Tre regioni sono già in bianco: Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Molise

Da oggi cambiano le regole in Italia per la zona gialla: si torna a bere il caffè al banco e consumare nei locali e nei ristoranti anche al chiuso. Intanto da ieri tre regioni sono in zona bianca, Molise, Sardegna e Friuli Venezia Giulia, dove saltano tutte le restrizioni, compreso il coprifuoco. Resta comunque l’obbligo di mascherina per contenere i contagi da Covid-19, anche al ristorante se ci si alza dal tavolo. Ieri numeri incoraggianti: 1820 casi, uno dei numeri più bassi dalla fine del 2020, 82 le vittime in 24 ore. Calano ancora ricoveri e terapie intensive.

Riaperture totale in Sardegna: ristoranti in tilt

Riaperti anche dentro dopo mesi tra zone rosse, arancioni e gialle, già con tante prenotazioni ma, contemporaneamente, con l’amaro in bocca. E un bel po’ di paura. L’ordinanza del governatore Christian Solinas che fissa i paletti per chi riapre le sale al chiuso ha mandato in crisi i ristoratori, anche per la difficoltà a farsi carico delle misurazioni previste. “Una persona ogni 20 metri cubi d’aria e un tasso di ricambio dell’aria non inferiore a 0,5”. Un calcolo non semplice, di sicuro ben diverso da quello della distanza tra i tavoli, dove è sufficiente un metro. Cristiano Aresu, titolare di un ristorante proprio accanto al consiglio regionale, e dunque in pieno centro a Cagliari, lo ammette sin da subito: “Non so come farò a misurare, gli spazi ci sono e sono ampi. C’è ancora paura, al chiuso ho novanta posti su tre sale. Ho lavorato bene anche nell’ultima settimana, chiedo a tutti di avere sempre rispetto delle regole per non ricadere a ottobre in un possibile lockdown”, afferma. E, sui metri cubi d’aria da misurare, “Solinas è qui vicino. Venga a mangiare da me e mi dica come fare”. Roberto Cinus, anche lui in zona centrale: “I 20 metri cubi? Chiamerò un ingegnere per fargli fare i conti. Ma poi cosa vuol dire 20 metri cubi d’aria dentro una sala che ha un’altezza di cinque metri? Va misurata in altezza o in larghezza?” Un altro ristoratore, Antonello Ghiani, è netto: “Non ho fatto ancora calcoli ma mi sembra un’assurdità mettere questo vincolo di 20 metri cubi d’aria per ogni cliente proprio ora che siamo diventati bianchi. I tavoli hanno la distanza garantita. dovrò chiamare un ingegnere o un geometra per capire cosa devo fare”.

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