Pallone arancione in Serie A, stop dopo le critiche: si torna al giallo o al bianco

Pallone arancione in Serie A, stop dopo le critiche: si torna al giallo o al bianco
(Photo by Spada/Lapresse)

Per i daltonici, il pallone così non si vede. Intanto Simonelli interviene sulle polemiche arbitrali e risponde alla Lazio

La Serie A manda già in soffitta il pallone arancione, travolto dalle critiche degli appassionati e in particolare dei daltonici. “Abbiamo ricevuto tante giuste proteste su questo, ci sono persone che non riescono a vederlo per il daltonismo. Abbiamo chiesto al nostro fornitore di anticipare la fornitura di nuovi palloni. Per ogni partita servono 25 palloni, sono 500 palloni a settimana più quelli che diamo alle squadre per gli allenamenti. Hanno messo in produzione tutti i nuovi palloni con un colore che si possa vedere, ma ci vorrà qualche tempo prima che si possa sostituire questo arancione: una scelta non felice. Si tornerà al giallo o al bianco”, ha detto Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A, ospite di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1.

Le polemiche arbitrali e il caso Milan-Como

Il numero uno della ‘Confindustria del pallone’ ha fatto il punto sull’anno calcistico che sta per concludersi, sui progetti futuri e anche sulle polemiche che hanno fatto da sfondo al campionato, specie quelle arbitrali. Da questo punto di vista, a tenere banco in questi giorni è soprattutto la lettera di protesta inviata dalla Lazio dopo il gol convalidato a Davis nei minuti finali della gara con l’Udinese di sabato. “Risponderemo come a tutte le comunicazioni di vario tipo che giungono dai club, Pec o non Pec, dopo averle analizzate nelle sedi opportune. Sul fatto che la credibilità del campionato sia minata, non mi trovo. Ci vuole rispetto per la classe arbitrale che svolge un ruolo delicato. Non è mio compito quello di dissertare sui fatti tecnici. Ieri sera – ha spiegato Simonelli – ho avuto modo di sentire il designatore Rocchi per gli auguri di buon anno e mi ha anticipato che domani sera su Open Var verrà data un’ampia e dettagliata spiegazione sul gol contestato dalla Lazio. Da presidente di Lega, non posso che confermare la totale fiducia nell’operato della classe arbitrale e metterla in dubbio mina fortemente, questo sì, la credibilità del sistema e non è tollerabile”.

“Ci può stare che un club si senta danneggiato da alcuni episodi, ma come sappiamo gli errori arbitrali fanno parte del gioco e come tali vanno accettati senza pregiudizi. Se poi si ritiene, come scritto nella lettera, che si tratta di ‘una sequenza di episodi che, per frequenza, natura e impatto, non è più archiviabile come casualità’ allora il discorso è diverso. Se si sostiene che c’è un disegno dietro, la strada è quella della denuncia nelle sedi competenti”, ha evidenziato Simonelli, che è anche tornato sulle polemiche relative a Milan-Como, dopo che è definitivamente tramontata la possibilità di giocare a Perth in Australia.

Il ministro dello Sport Andrea Abodi ha parlato di superficialità. “Non voglio entrare in polemica con il ministro dello Sport Abodi. Parlare di superficialità quando da mesi i nostri uffici erano in continuo dialogo con i vertici del calcio europeo e mondiale mi sembra ingeneroso, è un po’ strumentalizzare l’accaduto per dire al pubblico quel che vuole sentirsi dire. Da tifoso – ha detto Simonelli – posso capire che giocare una partita a 13mila km da noi sarebbe stato anomalo, penalizzante per i tifosi, ma era una scelta non della Lega ma dei club interessati. La Lega ha solo portato sul tavolo una serie di proposte e quella dell’Australia era di gran lunga la più vantaggiosa. Ma le condizioni poi si sono dimostrate impraticabili”.

“Secondo me, era volontà fin dall’inizio da parte dell’AFC quella di non voler far giocare questa gara. Non si voleva che l’Italia fosse la prima a rompere questo tabù ed è stata sbarrata la porta. Dal punto di vista commerciale, questa è un’occasione persa”, ha aggiunto. Simonelli ha quindi annunciato che la partita “si farà a San Siro nella prima data utile considerando che il Milan è uscito dalla Coppa Italia”. “La gara sarà piazzata il prima possibile in uno dei mercoledì in cui San Siro sarà libero dalla Champions dell’Inter”, ha spiegato.

Supercoppa 2026, torna la finale unica?

Possibili novità in arrivo per quanto riguarda la Supercoppa del 2026, che potrebbe vedere un ritorno al passato con la finale unica, invece della formula allargata a quattro squadre. “La mia idea è quella di tornare alla formula classica: finale unica tra vincitrice del campionato e vincitrice Coppa Italia. Se si andrà verso la finale unica, la data potrebbe anche essere all’inizio del campionato, come in passato”, ha spiegato Simonelli chiarendo anche che queste “sono scelte che riguardano il consiglio di Lega, come del resto anche il luogo della finale”. Anche la sede potrebbe essere diversa dall’Arabia Saudita, che ha ospitato le ultime edizioni. “Non abbiamo più il vincolo della doppia semifinale. Il prossimo anno si giocherà la Coppa d’Asia a Riad e i sauditi, pur avendo ancora un’edizione contrattualizzata, hanno già detto che rinunceranno. Saremo liberi di scegliere luogo e formato”, ha aggiunto Simonelli.

“I club vogliono aiutare Gattuso e la Nazionale”

Capitolo Nazionale e playoff Mondiali, in programma a marzo: “Da parte di tutti i club -ha assicurato-, c’è la massima volontà di aiutare Gattuso. Spostare una giornata di campionato è molto difficile, il calendario è molto serrato. Sullo stage le società hanno dato la loro disponibilità. Da parte nostra cercheremo di fare il possibile per aiutare il ct, se lo merita”.

Non a caso il numero 1 della Lega si augura per il calcio italiano per il 2026 “che la Nazionale ci porti finalmente a rigiocare il Mondiale e che poi si possa fare un Mondiale degno della nostra tradizione”. Sulla proposta di anticipare alle 20 l’inizio delle partite serali, invece, ha aggiunto: “Sono convinto di questa mia idea. Sul fatto che possa concretizzarsi presto ho qualche dubbio, ci sono delle forti resistenze. Sono le tv che devono convincersi”.

Da tempo si parla di una riforma dei campionati, anche se un ritorno alla Serie A a 18 squadre sembra essere una ipotesi tramontata. “Non riguarda solo la Serie A, ma tutto il movimento calcistico professionistico”, ha affermato il presidente della Lega A, anticipando che “il 15 gennaio la Federazione ha convocato a Roma un tavolo di lavoro con le leghe sulle riforme dei campionati”.

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