(LaPresse) Intenso traffico sull’autostrada a sud di Beirut, dove migliaia di persone si sono messe in viaggio per fare ritorno alle proprie case, trasportando effetti personali e beni di prima necessità dopo mesi di sfollamento. Le immagini mostrano lunghe code di veicoli lungo l’arteria che collega la capitale libanese al sud del Paese, mentre numerose famiglie rientrano nelle aree da cui erano state costrette a fuggire a causa del conflitto. Sul piano politico, il governo libanese ha mantenuto una posizione prudente nei confronti dell’ipotesi che l’Iran potesse negoziare per conto di Beirut. Dopo l’inizio dell’ultima guerra tra Israele e Hezbollah, il Libano ha infatti avviato colloqui diretti con Israele. Hezbollah non ha partecipato ai negoziati e gli accordi di cessate il fuoco raggiunti non sono mai stati pienamente applicati sul terreno. Parallelamente, l’Iran ha insistito affinché il proprio accordo con gli Stati Uniti includesse anche un cessate il fuoco in Libano. La prima tregua nei combattimenti registrata da marzo ha coinciso con i colloqui tra Washington e Teheran svoltisi in Svizzera. Hezbollah e i suoi sostenitori hanno indicato questa coincidenza come una conferma della loro posizione, sostenendo che la strategia adottata dal governo libanese non fosse quella più efficace per ottenere la fine delle ostilità.
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