Inchiesta arbitri, Gravina contro il commissariamento della Figc: “Viola il principio di autonomia”

Inchiesta arbitri, Gravina contro il commissariamento della Figc: “Viola il principio di autonomia”
Andrea Abodi e Gabriele Gravina (Foto Claudio Furlan/Lapresse)

Secondo il presidente dimissionario sarebbe “un atto non risolutivo dei problemi”

Ormai è scontro di potere. Sulla questione del commissariamento – anche e soprattutto dopo il caos sugli arbitri – continua il braccio di ferro tra il mondo del calcio e la politica, arricchito da continui botta e risposta che non risparmiano anche affondi diretti. Dopo il lungo post su X diffuso sabato scorso dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi che aveva chiamato esplicitamente in causa il Coni facendo pensare ad un nuovo invito a commissariare, il presidente dimissionario, Gabriele Gravina, al termine di un consiglio federale (con all’ordine del giorno gli eventuali ripescaggi) che inevitabilmente si è soffermato sulle vicende giudiziarie che hanno coinvolto il mondo arbitrale dopo l’inchiesta avviata dalla Procura di Milano, si è espresso senza mezzi termini sull’eventualità di ingerenza politica nella gestione federale.

Commissariare la Figc per legge viola il principio di autonomia ‘tutelato’ da Cio, Fifa e Uefa è nella sostanza la denuncia fatta da Gravina. Il quale ha apprezzato quanto le proposte di riforma della sua relazione “siano state riprese quasi per intero” nella bozza di disegno di legge del senatore Paolo Marcheschi (Fratelli d’Italia), ma “ha denunciato la gravità nella parte specifica dove fa riferimento alla possibilità, stabilita per legge, di commissariare la Figc”.

Secondo il presidente dimissionario sarebbe “atto non risolutivo dei problemi e in palese violazione del principio di autonomia sancito e tutelato dagli statuti Cio, Fifa e Uefa”. Il no ad ingerenze arriva anche da Giancarlo Abete presidente dell’Lnd e possibile candidato alla presidenza della Figc: “Non è mai una soluzione il commissariamento. La federazione ha sempre vissuto queste situazioni per motivi diversi. Abbiamo avuto commissario Pagnozzi, Petrucci, Rossi, Pancalli, Fabbricini, quindi a memoria ho vissuto cinque commissariamenti e siamo sempre ripartiti”. Sulla stessa lunghezza d’onda Renzo Ulivieri, presidente dell’Assoallenatori, al termine del Consiglio federale: “Il governo non può pressare su questo, c’è una direttiva della Uefa e della Fifa. Non ci sono gli estremi per il commissariamento e non può essere una via per accelerare sul piano delle riforme, nel modo più assoluto. Credo che il commissariamento non ci sarà perché le condizioni non ci sono”.

Quanto alle riforme “per quanto compete alla federazione e rispettando le norme dello Stato faremo quelle che è possibile fare. A oggi abbiamo trovato ostacoli” ha ammesso il numero uno dell’Aiac. Resta evidente la pressione del governo (diretta è stata quella della Lega del vicepremier Matteo Salvini in una nota) nonostante le elezioni che tra meno di due mesi decreteranno il successore di Gabriele Gravina, chiamato a lanciare un piano di riforme in grado di far ripartire il prima possibile il calcio italiano. Il solo autorizzato a procedere a un commissariamento è il presidente del Coni, ovvero Luciano Buonfiglio, che si sarebbe messo in contatto con alcuni giuristi per verificare i confini, e dunque la fattibilità, di un eventuale commissariamento. In base allo Statuto Coni si può commissariare se si vengono a creare quattro particolari e la politica vorrebbe far leva sulle “accertate gravi violazioni dell’ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi”.

Al momento però non c’è nulla perché il designatore, non è scelto dalla Figc e non fa parte degli organi direttivi federali. Intanto, in attesa di sviluppi sull’inchiesta che rischia di allargarsi con altri indagati, l’Aia si è affrettata a correre ai ripari nominando Dino Tommasi in qualità di responsabile della Can (Commissione Arbitri Nazionale di Serie A e B) assumendo le funzioni di Gianluca Rocchi che si autosospeso dall’incarico. C’è una stagione tribolata da finire e provare a resistere a mesi che si annunciano più caldi che mai. Già domani, martedì 28 aprile, la vicenda che coinvolge gli arbitri si arricchirà di un nuovo importante capitolo. Si terrà davanti al Collegio di Garanzia dello Sport del Coni l’udienza di Antonio Zappi, ex presidente Aia squalificato il 12 dicembre per 13 mesi dal Tribunale federale nazionale, sentenza poi confermata dalla Corte d’Appello, per pressioni esercitate la scorsa estate sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D. Il Collegio potrà accogliere il suo ricorso e annullare tutto, chiedere una rideterminazione della sanzione oppure respingerlo. Nel promo caso si andrebbe verso il commissariamento dell’Aia. 

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