Dal 15 febbraio si potrebbe tornare sulle piste, la conferenza delle Regioni invia le sue proposte

Potrebbero riaprire anche in zona arancione le piste da sci in Italia ma con una capienza al 50% per tutti gli impianti, con obbligo di Ffp2 sulle seggiovie, in vista della riapertura del 15 febbraio. Sono alcune delle novità contenute nelle linee guida delle Regioni, inviate al Cts. In ogni caso, si deve sempre rispettare il distanziamento di un metro tra una persona e l’altra.

Ecco alcune delle principali proposte per le linee guida, in attesa della decisione del Cts:

  • Numero limite di skipass giornalieri da vendere;
  • Obbligo di Ffp2 in zona arancione laddove sia possibile la riapertura degli impianti al 50% per sciatori amatoriali;
  • Obbligo di mascherina chirurgica sulle seggiovie, utilizzate al 100% se non completamente chiuse e al 50% se chiuse con le cupole paravento;
  • Utilizzo al 50% delle cabinovie;
  • Utilizzo delle funivie al 50%;
  • Ingressi contingentati in bar e ristoranti.

Il 15 febbraio dovrebbe scadere anche il divieto di spostamento tra regioni, anche se gialle, a meno che non si decida per un rinnovo della misura anti Covid. La speranza di riaprire le piste anche in zona arancione potrebbe però essere disattesa dopo la decisione del Cts: al momento, in ogni caso, l’Italia è quasi tutta in zona gialla (fatta eccezione per Sicilia, Sardegna, provincia di Bolzano, Puglia e Umbria).

“Abbiamo ridefinito e approvato oggi la nostra proposta di linee guida per gli impianti sciistici – ha dichiarato il 28 gennaio il vicepresidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Giovanni Toti – In particolare si è tenuto conto delle osservazioni del Comitato tecnico scientifico del 15 gennaio scorso. Ora auspichiamo una rapida validazione da parte del Governo perché l’ultimo Dpcm prevede la riapertura degli impianti il prossimo 15 febbraio e occorre dare ai gestori il tempo necessario per organizzarsi a fronte di una stagione purtroppo già compromessa”.

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