Venerdì 23 Dicembre 2016 - 20:15

Supercoppa, trionfo del Milan e non solo ai rigori

I rossoneri battono la Juve 5-4 e conquistano il primo trofeo della stagione. Decisivo Donnarumma

Supercoppa, trionfo del Milan e non solo ai rigori

Il primo trofeo della stagione, la Supercoppa, alla fine lo alza al cielo il Milan. Ma ci sono voluti 120 minuti di battaglia e i calci di rigore per scrivere il verdetto sulla sabbia del deserto qatariota. Fatali ai bianconeri sono stati gli errori dal dischetto di Mandzukic e Dybala, mentre il penalty decisivo è stato realizzato dal giovane croato Pasalic. E' la seconda volta che a Doha la Juventus viene punita dagli undici metri: in precedenza era toccato al Napoli festeggiare. Del resto, la squadra di Montella si sta rivelando la bestia nera dei campioni d'Italia - già sconfitti a San Siro - sotto lo sguardo esaltato dell'ad Adriano Galliani, mentre Andrea Agnelli - forse in previsione dell'infausto epilogo - ha rinunciato alla trasferta natalizia cedendo il testimone dirigenziale alla coppia Nedved-Marotta.

Non ha mai avuto uno sviluppo banale, la finale di Doha. Anche perché la Juventus, come era prevedibile, è partita aggredendo, cercando di stabilire subito i rapporti di forza in campo, sfiorando il gol due volte in 17 minuti (con Mandzukic e Sturaro), segnando poi al 18', con un tap-in volante di Chiellini, abbandonato dalla difesa rossonera su una palla inattiva. Il Milan? Troppo basso e schiacciato nella propria area, quasi stordito dall'incipit dei campioni d'Italia, non in linea con quanto annunciato da Montella.

Con Pjanic trequartista a ridosso della coppia d'attacco Mandzukic-Higuain e con Dybala inizialmente in panchina, con Rugani e non Barzagli centrale nella difesa a quattro, i bianconeri hanno avuto la possibilità di chiudere il match in anticipo. Non avendolo fatto, con il Pipita stranamente latitante, hanno consentito al Milan poco alla volta di mettere la testa fuori dal guscio e di agganciare il pareggio al minuto 38, con una capocciata del piccolo Bonaventura in anticipo su Lichtsteiner. Dietro l'errore dello svizzero c'è il cross, tagliatissimo e velenoso, del dinamico Suso, sicuramente più attivo di Bacca.

L'infortunio di Alex Sandro dopo mezz'ora ha infilato forzatamente Evra nella contesa e va da sé che la Juventus ha perso qualcosa sulla catena di sinistra, diventando vulnerabile con le incursioni di Abate e Suso. Il lavoro di Mandzukic e Sturaro in fase di copertura è stato importante anche nella ripresa, alla pari di quello svolto da Kucka e Locatelli sul fronte rossonero. Sulle traiettorie aeree la squadra di Allegri ha confermato di essere fragile, come è accaduto al 12' quando Romagnoli ha centrato la traversa a Buffon battuto. Un segnale di allarme che è suonato nelle orecchie dei bianconeri, capaci di reagire subito con una legnata di Khedira che ha dimostrato quanto sia bravo Donnarumma.

La mossa coraggiosa di inserire Dybala al posto dell'opaco Pjanic ha aumentato la trazione anteriore della Juventus e sciolto qualsiasi remora tattica. Non a caso l'argentino ha sfiorato due volte il gol, duplice opportunità compensata dalla paratona di Buffon su Bacca, guarda caso pericoloso di testa, guarda caso servito da Suso, imprendibile per Evra soprattutto da quando Sturaro ha lasciato il posto a Lemina. I supplementari sono cominciati con la chance colossale sciupata da Bacca a un metro dalla porta e con il Milan padrone del campo e sono finiti con l'opportunità colossale sprecata da Dybala, oltre che con le proteste bianconere per un braccio galeotto di De Sciglio. Poi ci c'è stato spazio solo per i calci di rigore.

Scritto da 
  • Vittorio Oreggia
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