Giovani Musici di Roma dello spettacolo Mozart Unblind – Improvvisare l’invisibile, uno dei progetti simbolo dell’idea di cultura aperta e partecipata promossa dal festival. Musicisti con disabilità visive e musicisti normovedenti suonano insieme all’interno dello stesso ensemble.Il Villa Lazzaroni Summer Fest si è affermato negli anni anche come progetto di riqualificazione urbana e sociale. 

Lo spettacolo dal vivo diventa qui uno strumento per restituire valore a un bene comune, trasformando il parco in un luogo vissuto non soltanto come area verde, ma come punto di riferimento culturale stabile per il quadrante Appio-Tuscolano. Un percorso che ha contribuito ad accendere attenzione istituzionale e cittadina su Villa Lazzaroni, accompagnando interventi di valorizzazione che hanno interessato il teatro del parco e alcune aree dedicate ai bambini. Per dieci giorni Villa Lazzaroni sarà quindi una piccola città nella città, attraversata da storie, culture, suoni e persone. Un luogo dove la musica diventa incontro, dove le differenze dialogano e dove la cultura, quando è davvero accessibile e condivisa, torna a essere uno spazio pubblico reale. 

© Riproduzione Riservata