(LaPresse) A Tirana, capitale dell’Albania, la polizia si è scontrata con i manifestanti durante l’ultima protesta contro un controverso progetto immobiliare di lusso legato a Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Gli agenti hanno impedito ai dimostranti di raggiungere il Parlamento, riunito per la prima volta dopo la pausa estiva. La manifestazione ha segnato il centesimo giorno consecutivo di proteste. Nel centro di Tirana, i manifestanti hanno sfidato il cordone di polizia, lanciando uova e pomodori contro gli agenti in tenuta antisommossa. Le proteste, ribattezzate la «rivoluzione dei fenicotteri» per i numerosi cartelli raffiguranti l’uccello rosa, sono nate dall’opposizione a un grande progetto edilizio sulla costa. Secondo i critici, l’intervento potrebbe provocare danni ambientali e limitare l’accesso del pubblico al litorale. Con il passare delle settimane, le manifestazioni si sono trasformate da una protesta contro il progetto immobiliare in una contestazione più ampia del governo socialista del primo ministro Edi Rama, al potere da lungo tempo. Rama sostiene invece l’investimento, affermando che potrebbe contribuire a modernizzare il Paese dopo decenni di isolamento durante il regime comunista. Durante la protesta, i manifestanti hanno scandito slogan come «rivoluzione!», mentre la polizia scortava i parlamentari durante gli spostamenti da e verso il Parlamento. Diversi dimostranti sono stati fermati, anche se non è stato immediatamente chiarito se nei loro confronti siano stati effettuati arresti.
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