Sinner rompe il silenzio: “Un paio di giorni di riposo, poi al lavoro”

Sinner rompe il silenzio: “Un paio di giorni di riposo, poi al lavoro”
Jannik Sinner e Carlos Alcaraz al Masters 1000 di Cincinnati. 18 agosto 2025 (Photo by Shelley Lipton/Icon Sportswire) (Icon Sportswire via AP Images)

Il tennista azzurro parla dopo il forfait in finale all’Atp di Cincinnati

Jannik Sinner rompe il silenzio dopo aver abbandonato la finale dell’Atp Cincinnati 2025 a causa di problemi fisici. “Ieri non mi sono sentito bene e mi dispiace davvero deludervi. Grazie mille a tutti coloro che mi supportano in loco e da casa, il vostro supporto significa il mondo. Congratulazioni a Carlos Alcaraz e al suo team, state vivendo una stagione incredibile e vi auguro il meglio per ciò che vi aspetta. Ora è tempo di riposare un paio di giorni prima di tornare al lavoro“, ha scritto il tennista azzurro sul suo profilo Instagram.

La finale contro Alcaraz all’Atp Cincinnati 2025

Il n°1 del mondo lunedì 18 agosto ha dato forfait dopo poco più di 20 minuti di gioco mentre stava disputando la finale del Masters 1000 dell’Ohio contro lo spagnolo Carlos Alcaraz, n°2 del ranking. Il punteggio era sullo 5-0 per il campione di El Palmar quando Sinner ha deciso di fermarsi.

Us Open 2025, la rinuncia al doppio misto

Il prossimo appuntamento è a New York con lo Us Open 2025. Il 24enne altoatesino per arrivare al meglio ha deciso di rinunciare al doppio misto, che avrebbe dovuto giocare in coppia con la ceca Katerina Siniakova. I due avrebbero dovuto esordire oggi sui campi di Flushing Meadows contro Alexander Zverev e Belinda Bencic.

Pescosolido: “Scelta di allungare i tornei è anche una questione economica”

Sinner, tuttavia, non ha rivelato le cause dei suoi problemi fisici. Diverse le ipotesi che vengono in mente, dal caldo torrido al calendario dei tornei sempre più fitto. In merito a quest’ultimo tema LaPresse ha intervistato l’ex tennista Stefano Pescosolido. “Circuito Atp sempre più pesante e si gioca troppo? Io non direi. Prima questi tornei duravano una settimana, si giocava tutti i giorni e c’era più tempo di recupero tra un torneo e l’altro. Ora si giocano in 12 giorni ma hai un giorno di recupero tra un turno e l’altro. E’ dunque vero che i tornei sono attaccati ma non giochi tutti i giorni e hai la possibilità di recuperare dopo ogni partita”, ha detto parlando del doppio Masters 1000 da dodici giorni e sulle condizioni meteo estreme di Cincinnati.

La scelta di ‘allungare’ i tornei è anche un discorso economico. Diluirlo in 12 giorni permette di guadagnare di più al torneo e ai giocatori perché i montepremi sono aumentati. Tutto questo va dunque valutato tra i giocatori e gli organizzatori dei tornei. I tennisti non si fanno troppo sentire? E’ difficile, il tennis è uno sport individuale, alcuni ci guadagnano, altri meno”, ha aggiunto.

“Si potrebbero evitare di giocare alcune partite di sera ma ad esempio a Cincinnati essendoci molto caldo durante il giorno la sera c’è il rischio di temporali con conseguente rinvio delle partite. E se piove salta la programmazione. La finale di lunedì? E’ un po’ strano come quella al giovedì a Toronto. Ma se vuoi fare un torneo in 12 giorni non si può fare altrimenti”, ha proseguito.

Quanto al ritiro di Jannik Sinner nella finale di Cincinnati ha aggiunto: “Lì fa caldissimo, c’è tantissima umidità e percepisci ancora di più il calore, giocare alle tre di pomeriggio non è comodissimo e poi come in tutti i posti in America c’è tanta aria condizionata. E’ successo quest’anno anche a Zverev, le condizioni sono sempre state difficili. Non credo che la programmazione di Sinner fosse sbagliata. Veniva dal torneo di Wimbledon. Se recupererà in fretta? Sì, dovrebbe passare presto”.

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