Penultimo giorno di gare alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. La giornata inizia con una brutta notizia per gli azzurri: “Federico Pellegrino, vittima di uno stato influenzale, non prenderà parte oggi alla 50 km maschile di fondo in programma a Lago di Tesero”. Lo ha comunicato la Fisi. Gli azzurri in gara saranno dunque gli eredi del veterano valdostano, Elia Barp e Simone Daprà.
“Negli ultimi quattro anni, vedendo avvicinarsi la possibilità di esserci ancora alle Olimpiadi in casa, ho iniziato a sognare il modo in cui mi sarebbe piaciuto di più chiudere la carriera e a lavorare per renderlo un obiettivo: insieme a una medaglia in un evento a squadre, essere della partita nella 50 km, la gara regina dell’endurance olimpico. In parte, non sarà così. La tendinite al polso era sotto controllo ma da ieri mattina sono a letto con sintomi influenzali e sono enormemente dispiaciuto nel dirvi che oggi non sarò al via della 50. Non poter vivere quelle emozioni che solo gli ultimi chilometri di una gara estenuante, incitato da tifosi e famiglia al completo, nel massimo evento sportivo in casa, mi auguravo di vivere è straziante. Mi ci andrà qualche tempo per digerire questa delusione. Ma quando succederà potrò tornare a essere grato per tutte quelle emozioni di cui nelle ultime due settimane e nel percorso di avvicinamento a questo evento ho potuto godere”. Lo scrive Federico Pellegrino ai tifosi. Il veterano dello sci di fondo ha trainato il team azzurro alla conquista di due bronzi, nella staffetta a squadre e nella team sprint con Elia Barp che oggi sul circuito olimpico del lago di Tesero affronterà la super classica della 50 km con Simone Daprà.
Nel pomeriggio è arrivata la trentesima medaglia per l’Italia ai Giochi di Milano Cortina. Andrea Giovannini ha vinto la medaglia di bronzo nella mass start di pattinaggio di velocità. L’oro è andato all’olandese Jorrit Bergsma con 68 punti davanti al danese Viktor Thorup con 47.
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Milano Cortina 2026 è stata l’Olimpiade dei record per la Federazione Italiana Sport del Ghiaccio, capace di migliorare tutti i primati stabiliti quattro anni fa a Pechino in quella che era stata un’altra rassegna storica per la Federghiaccio.
I Giochi di casa appena conclusi sono per distacco i migliori di sempre per le discipline del ghiaccio azzurre. Il bilancio finale conta 11 medaglie complessive con 4 ori, 2 argenti e 5 bronzi. Ben alle spalle le otto medaglie di Pechino così come le quattro di PyeongChang e di Torino 2006, nell’ordine le altre Olimpiadi più vincenti della storia del ghiaccio azzurro.
Le medaglie di questa rassegna a cinque cerchi arrivano da ben 4 delle 5 discipline del ghiaccio presenti (dunque curling, figura, pista lunga e short track, ad eccezione dell’hockey, disciplina in cui si è comunque chiuso a testa alta e con l’ottava piazza al femminile) e sono state equamente divise tra uomini e donne (4 maschili, 4 femminili e 3 a squadre miste). Una ripartizione che dimostra come l’Italia abbia saputo eccellere sia in campo maschile che in campo femminile con una spiccata competitività nelle specialità di squadra e miste.
Delle 11 medaglie, cinque sono arrivate dalla pista lunga (record all time per l’Italia), quattro dallo short track (eguagliato record di Pechino 2022), una dal curling (eguagliato record di Pechino 2022) e una dal pattinaggio di figura (eguagliato record di Sochi 2014 e Torino 2006).
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Il presidente della Fisi Flavio Roda ha voluto essere presente ad Anterselva per l’ultima gara della carriera di Dorothea Wierer e l’occasione ha permesso di stilare un primo bilancio azzurro dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. “Sono abbastanza soddisfatto di come è andato l’insieme delle Olimpiadi, non solo per i risultati ma per quello che è stato l’approccio degli atleti, indipendentemente da chi ha portato l’oro, l’argento o il bronzo. Abbiamo visto una determinazione da parte di tutti e questa è la cosa più importante. Spesso abbiamo sofferto i grandi eventi invece siamo riusciti ad arrivare a Milano Cortina concentrati ed alla fine i risultati sono arrivati. La soddisfazione è stata vedere atleti di settori diversi capaci di combattere in ogni condizione. Ogni settore ha la propria particolarità e non si possono fare differenze di importanza: sono sport diversi e tutti hanno il loro valore. E proprio per questo dico bravi e grazie a tutti quanti. Ci sono tante storie in questa Olimpiade: Federica Brignone era impensabile riuscisse a fare quello che ha fatto. Ma anche Flora Tabanelli: con il crociato rotto ha saputo esserci e prendere addirittura una medaglia. Il futuro di Federica Brignone? “Ora deve finire la stagione, poi con questi risultati penso che ci sarà anche nel prossimo inverno, poi spetterà a lei scegliere. Noi speriamo che resti il più possibile”.
“Piovono, anzi nevicano medaglie sul Trentino dello sport, e anche la penultima giornata delle Olimpiadi invernali si presenta ricchissima di soddisfazioni. Bronzo da Andrea Giovannini nella mass start del pattinaggio di velocità, addirittura oro puro da Simone Deromedis nello ski cross. Congratulazioni agli atleti ma anche alla federazione trentina e a quella rete virtuosa di professionisti e di volontari che rende possibili questi traguardi di eccellenza mondiale a partire dal nostro piccolo, grande Trentino”. Così il presidente del Consiglio provinciale di Trento, Claudio Soini.
“Trenta à e lode. Questa è l’Italia che (anche) Andrea Giovannini ha rappresentato con onore nella meravigliosa pista di Rho dove ha strappato il bronzo nella mass start. L’azzurro, brucia tutti nella volata per il terzo gradino del podio olimpico e porta la trentesima medaglia. Sedici giri in un crescendo di sorpassi e colpi di scena! Premiate la strategia e la determinazione di Andrea che ha saputo cogliere l’attimo. Meraviglioso constatare l’ennesimo tutto esaurito del pubblico, innamorato di queste discipline del ghiaccio che contribuiremo a diffondere, anche grazie alla realizzazione di impianti su tutto il territorio nazionale, partendo da Milano e poi Roma”. Così Andrea Abodi, ministro dello sport, sul proprio profilo X.
“Sì, sono rimasta un po’ imbottigliata ma questo purtroppo è la mass start. E’ una gara molto imprevedibile. Io ero da sola. Mi sono messa dietro ma forse ho aspettato un po’ troppo. Ecco questa è l’unica cosa che mi recrimino. Ho preso anche qualche botta ma questo fa parte del gioco”. Così a Raisport Francesca Lollobrigida, quarta nella mass start, gara che ha chiuso il programma olimpico del pattinaggio di velocità. “Di questa Olimpiade mi porto a casa i due ori e anche il calore del pubblico che è stato veramente enorme, ma anche quello da casa. Non smetterò mai di ringraziare veramente tutta Italia perché questa era proprio la vetrina perfetta, la miglior occasione, quindi me lo ricorderò a vita”, ha aggiunto l’azzurra. “Il mio futuro? Non ricapiterà più comunque di gareggiare in casa, quindi posso dire che anche se dovessi concludere qui l’ho finita nel migliore dei modi. Il momento più bello? Ho iniziato tutto questo percorso per mio figlio, quindi vederlo sugli spalti è tutto”, ha concluso
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“Sono orgoglioso di aver portato all’Italia la trentesima medaglia di questi Giochi. Conferma il lavoro fatto dalla Fisg. Questa Olimpiade sarà indimenticabile. La gara? Sapevo che poteva esserci una fuga perché c’erano pochissime squadre da due persone con velocisti mentre c’erano tante squadre con due persone da fuga. E quindi sarebbe stata dura gestire la gara. Essendo da solo ho dovuto correre un po’ in difesa. L’ultimo giro è stato veramente tanta roba perché già il 23″1 penso fosse il giro più veloce mai fatto in volata in Europa. E con questo giro mi sarebbe piaciuto ottenere qualcosa in più”. Così a Raisport Andrea Giovannini vincitore della medaglia di bronzo nella mass start di pattinaggio di velocità ai Giochi di Milano Cortina. “Detto questo vado super fiero di questa medaglia di bronzo. Se a inizio Olimpiadi mi avessero detto che sarei uscito con un oro in bronzo avrei firmato ciecamente e quindi sono super orgoglioso del risultato di oggi. Il momento più bello? Tagliare il traguardo in una gara a squadre quando abbiamo vinto loro quello è l’immagine che rimarrà per sempre nella mia testa”, ha aggiunto,
“Il saluto finale? E’ stato un bellissimo momento, non mi aspettavo tutto questo affetto da parte dei tifosi, è stato bello vedere la mia famiglia e i miei amici, è stato un momento speciale. Non potevo finire meglio. Diciamo che è stato bello finire ancora decentemente. Il più bel quinto posto della mia vita? Sì dai, sono orgogliosa di questo”. Così Dorothea Wierer in zona mista al termine della mass start femminile di biathlon ai Giochi di Milano Cortina, l’ultima sua gara in carriera. “Se è valsa a pena andare avanti? Sì, vedendo tutti i tifosi e la gente che è venuta qua dico che ne è valsa la pena, è stato un viaggio impegnativo e lungo, sono contenta di finire qui, a casa, non potevo immaginarlo più bello – ha proseguito – Se sono fiera dell’affetto della gente per me? Per me vale di più che qualsiasi medaglia, è bello festeggiare podi e vincere medaglie ma la parte più bella è aver conosciuto le persone”.
Francesca Lollobrigida chiude al quarto posto la finale della mass start, ultima gara del programma di pattinaggio velocità ai Giochi di Milano Cortina. L’azzurra è rimasta imbottigliata nell’ultimo giro e non è riuscita a scaricare la velocità nel finale. Medaglia d’ro all’olandese Marijke Groenewoud, argento alla canadese Ivanie Blondin, bronzo alla statunitense Mia Manganello. L’Olanda sorpassa così l’Italia nel medagliere al terzo posto.
“Un messaggio a Pellegrino che oggi purtroppo non ha fatto la 50 km di fondo ma ha fatto una grande Olimpiade? Anche lui è uno di quegli atleti che ci mancheranno tanto perché Pellegrino ha tenuto in piedi il fondo italiano per alcuni anni, senza Pellegrino veramente saremmo sprofondati assolutamente. Lui con i suoi risultati ci ha tenuto veramente in vita e secondo me è riuscito a far crescere anche dietro questo gruppo di giovani che adesso sono veramente bravi e in alcuni anni vedremo veramente la differenza”. Lo ha detto il presidente della Fisi, Flavio Roda, in zona mista al termine della mass start femminile di biathlon ad Anterselva per i Giochi di Milano-Cortina.
Trentesima medaglia per l’Italia ai Giochi di Milano Cortina. Andrea Giovannini ha vinto la medaglia di bronzo nella mass start di pattinaggio di velocità. L’oro è andato all’olandese Jorrit Bergsma con 68 punti davanti al danese Viktor Thorup con 47. L’azzurro si piazza sul terzo gradino del podio con 21 punti. A seguire è in programma la finale della mass start femminile con protagonista Francesca Lollobrigida.
“Cosa ha rappresentato Dorothea Wierer? Emozionante prima di tutto, perché un’atleta come lei sappiamo quello che ha fatto per il biathlon in Italia. Io dico sempre che Doro ha fatto conoscere il biathlon in Italia, ha fatto innamorare tante persone del biathlon e quindi sicuramente per noi non è solo una grande atleta, ma è anche un grande personaggio che ci mancherà tanto negli anni futuri”. Così in zona mista il presidente della Fisi Flavio Roda al termine della mass start femminile di biathlon ai Giochi di Milano Cortina, ultima gara della carriera di Dorothea Wierer. “Un peccato che non abbia chiuso sul podio? Sì, quella forse è la cosa che dispiace di più perché al primo tiro ha ricucito tantissimo, è stata veramente brava, ma è stata brava ugualmente perché arrivare quinta direi che è un bel successo – ha concluso – Bisogna prenderla in questo modo, poi come dico in questo momento è un po’ più il dispiacere perché mancherà qualcosa veramente di importante”.
“Il mio futuro? Non ho ancora deciso, mi ero data una data di scadenza che era questa Olimpiade, dovevo arrivare qui al mio meglio. Il mio obiettivo era fare l’oro, ci sono riuscita, per il mio futuro deciderò questa primavera. Mi prendo molte ferie per fare una cosa introspettiva dentro me stessa. Sono stati due anni difficili, è stato molto difficile arrivare fino qui. Ho bisogno di staccare”. Così Lisa Vittozzi in zona mista al termine della mass start femminile di biathlon ai Giochi di Milano Cortina. “Oggi stavo abbastanza bene, purtroppo non ero così precisa come al solito, questo mi ha portato a essere fuori gara dall’inizio, diciamo che dopo i due poligoni anche se ho sbagliato ero comunque in lotta per le medaglie. Nell’ultimo poligono poi ho fatto all in e non è andata bene – ha aggiunto l’azzurra analizzando la sua gara chiusa al 18° posto – Io portabandiera nella cerimonia di chiusura a Verona? Ero abbastanza incredula, non mi è mai capitato di esser selezionata per qualcosa di così importante, è stato molto emozionante, non vedo l’ora di godermelo. Se verrà la mia famiglia? Penso lo abbiano scoperto sui social, non potevo dirlo a nessuno, non so se verranno”. A chi le chiede se avverta più responsabilità dopo il ritiro di Wierer, Vittozzi replica che “penso di aver vinto abbastanza, spero che ci sia qualcun altro che venga su che non siamo sempre i soliti a portare a casa le medaglie. Quello che ha fatto Doro è stato sempre di ispirazione per chi veniva dopo, spero che possano crescere altri ragazzi e ragazze che prendano il testimone – ha concluso – Anche perché del mio futuro non so”.
“Nelle prossime settimane saremo un po’ impegnate, poi spero che troveremo tempo e modo di andare un po’ in vacanza. Siamo qui dal primo febbraio, è stato un mese lungo e impegnativo sia mentalmente che fisicamente. Poi per il futuro daremo tempo al tempo”. Lo ha detto la pattinatrice azzurra Arianna Fontana, a margine della sua visita a Casa Italia, a chi le chiedeva cosa immaginava per il suo futuro sportivo. Tra le considerazioni della pattinatrice azzurra, anche un pensiero per il pubblico che in queste settimane ha incoraggiato tutta la squadra italiana nelle gare al Forum: “Il pubblico è stato il protagonista di questa olimpiade, anche tanti risultati sono arrivati grazie a questa spinta in più. Sono stati una spinta di energia in più ogni volta che si entrava sul ghiaccio. Nonostante tanti stranieri i nostri si sono fatti sentire”.
Dorothea Wierer “ha fatto la storia del biathlon italiano. E’ una leggenda per tutti ma per la nostra squadra rappresenta qualcosa di unico. Se siamo oggi qua, con l’attenzione che abbiamo, in gran parte è merito suo”. Lo ha detto in zona mista il dt della nazionale italiana Klaus Hoellrigl al termine della mass start femminile di biathlon ai Giochi di Milano Cortina, ultima gara in carriera di Dorothea Wierer. “Le condizioni di Giacomel? Sta facendo degli accertamenti, sta benissimo, il resto si vedrà, non so dare altre informazioni”, ha aggiunto.
“Sono ancora viva, ma un po’ acciaccata. Ho visto che avevo due taglietti sia sulla schiena che sulla chiappa destra, ma niente di serio. Riguardo la caduta con la polacca mi è andata molto meglio rispetto a lei. Spero che stia bene. Va bene che era l’ultima gara, è stata una giornata in salite, ma ripensando a tutto quando, alle finali, alle medaglie sia individuali che nelle staffette, non potevo chiedere di meglio”. Lo ha detto la pattinatrice azzurra Arianna Fontana a margine della sua visita a Casa Italia. A chi le chiedeva se, visto l’incidente occorso alla Kamila Sellier, fosse necessario introdurre l’obbligo della visiera sul casco, Fontana ha risposto: “Sicuramente la visiera potrebbe aiutare molto, forse è una cosa che introdurranno di più. E già tanto che un paio di anni fa hanno introdotto l’uso obbligatorio degli occhiali, però alla fine abbiamo dei coltelli ai pieni è il rischio del mestiero lo sappiamo ma spero trovino un modo per rendere tutto più sicuro”.
“Non ero partito con aspettative di vincere, facevo fatica a girare sulla pista, poi si sono combinate tutte le cose. Eravamo molto veloci anche con i materiali. Il meteo ha stravolto la gara, ogni giro dovevi adattarti, capire cosa fare. Bisognava restare lucidi e intelligenti e questo ha fatto la differenza. Meglio di così non poteva andare, primo uno due in assoluto e lo abbiamo fatto alle Olimpiadi”, Così Simone Deromedis, oro nello ski cross ai Giochi di Milano Cortina. “E’ la massima aspirazione vincere a casa, davanti al tuo pubblico, Questa è stata una spinta extra. Non ti capota più. Si sono abbinati tutti gli astri”, ha aggiunto, “Sono felice per Federico (Tomasoni, ndr) . Quello che ha passato lui non è facile. E’ stato un grande e un duro. Ci sono stati periodi bui, non ha mollato e questa medaglia se la merita tutta. Il destino ti fa fare alti e bassi. Il suo podio non è una casualità, è il karma che gira e sono felice per lui”, ha aggiunto. “Il peso motore su una pista così ampia piuttosto pianeggiante fa la sua parte ma ha fatto al sua parte anche la sciolina , avere un materiale performante ha fatto la differenza”, ha concluso.
“Le favole e queste storie qua a volte esistono, ho portato questo sole su casco, con il cuore e con le gambe. Era da una settimana che immaginavo questo mmento e ci vorrà un po’ di tempo per realizzare”. Così Federico Tomasoni, argento nello ski cross ai giochi di Milano Cortina, dietro a Simone Deromedis. L’atleta bergamasco, è nato a Castione delle Presolana, ed era fidanzato con la ventenne Lorenzi morta in allenamento dopo una terribile caduta. E il sole è il simbolo della fondazione a lei dedicata: Matildina4Safety. “Meglio di così non potevano fare, è stata una cosa incredibile, è un sogno. Questo doppio podio darà sicuramente una botta al movimento. Più di così non si poteva fare”, ha aggiunto. Sul suo casco c’è un sole che per lui ha un simbolo speciale.
“Doppio colpo a Livigno e ci ritroviamo a 29! Simone Deromedis e Federico Tomasoni trasformano i sogni in realtà, domando gli avversari, la pista e la bufera di neve, conquistando un fantastico oro e un meraviglioso argento nello ski cross che fanno la storia e ci rendono orgogliosi! Simone che va in fuga dall’inizio alla fine, addomesticando gobbe, salti e curve e Federico che non tradisce la caparbietà bergamasca con la quale strappa un argento al fotofinish! 90 secondi infiniti, di adrenalina pura, vissuti in apnea, per festeggiare un’altra prima volta che mette il sigillo azzurro anche in questa disciplina e accenderà nuove passioni nelle giovani generazioni. Nostalgia di futuro!”. Lo scrive in un post su X il ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi.
“Ci siamo divertiti nonostante la fatica e la pressione un po’ di questa giornata. Gara complicata? Per quanto mi riguarda no, non abbiamo commesso errori, abbiamo corso come sappiamo correre, dimostrato sul campo quello che valiamo alla fine e non abbiamo nulla da recriminarci, Abbiamo corso senza sbavature. L’unica piccola pecca per quanto mi riguarda è stata la prima salita. Mi sono forse lasciato trascinare un po’ troppo emotivamente da quelli che erano i miei avversari in quel momento e forse mi sono un attimo bruciato la gamba per poi affrontare il secondo giro. Ma fa parte della gara”. Così Michele Boscacci che in coppia con Alba De Silvestro ha chiuso al quinto pposto la prova di mixed relay di sci alpinismo. “Non ho niente da recriminarmi. Sono contenta di come è andata la mia gara. Ci sarebbe piaciuto prendere una medaglia, però alla fine penso di averla gestita bene. Posso aver sbagliato forse mezzo cambio, ma sono arrivata qui preparata, serena e tranquilla. Ho fatto il mio”, ha aggiunto Alba De Silvestro. “L’esperienza è stata positiva, bello essere qui per questa due giorni di gare a Bormio per questo debutto olimpico dello sci alpinismo. I valori in campo si sono rispecchiati, i più forti hanno vinto e non ci sono stati colpi di scena strani. Una medaglia? All’Olimpiade non si viene per partecipare. Valgono le medaglie e purtroppo sono solamente tre. Noi abbiamo provato a fare di tutto per riuscire ad aggiudicarcene una. Il format? Questo è un punto di partenza e non di arrivo. Come tutte le cose, bisogna pur partire da qualcosa e si spera che comunque questo punto di partenza si evolva in positivo”, ha concluso Boscacci.
Niente medaglia per l’Italia nella mass start femminile che ha chiuso il programma del biathlon ai Giochi di Milano Cortina. Dorothea Wierer, all’ultima gara in carriera, si è piazzata quinta con due errori al poligono nella fase centrale della mass start. Più indietro Lisa Vittozzi, solo diciottesima e mai nel giro della lotta per le medaglie dopo aver commesso quattro errori al tiro. La medaglia d’oro è andata alla francese Oceane Michelon davanti alla connazionale Julia Simon. Bronzo alla ceca Tereza Vobornikova, in testa per buona parte della gara.
“Una vittoria mai in discussione condotta con autorità dal primo all’ultimo metro. Una giornata che ha visto il nostro atleta sempre in prima posizione dalle gare eliminatorie fino alla finale. Nella gara più importante della sua carriera Simone Deromedis ha imposto il suo talento su tutti gli avversari e fornito una lezione di tecnica e classe che senza dubbio sarà di stimolo per tanti giovani che si avvicinano allo sci. Dalla giunta provinciale le nostre più vive congratulazioni al nuovo campione olimpico per aver regalato al Trentino la terza medaglia d’oro, la prima in una gara individuale”. Così il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, commentando l’oro conquistato nello skicross dal trentino di Predaia, Simone Deromedis.
Tripletta della Norvegia nella 50 km di sci di fondo in tecnica classica. Con Johannes Klaebo che oggi, sul circuito olimpico dello stadio del lago di Tesero, è entrato nella leggenda: sei ori in altrettante competizioni in un’unica Olimpiade. Argento per Martin Nyenget e bronzo per Emil Iversen. I tre norvegesi, con gli stessi sci per tutta la gara senza dunque usufruire del cambio previsto dal regolamento, hanno imposto il loro impressionante ritmo fin dal termine del primo giro sfilacciando via via il gruppo. Prima il francese Victor Lovera e poi il russo Savelii Korostelev, che gareggia sotto la bandiera degli atleti individuali neutrali, hanno tentato di stare al passo degli scandinavi senza però riuscire a impensierire il terzetto in fuga. Buona prestazione degli italiani che, dopo il forfait dell’ultimo momento per influenza Federico Pellegrino, hanno cercato di non perdere il contatto con il gruppo dei migliori. Il primo degli azzurri al traguardo, con un distacco di 8.05 è Simone Daprà giunto 18esimo.
Patrick Baumgartner risale e chiude al quinto posto la prima giornata di gara nella sfida olimpica del bob a 4 sulla pista Eugenio Monti del Cortina Sliding Centre: settimo dopo la prima run, l’equipaggio azzurro composto anche da Lorenzo Bilotti, Eric Fantazzini e Robert Mircea ha saputo risalire di due posizioni nella seconda discesa di giornata, giungendo al giro di boa con un gap di 78 centesimi di secondo sul tedesco Johannes Lochner. Già oro nel due, Lochner con 1’48″61 guida la classifica dopo due discese con 0″43 di margine sul connazionale Francesco Friedrich, mentre l’altro tedesco Adam Ammour trova a sua volta la via della rimonta e si assesta al terzo posto provvisorio a 0″71. Quarto è quindi lo svizzero Vogt a 0″71, con Baumgartner quinto a 0″78 che vede il podio a soli 19 centesimi di distanza. Alle spalle dell’azzurro c’è l’altro elvetico Follador a 0″76, con il britannico Hall settimo a 0″82. Domani sono in programma le due run conclusive, alle 10 e alle 12.15.
Nessun viaggio in Italia per Donald Trump in coincidenza con la fine delle Olimpiadi. Nei giorni scorsi era stato ipotizzato che il presidente Usa potesse arrivare in Italia per assistere alla finale di hockey maschile se gli Stati Uniti vi avessero avuto accesso ma, nonostante ieri la squadra a stelle e strisce abbia vinto la semifinale, nell’agenda ufficiale di Trump per sabato e domenica non compare nessuna tappa in Italia. Il programma per oggi prevede una serie di incontri alla Casa Bianca a Washington. Anche la mattinata locale di domenica è in programma alla Casa Bianca per Trump.
Storica doppietta azzurra nello ski cross ai Giochi di Milano Cortina. Simone Deromedis e Federico Tomasoni hanno conquistato la medaglia d’oro e d’argento portando a 29 i podi azzurri in questa edizione, con dieci ori consolidando il terzo posto nel medagliere. Deromedis è scattato subito in testa non mettendo mai in pericolo la prima posizione mentre Tomasoni con una rimonta magistrale nel finale ha strappato al fotofinish la seconda piazza allo svizzero Alex Fiva che si è dovuto accontentare del bronzo.
Attimi di paura nel corso della seconda manche del bob a 4 ai Giochi di Milano Cortina. L’equipaggio austriaco infatti si è ribaltato e la gara è stata interrotta per permettere di soccorrere il pilota Jacob Mandlbauer, rimasto all’interno della pista ‘Eugenio Monti’ mentre i compagni sono usciti autonomamente. L’atleta 27enne è stato portato via in ospedale ma è comunque cosciente.
Simone Deromedis e Federico Tomasoni accedono alle finali dello ski cross ai Giochi di Milano Cortina. I due azzurri dominano la prima semifinale segnando subito un gap sugli avversari, il francese Terence Tchknavorian e il tedesco Florian Wilmsmann, che non riescono mai a rientrare in gara. Finale a quattro alle 13.10 e dunque per l’Italia almeno una medaglia è sicura.
Simone Deromedis e Federico Tomasoni accedono alle semifinali dello ski cross i Giochi di Milano Cortina. I due azzurri, nella prima batteria dei quarti, hanno preceduto l’altro azzurro Dominik Zuech e il canadese Reece Howden, il favorito della gara che si presentava ai Giochi con quattro vittorie stagionali in Coppa del Mondo. Le semifinali in programma alle 12.54.
“È importante che le Olimpiadi sollevino il problema e mi pare che sia successo: si sta facendo una riflessione su come fare in modo di continuare ad avere le piste di ghiaccio. Lato Coni ci sarà sempre questo sprone a investire sull’impiantistica”. Lo ha detto Carlo Mornati, segretario generale del Coni e capo missione a Milano Cortina 2026, nel corso di una conferenza stampa.
Gli azzurri Simone Deromedis, Dominik Zuech e Federico Tomasoni si sono qualificati per i quarti nello ski cross ai Giochi di Milano Cortina. Deromedis ha vinto la sua batteria davanti a Zuech, terzo ed eliminato Edoardo Zorzi. Tomasoni ha chiuso la sua batteria conquistando il secondo posto. I quarti in programma alle 12.35.
“L’età media è lo specchio della nostra società. L’Italia è il secondo Paese più vecchio al mondo dietro il Giappone e la prima vittima è il mondo dello sport. Oggi facciamo risultati nettamente migliori con un campione umano più ridotto rispetto al passato: rispetto al 1996 abbiamo 4,5 milioni di giovani in meno fra i 18 e i 30 anni. C’è un approccio tecnico superiore alla media, il nostro è un artigianato di eccellenza. In altri Paesi, che sono potenze industriali, c’è magari un approccio tecnico mediocre ma per la legge dei grandi numeri qualche campione esce. Noi oggi lavoriamo nel brevissimo termine, ma serve un cambio di mentalità, lo sport bisogna iniziare a farlo a scuola, all’interno dei piani didattici come nei Paesi anglosassoni. Altrimenti diventa complicato e prima o poi questi risultati andranno a ridursi. Questo governo ha preso coscienza della reale situazione di quello che si può fare, la scuola deve capire il grande beneficio che deve dare al sistema sportivo”. Lo ha detto Carlo Mornati, segretario generale del CONI e capo missione a Milano Cortina 2026, nel corso di una conferenza stampa. “Negli ultimi 12 anni abbiamo spinto molto a investire nei settori giovanili, il decremento demografico si fa sentire ma i risultati sono dalla nostra parte: aver vinto il medagliere dei Giochi Giovanili Invernali di Gangwon di due anni fa significa che c’è del fieno in cascina. Nelle Federazioni c’è piena consapevolezza che senza investire nei settori giovanili ci sarà una ricaduta nel breve termine. È chiaro che sostituire dei mostri sacri è difficile ma ci sono le premesse per continuare con un alto livello competitivo in tutte le discipline”, ha concluso Mornati.
“Oggi a un giorno dalla fine dei Giochi possiamo dire che la squadra” italiana a Milano Cortina 2026, “è la più forte di sempre, e hanno capitalizzato la loro forza con questo numero di medaglie. Avevamo 230 atleti presenti, in 16 discipline, abbiamo partecipato a 106 gare, conquistato 27 medaglie fin ora; 43 atleti si sono posizionati dal quarto all’ottavo posto, 94 atleti hanno partecipato a una finale, siamo andati a medaglia in 10 discipline”. Lo ha detto Carlo Mornati, segretario generale del Coni e capo missione a Milano Cortina 2026, nel corso di una conferenza stampa. “Ci presentavamo qui con 63 gare ipotetiche da medaglia, alle Olimpiadi vincono quelli che stanno in perimetro agonistico definito, non c’è nessuna di queste 27 medaglie che non era prevista. Il Coni ha 1,12 milioni di euro in borse di studio e 6,24 milioni di euro in premi. Siamo molto contenti. Dietro quello che leggiamo come un numero asettico c’è una preparazione che arriva da lontano. La finalizzazione è molto più difficile alle Olimpiadi perché richiede uno spirito di adattabilità maggiore, vince chi si adatta meglio, spesso la prestazione tecnica è più bassa ma ha maggiore spirito di adattabilità”, ha spiegato Mornati.
Non sarà una 50 chilometri ‘normale’ quella che si disputa oggi a partire dalle 11 sul circuito olimpico del lago di Tesero. La super classica di sci di fondo, che chiude in campo maschile i primi Giochi invernali in val di Fiemme, sarà campo di gara per il norvegese Johannes Klaebo che è a un passo dalla leggenda. Se vincerà sarà il primo atleta a mettersi al collo sei ori in altrettante competizioni in un’unica Olimpiade.
Per gli azzurri l’obiettivo è stare incollati alle code dei favoriti e dunque non sono escluse sorprese. In lizza per il podio anche la Francia, che si affida all’emergente Mathis Desloges e all’esperienza di Hugo Lapalus, e la Finlandia con lo specialista della disciplina Iivo Niskanen. Da non sottovalutare lo statunitense Gus Schumacher e il britannico Andrew Musgrave, grandi interpreti delle lunghe distanze.
“”27″ ghiacciata!!! La spettacolare staffetta azzurra short track con Pietro Sighel, Thomas Nadalini, Luca Spechenhauser e Andrea Cassinelli vince il bronzo nei 5000m per un à pattino! Una gara elettrizzante, intensa, con improvvisi cambi di ritmo e colpi di scena, adrenalina pura e un tifo che ha fatto tremare gli spalti della Milano Ice Skating Arena! L’Italia ancora una volta c’è e ha dimostrato di saper conquistare la gloria del podio! I nostri ragazzi e le nostre atlete ci hanno fatto innamorare dello short track e delle altre discipline su ghiaccio. Adesso sta a noi contribuire a realizzare impianti dedicati, partendo da Milano, a Rho Fiera, passando per Roma e arrivando in altre grandi città. È tempo di eredità dei Giochi”. Lo scrive sui social il ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi.
Gli azzurri Dominik Zuech e Simone Deromedis hanno ottenuto l’ottavo e il nono tempo nel seeding di ski cross ai Giochi di Milano Cortina. Il seeding la fase di qualificazione cronometrata individuale che serve a determinare il tabellone delle batterie a eliminazione diretta. Il miglior crono lo ha fatto segnare il canadese Reece Howden con 1’06″13. Diciassettesimo e venticinquesimo posto per gli altri due azzurri in gara, Federico Tomasoni ed Edoardo Zorzi. Gli ottavi di finale sono in programma alle 12.

