Arbitri nel caos, presidente Zappi verso la decadenza: cosa succede ora

Arbitri nel caos, presidente Zappi verso la decadenza: cosa succede ora

Antonio Zappi verso la decadenza e arbitri con un futuro tutto da scrivere. E’ la fotografia su un mondo arbitrale sempre più nel caos, non solo per le polemiche che hanno fatto da sfondo alle ultime giornate di campionato – soprattutto dopo l’infuocato Inter-Juve di domenica scorsa – ma anche per la squalifica del presidente dell’Aia Antonio Zappi confermata oggi dalla Corte d’appello della Figc, che a Sezioni Unite ha respinto il ricorso del massimo dirigente della categoria.

Il numero uno dell’Aia era stato sanzionato lo scorso 12 gennaio dal Tribunale federale nazionale con 13 mesi di inibizione per aver indotto gli ex responsabili della Can C e della Can D, Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi, a rassegnare le dimissioni dai rispettivi incarichi. La Corte ha respinto anche il reclamo di Emanuele Marchesi, componente del Comitato nazionale dell’Aia, sanzionato dal Tfn con 2 mesi di inibizione.

Ora per Zappi si aprono le porte della decadenza dall’incarico, come previsto dall’articolo 29 comma 1 dello Statuto Figc e dall’articolo 15 del Regolamento Aia in caso di inibizioni superiori ai 12 mesi.

Cosa succede ora

La palla però ora passa al Comitato nazionale dell’Aia, che deve proporre la decadenza al Consiglio federale della Figc chiamato poi a formalizzarla. Passaggio tutt’altro che scontato. Con il rischio che, in caso di stallo, si arrivi a un commissariamento non ben visto nemmeno in ambito federale. Tale provvedimento potrebbe infatti essere impugnato dall’Aia, allungando ulteriormente i tempi per la risoluzione di un problema sempre più urgente. La Figc potrebbe quindi decidere di non spingere per il commissariamento e provare a percorrere un’altra strada, quella delle riforme che sono esclusiva competenza del consiglio federale e come tali non impugnabili. Di questo si è parlato proprio oggi a via Allegri in occasione della seconda riunione del tavolo delle riforme convocata dal presidente Gabriele Gravina con i rappresentanti di tutte le componenti federali. In questo contesto, Gravina è infatti tornato sulle criticità che interessano il mondo arbitrale, sottolineando come l’attuale situazione imponga una decisa e complessiva attività riformatrice.

Il numero uno della Figc ha quindi presentato una serie di punti su cui incentrare la discussione nei prossimi giorni: l’introduzione del professionismo arbitrale di vertice attraverso la creazione di una società indipendente, partecipata al 100% dalla Federazione; la revisione dei meccanismi elettorali interni all’Aia; il ripensamento del modello di governance; la separazione netta tra gestione politico-associativa e gestione tecnica dell’Aia; l’intensificazione dei processi di razionalizzazione e contenimento dei costi; l’efficientamento della struttura organizzativa e dei processi operativi interni. Logico che, dopo la conferma della squalifica di Zappi, la Figc provi a imprimere un’accelerazione alle riforme che possa escludere l’arrivo di un commissario.

La reazione di Zappi

Per ora l’unico fatto certo è la squalifica di Zappi, che tuttavia non sembra ancora intenzionato a gettare la spugna: “Ho appena appreso la notizia tramite i miei legali. Leggeremo e valuteremo le motivazioni della sentenza che ovviamente rispetto e continuo ad avere fiducia nella giustizia, nell’ordinamento sportivo e nei suoi tre gradi di giudizio a tutela della presunzione di innocenza e dei principi di civiltà giuridica. Questo a maggior ragione per chi ha sempre agito nell’esclusivo interesse dell’Associazione”, è il commento alla sentenza odierna. “Questa strana vicenda processuale, nella quale purtroppo non è stata fatta ancora piena luce anche dopo l’udienza di oggi, mina l’autonomia dell’Aia e non solo la mia posizione e dignità, un’intera storia associativa – ha concluso – che non potrà non essere difesa e tutelata anche davanti al Collegio di Garanzia del Coni”.

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