Il premier italiano protagonista durante la prima giornata del meeting dei grandi

Non è il padrone di casa – ruolo che qui sulla costa della Cornovaglia spetta al britannico Boris Johnson– ma Mario Draghi è comunque protagonista: scontato visto che la prima sessione di questo G7 è dedicata alla ripresa economica. L’ex Bce è ottimista: “Questo è un buon periodo per l’economia mondiale. La ripresa ha avuto un forte picco”, osserva. Ma il ‘whatever it takes‘ è ormai un imperativo: “Mario, mi ricordo di essere stato in un seminario qualche anno fa in cui hai salvato l’euro nel mezzo di una crisi con una frase – lo introduce Johnson – ora dacci la tua prospettiva”.

La ricetta Draghi

La ricetta dell’ex Bce è semplice: se gli strumenti di sostegno messi fin qui in campo sono stati corretti, ora è il momento di orientare la spesa più sugli investimenti e meno sui sussidi. Draghi resta fedele alle sue idee: bisogna puntare su una linea espansiva, che serve a rafforzare la crescita e proteggere i lavoratori durante le transizioni che sta attraversando l’economia, perché la crescita è il “modo migliore per assicurare la sostenibilità dei conti pubblici”. Certo, “è necessario mantenere un quadro di politica di bilancio prudente nel lungo periodo, per rassicurare gli investitori e evitare politiche restrittive da parte delle banche centrali”, aggiunge. Ma ora l’imperativo è riprendere a correre e farlo senza lasciare indietro nessuno. Ne è convinto Johnson, che ha invitato a non ripetere gli sbagli del 2008, e ne è convinto anche Draghi secondo cui la coesione sociale di cui gravemente ci si è dimenticati in passato è un “dovere morale”, per cui è importante gestire questa fase di ripresa in maniera diversa dalle crisi precedenti, tenendo a mente l’importanza delle politiche attive del lavoro per aiutare i più deboli, soprattutto le donne e i giovani.

Accordo tra i leader

Una linea che trova d’accordo i leader: “Più riusciamo a fare insieme, meglio è”, dice il presidente Usa Joe Biden invitando il G7 a “cogliere l’attimo” e sostenere l’economia. Angela Merkel, viene riferito, ha evidenziato il “completo cambiamento culturale” avvenuto in Germania, e della necessità di investire in digitalizzazione e per combattere il cambiamento climatico. “Voglio investire, voglio far partire i progetti”, spiega Johnson, d’accordo con Draghi sull’importanza di rassicurare i mercati della volontà comune di mantenere il debito sotto controllo. Con il premier britannico, Draghi ha avuto un bilaterale di circa mezz’ora prima dell’inizio dei lavori, in cui si sono confrontati sulle rispettive esperienze con la pandemia e condiviso il lavoro fatto con le presidenze Uk e italiana del G7 e G20 “per assicurarsi che il mondo sia meglio preparato a future crisi sanitarie”, riferisce un portavoce di Downing Street. Spazio anche a clima e ambiente, concordando sull’importanza di assicurarsi che le maggiori economie adempiano all’impegno di mobilizzare 100 miliardi di dollari all’anno per i paesi in via di sviluppo per contrastare il cambiamento climatico. Nel corso dell’incontro, i due hanno anche discusso di diverse priorità internazionali condivise, come l’importanza di supportare un duraturo cessate il fuoco in Libia per la costruzione di una transizione democratica e pacifica a lungo termine. Chiacchierata anche con il presidente francese, Emmanuel Macron, mentre domani pomeriggio è in agenda il vis à vis con Joe Biden.

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