Oggi in programma il consiglio federale in programma sul caso arbitri che vede indagati il designatore di Serie A e B, Gianluca Rocchi e il supervisore Var Andrea Gervasoni. “Rocchi autosospeso? Per un dovere di opportunità i due indagati si sono autosospesi dalle loro funzioni. Potevano anche non farlo ma credo che abbiano fatto la scelta giusta. Scelta dovuta? Non credo. Se andiamo a vedere in altri contesti, non mi fate dire in quali, queste cose non vengono fatte. Dentro la Federazione sono state fatte e sono contento di questo”, ha detto il presidente dell’Assoallenatori (Aiac), Renzo Ulivieri, all’ingresso in Figc.
E’ Dino Tommasi il nuovo designatore di Serie A e B a interim al posto di Gianluca Rocchi che si è autosospeso e verrà ascoltato il 30 aprile dalla Procura di Milano nell’inchiesta che lo vede imputato per concorso in frode sportiva.
Sono 5 gli indagati dalla Procura di Milano nell’inchiesta sulle presunte interferenze nelle designazioni arbitrali per scegliere direttori di gara graditi all’Inter e nell’utilizzo del VAR nella sala VAR di Lissone, segnalati dall’ex guardialinee Domenico Rocca, e che ha portato all’auto sospensione del designatore Gianluca Rocchi, accusato di concorso in frode sportiva. Il 55enne di Firenze, raggiunto da un invito a comparire, è stato convocato dal pubblico ministero, Maurizio Ascione, che indaga con la guardia di finanza per giovedì mattina nella caserma ‘Silvio Novembre’ di via Oglio a Milano per rendere interrogatorio, assistito dall’avvocato Antonio D’Avirro. Lo stesso giorno dovrà comparire anche il supervisore Andrea Gervasoni, difeso dall’avvocato Michele Ducci. Da quanto si apprende al momento il perimetro dell’inchiesta riguarda solo il mondo arbitrale con altri tre indagati: l’assistente Daniele Paterna e altri due assistenti alla Sala Var, Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca. Non sono coinvolti dirigenti dell’Inter o apicali della società nerazzurra.
“Il commissariamento non è mai una soluzione”. Così all’uscita del Consiglio federale, il presidente della Lnd, Giancarlo Abete, in merito all’ipotesi di un commissariamento della Figc alla luce dello scandalo che coinvolge il designatore Gianluca Rocchi. “la logica con cui propongo delle riflessioni è che si vada in linea di continuità”, ha aggiunto. Quanto al caso Rocchi “massima fiducia nella giustizia sportiva e ordinaria per approfondire quanto emerso. Una nuova Calciopoli? Siamo a una fase iniziale, sarebbe un errore dare giudizi su situazione che non conosciamo”. In riferimento alla disponibilità della sua candidatura in vista delle elezioni del prossimo 22 giugno “il vero rischio è che la personalizzazione delle candidature faccia dimenticare i problemi del calcio e le sue necessità. Quella che abbiamo è un’opportunità per fare un focus sui problemi. Se nascondiamo i problemi dietro le persone facciamo un errore per il mondo del calcio”.
Il presidente dimissionario della Figc, Gabriele Gravina, nel corso del consiglio federale, è intervenuto sulla bozza del ddl a firma del senatore Paolo Marcheschi (Figc) sulla riforma del calcio e, come riporta una nota federale, “si è detto felice che le proposte avanzate nella suddetta relazione siano state riprese quasi per intero nella bozza di decreto fatta circolare la scorsa settimana in Senato, ma allo stesso tempo ne ha denunciato la gravità nella parte specifica dove fa riferimento alla possibilità, stabilita per legge, di commissariare la Figc, definendolo un atto non risolutivo dei problemi e in palese violazione del principio di autonomia sancito e tutelato dagli statuti Cio, Fifa e Uefa”.
“Se ci sono gli estremi per il commissariamento? No, non può essere una via per accelerare sul piano delle riforme, nel modo più assoluto. Credo che non ci sarà perché le condizioni non ci sono”. Così Renzo Ulivieri, presidente dell’Aiac, al termine del Consiglio Federale. “Riforme? Per quanto compete alla federazione e rispettando le norme dello Stato faremo le riforme che è possibile fare. A oggi abbiamo trovato ostacoli”, ha aggiunto Ulivieri.
L’Associazione Italiana Arbitri “esprime il proprio rammarico per quanto appreso dagli organi di stampa in relazione alla vicenda che coinvolge il designatore arbitrale della Can A e B, Gianluca Rocchi, e il componente Andrea Gervasoni.Il Comitato Nazionale, nella seduta odierna, provvederà alle determinazioni conseguenti e ad assicurare la continuità della funzione tecnica della citata Commissione”. E’ quanto si legge in una nota dell’Aia. “Quanto alla specifica vicenda, il Presidente dell’Aia, Antonio Zappi, ricevuto l’esposto presentato da Domenico Rocca dispose immediatamente l’invio della documentazione pervenuta alla Procura Federale della Figc – prosegue l’Aia – Successivamente, l’Associazione ha preso atto dell’avvenuta archiviazione del procedimento in ambito sportivo. Il nuovo regolamento tecnico dell’Aia, in vigore dal 1 luglio 2025, dispone ora che il Responsabile della Can, in occasione di ogni turno di gara dei campionati di Serie A e Serie B e nelle altre competizioni con VAR, può designare, secondo le proprie valutazioni, un supervisore tra i componenti della Commissione, incaricato di svolgere un debriefing tecnico post-gara e di redigere una relazione sull’attività svolta, rimessa alla facoltà del Responsabile della Can”.
“Da un punto di vista sportivo, il procuratore federale Chiné ha già chiesto sabato gli atti alla procura della Repubblica di Milano e con estrema serenità istruirà questo procedimento che si basa su fatti di una certa gravità, secondo l’ipotesi dell’accusa. La procura sportiva, che ha tempi più celeri di quella ordinaria, valuterà attraverso atti d’indagine autonomi, quindi con audizioni dei diretti interessati. In ambito sportivo, Rocchi e Gervasoni non si possono avvalere della facoltà di non rispondere, ma sono tenuti a rispondere a tutte le domande del procuratore Chiné. Aspettiamoci a breve attività molto incisive per valutare la fondatezza di queste ipotesi. I fatti rappresentano elementi di criticità e di profonda debolezza di un sistema arbitrale, come dimostrano la squalifica a 13 mesi del suo presidente Aia Zappi e altre situazioni di grandi polemiche e incertezze sull’utilizzo del Var e sull’effettiva terzietà, indipendenza e autonomia di tutta la categoria arbitrale”. Così l’avvocato Mattia Grassani, esperto di diritto sportivo, ospite di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1
Vorrei essere prudente perché l’ex designatore è solo indagato. Aspettiamo a trarre conclusioni affrettate, la mia speranza è che dell’accusa di concorso in frode sportiva non ci sia nulla di vero. Pensare a un nuovo illecito, dopo Calciopoli nel 2006, sarebbe grave”. Così Fabio Capello in una intervista rilasciata al ‘Corriere della Sera’. “Già a livello sportivo-agonistico abbiamo commesso errori così gravi che non ci siamo qualificati al Mondiale per la terza edizione consecutiva. Immaginare condotte poco limpide della categoria degli arbitri sarebbe bruttissimo. Ma io sono contrario a emettere sentenze anticipate – ha aggiunto – Innanzitutto il processo non è ancora iniziato. Non siamo arrivati neanche al rinvio a giudizio su un singolo e sembra che debba crollare il sistema Calcio. Circoscriviamo le responsabilità”. L’ex tecnico di Roma, Milan e Juve ammette di essere “dubbioso che un commissario sia la panacea di tutti i mali: si perderebbe un sacco di tempo e le decisioni cruciali verrebbero rinviate. Io procederei con le elezioni federali, come da programma, e parallelamente lavorerei a un piano di rilancio del Calcio”, ha aggiunto ricordando che “di recente sono stati due i commissariamenti, con Guido Rossi post Calciopoli e più di recente nel 2018 con Roberto Fabbricini. Non ricordo provvedimenti epocali, insomma i risultati li abbiamo visti…”.
“Mi sembra che questo governo abbia da un po’ di tempo messo gli occhi sulla Figc e parli di commissariamento. Io credo che vada riformato il mondo del Calcio” ma “la soluzione è sempre la solita? Che questo governo ne approfitta per mettere qualche amichetto anche in questo comparto e per cercare di occupare anche questo sistema che fa gola per introiti e potere che esprime? Assolutamente no, lo sport faccia lo sport in piena autonomia e la politica ne stia fuori”. Così il leader M5s Giuseppe Conte ai microfoni di Radio 24, commentando quanto sta avvenendo nel mondo del Calcio. Malagò? “Se ne parlassi significherebbe che la politica vuole indirizzare le scelte o intromettersi” invece “la politica ne rimanga fuori” e “il mondo dello sport promuova una riforma organica e seria”, ha risposto Conte.

