Iran, il Senato Usa approva la risoluzione per limitare i poteri di guerra di Trump – La diretta

Iran, il Senato Usa approva la risoluzione per limitare i poteri di guerra di Trump – La diretta
Donald Trump, Macungie, Usa, 23 giugno 2025 (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)

Teheran annuncia la conclusione dei negoziati. Il presidente degli Stati Uniti: “Hanno accettato ispezioni nucleari”

Iran, tutte le notizie di martedì 23 giugno
L’Iran ha annunciato che si sono conclusi i negoziati in Svizzera con gli Usa. L”‘accordo con il Libano potrebbe essere firmato domani, non ci sono dispute territoriali. Eppure devo continuare a ripetere alla comunità internazionale: è Hezbollah, un’organizzazione terroristica, a mettere il veto e rendere l’Iran parte della questione Libano-Israele è un errore enorme”, dice il presidente israeliano Isaac Herzog.
Inizio diretta: 23/06/26 07:35
Fine diretta: 23/06/26 23:59
Libano, generale Iannucci visita militari italiani

In un Libano ancora segnato dalle tensioni e dalle ricadute umanitarie del conflitto, la Difesa italiana continua a operare con tre iniziative distinte e coordinate: Unifil, MIBIL e MTC4L. È in questo quadro che, il 22 e 23 giugno 2026, il Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI), Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci, si è recato a Beirut, Saadiyat e Shama per fare il punto sull’impegno nazionale nel Paese e incontrare il personale italiano impiegato nelle diverse missioni. Lo riferisce in una nota il Covi, Comando operativo di vertice interforze. La visita si è aperta a Beirut, dove il Generale Iannucci ha incontrato l’ambasciatore d’Italia in Libano, Fabrizio Marcelli.

Al centro dei colloqui, la situazione generale di sicurezza del Paese, la cooperazione tra Italia e Libano e le iniziative di consolidamento delle capacità delle forze di sicurezza locali. A Saadiyat, sede del Comando del MTC4L, il Comandante del COVI ha ricevuto un aggiornamento dal Chairman del Comitato, Generale di Divisione Enrico Fontana, e dal Comandante della MIBIL, Colonnello Vittorio Gisonni. Consulenza, formazione e addestramento è ciò che fanno i militari italiani per supportare i loro colleghi delle Forze Armate libanesi, con l’obiettivo di renderle sempre più autonome nella gestione della sicurezza del Paese.

Il secondo giorno, il Generale Iannucci ha raggiunto la base ‘Millevoi’ di Shama, sede del Comando del Settore Ovest di Unifil, dove è stato accolto dal Generale di Brigata Andrea Fraticelli, Comandante della Joint Task Force Lebanon – Sector West. A Shama ha incontrato anche l’Head of Mission e Force Commander di Unifil, Generale di Divisione Diodato Abagnara, con il quale ha approfondito il quadro di sicurezza nel Sud del Libano, le prospettive della missione Onu, la sicurezza dei peacekeeper e il coordinamento con le LAF, nel quadro della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Nel corso del colloquio con il Generale Abagnara e del successivo briefing operativo presso il Comando del Settore Ovest, il Comandante del Covi ha ricevuto un aggiornamento sulla fragile situazione securitaria. Il quadro illustrato ha evidenziato la capacità del contingente italiano di adattare assetti, procedure e misure di sicurezza, garantendo la continuità della missione, la protezione del personale e una postura operativa che si è adattata all’evoluzione del contesto.

Nel corso degli incontri con il personale nazionale a Saadiyat e a Shama, il Generale Iannucci ha richiamato il valore dell’impegno italiano in Libano: sostenere le istituzioni locali, mantenere il dialogo con la popolazione e continuare a operare nel rispetto dei mandati ricevuti, anche nelle condizioni più difficili. Questo impegno comprende altresì il sostegno alla popolazione civile.

Attraverso Unifil, MIBIL e MTC4L, e in coordinamento con le autorità locali, le organizzazioni internazionali presenti nell’area, le istituzioni italiane e i donors privati, la Difesa contribuisce a iniziative di supporto umanitario, distribuzione di generi di prima necessità e assistenza alle comunità più vulnerabili e agli sfollati interni. “La visita ha confermato il valore di una presenza italiana integrata e coordinata, capace di unire sicurezza, cooperazione militare e attenzione alla popolazione civile, in un Paese la cui stabilità resta centrale per gli equilibri della regione”, conclude la nota del Covi. 

Senato Usa approva la risoluzione per limitare i poteri di guerra di Trump

Il Senato ha approvato una risoluzione che impegna il presidente Trump a ritirare le forze Usa militari dal conflitto con l’Iran. L’iniziativa è stata ripetutamente promossa dai Democratici, sia alla Camera che al Senato, ma solo nelle ultime settimane ha raccolto un crescente sostegno anche tra i Repubblicani.

I senatori repubblicani Rand Paul, Susan Collins, Lisa Murkowski e Bill Cassidy si sono uniti ai Democratici nel voto a favore della risoluzione, mentre il senatore democratico John Fetterman ha votato contro. Il risultato finale è stato di 50 voti favorevoli e 48 contrari. Il provvedimento era già stato approvato dalla Camera all’inizio del mese. Tuttavia, trattandosi di una cosiddetta ‘concurrent resolution’, non richiede la firma del presidente e, per definizione, non ha forza di legge. 

La risoluzione impone al presidente Trump di porre fine alla guerra in Iran o di richiedere l’autorizzazione del Congresso per proseguirla. Si tratta della più significativa critica bipartisan mossa finora al conflitto. La risoluzione non ha valore di legge e, di conseguenza, difficilmente imporrà un immediato cambio di rotta.

Tuttavia, il voto ha segnato una netta presa di distanza da parte del Congresso a guida repubblicana nei confronti di un presidente che, finora, aveva incontrato scarsa opposizione interna al proprio partito su qualsiasi tema, in particolare in materia di guerra e sicurezza nazionale.

Il provvedimento è giunto in un momento in cui i Repubblicani del Congresso hanno espresso scetticismo e preoccupazione riguardo all’accordo di cessate il fuoco raggiunto da Trump con gli iraniani dopo quasi cinque mesi di conflitto. La misura evidenzia inoltre l’insofferenza dei Repubblicani nel continuare a rimettersi alle decisioni del presidente, che non ha mai chiesto l’approvazione del Congresso per la guerra, proprio mentre i negoziati per la sua conclusione appaiono precari e Trump minaccia ulteriori azioni militari.

Il voto ha inoltre confermato le tensioni interne al Partito repubblicano riguardo al conflitto, in un clima politico difficile in vista delle elezioni di metà mandato, che vedono in gioco il controllo del Congresso da parte del Gop.

Il Pentagono chiede al Congresso 80 miliardi extra per coprire i costi della guerra

Il Pentagono ha comunicato al Senato la richiesta di un budget addizionale di circa 80 miliardi di dollari per coprire i costi della guerra contro l’Iran. Al riguardo, il segretario alla Difesa Pete Hegseth sta incontrando i membri del Congresso a Capitol Hill in vista della presentazione di una richiesta formale. 

Trump: "Ieri 19 milioni di barili di petrolio attraverso Hormuz"

Ieri, “19 milioni di barili” di petrolio sono transitati attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha detto Donald Trump, parlando in una fabbrica di camion a Macungie, in Pennsylvania. “E’ il quantitativo più alto della Storia”, ha detto il presidente, ribadendo che “l’Iran non avrà mai un’arma nucleare”.

Meloni: "Garantire il pieno ripristino della libertà di navigazione a Hormuz"

“C’è il tema della libertà di navigazione. È una grandissima questione, non solo perché abbiamo visto quanto quanto accaduto nello Stretto di Hormuz abbia inciso sull’economia globale e, conseguentemente, su quella europea e italiana. Dobbiamo garantire il pieno ripristino della libertà di navigazione, non solo per ciò che Hormuz rappresenta come snodo fondamentale del commercio globale, ma anche per il precedente che un suo controllo comporterebbe”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ospite dell’evento ‘Il giorno de La Verità’, a Roma.

“Se consentissimo, ad esempio, il pagamento di un pedaggio immaginato dagli iraniani sullo Stretto di Hormuz, ci ritroveremmo catapultati in un mondo nel quale ogni snodo fondamentale del commercio diventerebbe uno strumento di pressione sugli Stati e potrebbe essere utilizzato come un’arma”, ha aggiunto. “Questo è qualcosa che non possiamo immaginare. Ed è la ragione per la quale abbiamo dato la nostra disponibilità, chiaramente in uno scenario di pace, a partecipare a una missione per garantire la libertà di navigazione a livello internazionale, missione che richiederebbe naturalmente l’autorizzazione del Parlamento. Penso che l’Italia dovrebbe fare la sua parte”, ha sottolineato Meloni. 

Trump: "Chi ha parlato male della guerra deve essere educato"

“Chi ha parlato male della guerra contro l’Iran deve essere educato, anche se sono i miei alleati”. Lo ha detto Donald Trump, parlando con i giornalisti all’arrivo in Pennsylvania, riguardo alle critiche bipartisan ricevute per il conflitto.

Meloni: "Accordo molto complesso, rimango ottimista"

Quello sull’Iran “sicuramente è un accordo molto complesso, io rimango ottimista, anche se il negoziato non è semplicissimo. Il nostro, però, non deve essere un ottimismo statico. Per quello che possiamo, dobbiamo dare una mano sia sul piano diplomatico sia offrendo la nostra disponibilità”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ospite dell’evento ‘Il giorno de La Verità’, a Roma.

Agenzia Onu avvia piano di evacuazione per le navi bloccate a Hormuz

L’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa della navigazione internazionale, l’International Maritime Organization (Imo), ha annunciato che è in corso un piano per evacuare le navi con circa 11mila marittimi bloccate nello Stretto di Hormuz. Il suo segretario generale dell’Imo, Arsenio Dominguez, nell’annunciare il piano ha spiegato che “questa operazione su larga scala sarà condotta in stretta collaborazione con l’Iran, l’Oman, tutti gli altri Stati costieri della regione, gli Stati Uniti e l’industria marittima”.

“Abbiamo ottenuto le necessarie garanzie di sicurezza e verificato accuratamente le condizioni per una navigazione sicura a sostegno di queste operazioni”, ha affermato. L’annuncio dell’Imo include le istruzioni fornite dall’Oman su come le navi possano attraversare lo stretto, la stretta imboccatura del Golfo Persico attraverso la quale, prima della guerra, transitava un quinto di tutto il petrolio e del gas naturale commercializzati. 

Libano, media: "Israele presenterà piano pilota ai colloqui di Washington"

Nel nuovo ciclo di negoziati di tre giorni tra Israele e Libano che si apre oggi a Washington, la delegazione di Tel Aviv si presenterà all’incontro con delle mappe e proporrà un piano pilota per un ritiro parziale da una zona limitata del Libano meridionale. Lo riferisce Channel 12 citando fonti israeliane. Secondo la proposta dello Stato ebraico, l’Idf si ritirerà da una determinata area, che probabilmente sarà relativamente bonificata, e l’esercito libanese vi entrerà sotto la supervisione americana. Il piano pilota, ha spiegato la fonte, “si estenderà all’area a sud del Litani, ovvero a sud della Linea Gialla”. L’apparato di difesa e il governo, sottolinea, stanno cercando di attuare misure volte a rafforzare la fiducia reciproca, al fine di evitare di imporre diktat americani o iraniani. I colloqui dovrebbero concludersi giovedì pomeriggio e si svolgeranno in due gruppi di lavoro, politico e militare.

Oman e Iran: "Impegno per sicurezza a Hormuz ma sovranità è nostra"

Oman e Iran ribadiscono il loro impegno a garantire il passaggio sicuro attraverso Hormuz. In una dichiarazione congiunta i due Paesi sottolineano “la loro sovranità e i diritti sovrani sulle acque territoriali nello Stretto di Hormuz” e spiegano di aver “concordato di proseguire il dialogo sulla questione attraverso un gruppo di lavoro congiunto tra i due ministeri degli Esteri, al fine di raggiungere un accordo sulla futura gestione della navigazione nello Stretto di Hormuz, sui servizi che saranno forniti a tal fine e sui relativi costi, in conformità con gli standard internazionali”. La dichiarazione fa seguito al vertice tra i loro massimi diplomatici a Muscat, dove il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf hanno incontrato anche il sultano dell’Oman Haitham bin Tariq. I due Paesi hanno ribadito il loro sostegno al protocollo d’intesa di Islamabad e l’importanza di “un dialogo e un coordinamento continui a supporto della sua corretta attuazione”, ha riferito l’agenzia di stampa dell’Oman. 

Pezeshkian e Aragchi arrivati in Pakistan

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian è arrivato in Pakistan per colloqui con i funzionari che stanno facendo da mediatori nei negoziati tra Teheran e Washington per una soluzione definitiva alla guerra in Medio Oriente. La visita di Pezeshkian a Islamabad si svolge mentre i team tecnici stanno lavorando sui dettagli dell’accordo a seguito dei negoziati di alto livello tenutisi lunedì in Svizzera, guidati dal vicepresidente degli Usa JD Vance e dal presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf.  Poco dopo è giunto nella capitale pakistana anche il ministro degli Esteri della Repubblica islamica Abbas Araghchi 

Cremlino: "Bene l'accordo Usa-Teheran ma la strada per la pace duratura è lunga"

La Russia ha accolto con favore il cessate il fuoco e i negoziati tra Stati Uniti e Iran, ma la strada per raggiungere una pace duratura nella regione rimane lunga. Lo ha affermato il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, citato da Ria Novosti. “La Russia ha accolto con favore il cessate il fuoco e la conclusione del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, e ci auguriamo che i negoziati avviati siano produttivi. Tuttavia, bisogna riconoscere che la strada da percorrere per raggiungere una pace duratura è ancora lunga”, ha dichiarato.

Trump: "Ieri record greggio passato da Hormuz, prezzi stanno crollando"

 “Diciannove milioni di barili di petrolio sono passati attraverso lo Stretto di Hormuz ieri, un record assoluto. I prezzi del petrolio stanno crollando, e il mondo è un posto molto più sicuro!”. Lo ha scritto su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. 

Trump: "Hormuz aperto ma navi Usa restano in posizione"

Sulla base di “importanti concessioni fatte dall’Iran, ho accettato di permettere allo Stretto di Hormuz di rimanere aperto, senza ulteriori blocchi navali. Tuttavia, tutte le navi restano in posizione nel caso fosse necessario reintrodurre il blocco, cosa che a questo punto sembra altamente improbabile”. Lo ha scritto su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. 

Trump: "Fondi di Teheran sbloccati in conto controllato da Usa"

“Il denaro e/o le sanzioni che il Tesoro degli Stati Uniti sta rilasciando vengono depositati su un conto vincolato, controllato dagli Stati Uniti d’America, e saranno utilizzati esclusivamente per l’acquisto di cibo e forniture mediche, esclusivamente dagli Stati Uniti, inclusi mais, grano e soia dei nostri grandi agricoltori americani. Si tratta di beni di cui l’Iran ha disperatamente bisogno”. Lo ha scritto su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Questa è una crisi umanitaria, e ritengo necessario aiutare, ora, prima che sia troppo tardi. I colloqui stanno andando bene”, ha aggiunto. 

Trump: "Teheran ha accettato ispezioni nucleari per lungo periodo"

“Nonostante le loro proteste e le false dichiarazioni contrarie, unite al martellamento delle fake news, che stanno facendo tutto il possibile per rendere la vittoria degli Stati Uniti il più piccola e insignificante possibile, l’Iran ha pienamente e completamente accettato ispezioni nucleari di altissimo livello per un lungo periodo nel futuro (infinito!). Questo garantirà la ‘trasparenza nucleare’. Se non avessero accettato questo, non ci sarebbero ulteriori negoziati”. Lo ha scritto su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. 

Netanyahu: "Con Teheran non è ancora finita"

 “Ci troviamo di fronte all’Iran e ai suoi alleati. Li colpiamo. Non è ancora finita, ma tutto dipende dalla nostra forza”. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu incontrando la scorsa settimana i partecipanti al corso di addestramento per ufficiali di riserva nel kibbutz Migdal Oz a Gush Etzion. Lo riporta Israel National News.

Netanyahu: "Ringrazio Usa per aiuto ma voglio autonomia per gli armamenti"

Il futuro di Israele dipende dal continuo rafforzamento della forza nazionale e militare. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu incontrando la scorsa settimana i partecipanti al corso di addestramento per ufficiali di riserva nel kibbutz Migdal Oz a Gush Etzion. “La nostra situazione tra 30 anni dipenderà dalla nostra forza. Pertanto, ciò che stiamo facendo ora è costruire una grande forza”, ha spiegato, come riporta Israel National News. Il premier ha sottolineato la necessità di accrescere l’indipendenza di Israele in materia di difesa, in particolare per quanto riguarda le munizioni. “Voglio l’indipendenza degli armamenti. Apprezzo profondamente il sostegno che abbiamo ricevuto, e che ho anche contribuito a ottenere nel corso degli anni, dai nostri amici americani. Oggi dico: abbiamo bisogno di una nostra rete di armamenti indipendente. Dobbiamo produrre i nostri armamenti”, ha sottolineato. Per Netanyahu, Israele deve continuare ad espandere le capacità di produzione, sviluppo e addestramento delle Forze di Difesa, “per liberarsi dalla dipendenza, per costruire sempre più potere, per integrare sempre più tecnologia e per addestrare sempre più generazioni di comandanti come voi, perché è questo che in definitiva determinerà dove saremo”. 

Teheran: "C'è volontà di avviare in futuro negoziati di alto livello"

I colloqui tecnici tra Stati Uniti, Iran e mediatori si sono conclusi con successo nella notte tra martedì e domenica. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, aggiungendo che le parti hanno concordato le modalità per i futuri cicli di negoziati. Gharibabadi, che guida anche la delegazione tecnica iraniana, ha dichiarato in un comunicato pubblicato da PressTV che la prossima fase dei colloqui prevederà negoziati di alto livello. Secondo Al Jazeera, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance parteciperanno al prossimo ciclo di colloqui, insieme ai primi ministri di Pakistan e Qatar. 

Iran, Lane (Bce): "Situazione resta fragile, rischio nuova escalation"

“L’accordo di pace in Medio Oriente è benvenuto, ma la situazione rimane fragile, con rischi di battute d’arresto o di una nuova escalation. Le implicazioni complete della guerra sull’inflazione e sulla crescita a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello shock dei prezzi energetici, nonché dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo livello”. Lo afferma Philip Lane, membro del comitato esecutivo della Bce, intervenendo alla commissione Econ del Parlamento europeo.

Teheran: "Abbiamo prove del coinvolgimento di paesi della regione in attacchi contro di noi"

L’Iran possiede “prove conclusive” del fatto che alcuni Paesi della regione abbiano partecipato alla guerra israelo-americana contro l’Iran e potrebbero quindi subire ripercussioni legali. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei in una conferenza stampa ripresa da Al Jazeera. “Ci dispiace molto per l’accaduto”, ha spiegato. “Prenderemo tutti i provvedimenti necessari al riguardo”.

Teheran: "Ispezione Aiea a siti nucleari danneggiati non è in programma"

“Non abbiamo incontrato” il capo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica “Rafael Grossi in Svizzera né abbiamo in programma visite da parte dell’agenzia nei siti danneggiati dalla guerra. Non esiste un protocollo in merito. Continueremo con la procedura attuale basata sul Trattato di non proliferazione nucleare”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei in una conferenza stampa ripresa dai media di Teheran. 

Pezeshkian: "Attacchi israeliani contro Libano e Palestina devono cessare"

 Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan hanno avuto una colloquio lunedì in cui hanno sottolineato “l’importanza di un impegno diplomatico continuo, di una cooperazione bilaterale più forte e di sforzi regionali collettivi per preservare la pace e la stabilità”. Lo riporta l’agenzia iraniana Tasnim. I due leader, si legge, “hanno esaminato i più recenti sviluppi regionali e hanno ribadito che la diplomazia e un maggiore coordinamento tra i Paesi della regione restano essenziali per prevenire le tensioni e promuovere una sicurezza a lungo termine”. Pezeshkian “ha elogiato il governo e il popolo turco per il loro sostegno a soluzioni diplomatiche e per le posizioni orientate alla pace durante i recenti sviluppi regionali” e ha affermato che “l’Iran apprezza l’approccio costruttivo di Ankara e i suoi sforzi durante il conflitto di 12 giorni e la recente guerra di aggressione Usa-israeliana contro l’Iran per contribuire a risolvere le questioni attraverso la diplomazia”. Facendo riferimento al recente memorandum d’intesa che ha posto fine alla guerra, il presidente iraniano ha dichiarato che il risultato “è stato raggiunto grazie agli sforzi di Turchia, Pakistan e altri Paesi islamici”, sottolinea l’agenzia. Pezeshkian ha aggiunto che gli Stati della regione “dovrebbero continuare a lavorare affinché il Libano possa beneficiare del processo di pace e affinché gli attacchi israeliani contro Libano e Palestina cessino” e ha ribadito che l’Iran “è pienamente pronto a perseguire la diplomazia nel quadro del diritto internazionale”. 

Teheran: "Fine attacchi in Libano è parte integrante dell'accordo"

Gli Stati Uniti hanno l’obbligo di costringere Israele a fermare i suoi attacchi nel sud del Libano. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei in una conferenza stampa citata da Al Jazeera. “Abbiamo tutti assistito ai continui attacchi da parte dell’entità sionista contro il Libano”, ha affermato. “L’obbligo di porre fine alla guerra in Libano fa parte integrante degli accordi precedenti e attuali. L’impegno degli Stati Uniti è chiaro e non c’è alcuna giustificazione per consentire all’entità sionista di continuare a colpire il Libano”

Libano, Kallas: "Al lavoro per istituire una nuova missione Ue"

“In Libano, Israele e Hezbollah sono intrappolati in un pericoloso ciclo di attacchi, contrattacchi e fragili cessate il fuoco. Con il ministro degli Esteri Youssef Raggi, ho esaminato il sostegno dell’Ue alle Forze armate libanesi e il lavoro per l’istituzione di una nuova missione Ue nel Paese”. Lo scrive su X l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas che si trova ad Amman, in Giordania, per i colloqui con i rappresentanti della Lega Araba. “L’operazione navale europea Aspides – aggiunge – svolge un ruolo vitale nella protezione della navigazione nella regione. Con il ministro degli Esteri di Gibuti, Abdoulkader Houssain Omar, ho discusso di sicurezza marittima e dell’importanza della libertà di navigazione”, aggiunge. Inoltre, “con il ministro degli Esteri siriano Asaad al-Shaibani, ho avuto uno scambio di opinioni sulla sicurezza regionale e sul percorso del Paese verso una transizione politica inclusiva, basandomi sugli scambi avvenuti durante il nostro recente primo dialogo ministeriale”. Infine, “ho discusso con il ministro degli Esteri algerino Ahmed Attaf dell’approfondimento delle relazioni bilaterali e della traiettoria positiva della cooperazione Ue-Algeria”. 

Libano: Hezbollah: "Risponderemo ad attacchi Israele con stessa moneta"

“Hezbollah risponderà con la stessa moneta a qualsiasi violazione del cessate il fuoco da parte del regime israeliano e non tornerà alla situazione prebellica”. Lo ha detto a Press Tv Mahmoud Qamati, vice capo del Consiglio politico di Hezbollah. “Hezbollah rimane in stato di massima allerta, con il dito sul grilletto”, ha aggiunto.

Media: "Accordo Iran-Usa per sbloccare 12 miliardi fondi congelati"

Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un accordo per lo sblocco di 12 miliardi di dollari di fondi congelati di Teheran. Lo ha detto il capo negoziatore dell’Iran, Mohammad Bagher Ghalibaf, citato da Al Jazeera. Il governatore della Banca Centrale dell’Iran Abdolnasser Hemmati, come riferisce Al Arabiya, ha dichiarato che Teheran non sarà obbligata ad acquistare prodotti agricoli dagli Stati Uniti in base al memorandum d’intesa, come aveva invece dichiarato il vicepresidente americano JD Vance. Hemmati ha spiegato che la prima tranche di 6 miliardi di dollari di fondi sarebbe stata utilizzata in conformità con i termini dell’accordo di scambio di prigionieri tra Washington e Teheran del 2023, che limita la spesa per beni di prima necessità e medicinali. Il governatore ha aggiunto che l’Iran acquisterà prodotti agricoli americani solo se questi offriranno prezzi e qualità migliori rispetto alle alternative e ha precisato che i restanti beni congelati, inclusa la seconda tranche di 6 miliardi di dollari e tutti gli altri fondi congelati, non saranno limitati alle materie prime di base e potranno essere utilizzati anche per l’acquisto di altri prodotti non soggetti a sanzioni. 

Gaza, Pizzaballa: "Serve sostegno umanitario e sanitario"

“Durante la sua visita alla Comunità Cristiana di Gaza e in segno di vicinanza alla comunità più ampia, il cardinale Pizzaballa visitò l’Ospedale Arabo Al-Ahli. Lì ha ricevuto un briefing sulle esigenze mediche dell’ospedale e sulle sfide che affronta nelle condizioni attuali, ribadendo l’importanza del sostegno umanitario e sanitario per la popolazione di Gaza”. Lo fa sapere il Patriarcato di Gerusalemme dei Latini con un post su X.

Ghalibaf: "I colloqui in Svizzera hanno evitato altro sangue di musulmani"

“Ho visto che in uno dei buoni programmi della tv di Stato dicevano che avrebbero voluto chiudere l’aeroporto di Mehrabad per impedire alla delegazione negoziale di recarsi in Svizzera. A quelle care persone dico: se non fossimo andati in Svizzera, da un momento all’altro sarebbe stato versato altro sangue di musulmani e sciiti del Libano”. Lo ha scritto su X il capo negoziatore dell’Iran, Mohammad Bagher Ghalibaf. 

Libano, Herzog: "Accordo con Libano anche domani, ma Hezbollah mette veto"

“L’accordo con il Libano potrebbe essere firmato domani, non ci sono dispute territoriali. Eppure devo continuare a ripetere alla comunità internazionale: è Hezbollah, un’organizzazione terroristica, a mettere il veto e rendere l’Iran parte della questione Libano-Israele è un errore enorme”. Lo dice al Corriere della Sera il presidente israeliano Isaac Herzog. 

Ghalibaf: "Lo stretto di Hormuz sarà gestito da Teheran"

Lo Stretto di Hormuz sarà gestito da Teheran. Lo ha affermato, come riportato dai media di Stato iraniani, il capo negoziatore dell’Iran, Mohammad Ghalibaf: “Che tutti sappiano – ha detto Ghalibaf – che la gestione dello Stretto di Hormuz non tornerà mai alle condizioni prebelliche. Lo Stretto sarà gestito dall’Iran, in conformità con il diritto internazionale e attraverso accordi iraniani”. 

Media, Teheran annuncia conclusione negoziati in Svizzera con Usa

L’Iran ha annunciato che si sono conclusi i negoziati in Svizzera con gli Usa. Lo riporta l’agenzia di stampa Irna.

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