Iran, Teheran respinge il secondo round di negoziati con gli Usa: “Richieste eccessive” – La diretta

Iran, Teheran respinge il secondo round di negoziati con gli Usa: “Richieste eccessive” – La diretta
Donald Trump (AP Photo/Matt Rourke)

Si ipotizzava un altro incontro entro venerdì a Islamabad. Intanto lo Stretto di Hormuz è nuovamente chiuso.

È durata poche ore la riapertura dello Stretto di Hormuz. L’Iran ha ordinato una nuova chiusura a fronte del blocco navale degli Stati Uniti e i Pasdaran hanno avvertito che qualsiasi imbarcazione che si sposti dal suo ancoraggio, nel Golfo Persico o nel Mar d’Oman verso lo Stretto, sarà considerata come collaboratrice del nemico e potrà essere presa di mira. Subito dopo un alto funzionario Usa ha dichiarato ad Axios che, a meno di una svolta nei colloqui di pace, la guerra potrebbe riprendere entro pochi giorni. Intanto Donald Trump torna a parlare ed elogiare Israele, definito un “grande alleato” “a differenza di altri”.

Guerra in Medio Oriente – La diretta di oggi domenica 19 aprile
Inizio diretta: 19/04/26 07:00
Fine diretta: 19/04/26 23:00
Emirati chiedono sostegno finanziario a Usa

Gli Emirati Arabi Uniti hanno avviato colloqui con gli Stati Uniti per ottenere un sostegno finanziario nel caso in cui la guerra con l’Iran dovesse far precipitare il ricco stato del Golfo Persico in una crisi ancora più profonda. Lo hanno riferito funzionari statunitensi al Wall Strett Journal, secondo cui, la scorsa settimana il governatore della Banca Centrale degli Emirati Arabi Uniti, Khaled Mohamed Balama, ha sollevato l’idea di una linea di swap valutario con il Segretario del Tesoro Scott Bessent e con funzionari del Tesoro e della Federal Reserve durante alcuni incontri a Washington. Gli Emirati hanno sottolineato di aver finora evitato le peggiori conseguenze economiche del conflitto, ma di poter comunque aver bisogno di un sostegno finanziario. 

Compagnia francese conferma: "Nostra nave presa di mira a Hormuz"

La compagnia di navigazione francese CMA CGM ha dichiarato che una delle navi prese di mira da colpi d’arma da fuoco nello Stretto di Hormuz ieri appartiene alla sua flotta, descrivendo l’incidente come “colpi di avvertimento”. L’incidente ha coinvolto la CMA CGM Everglade, una nave portacontainer battente bandiera francese. Secondo l’IMO, la nave è stata danneggiata a nord di Kumzar, in Oman, ma non sono stati segnalati inquinamento né feriti. Trump aveva in precedenza affermato che l’Iran aveva aperto il fuoco contro navi francesi e britanniche nello Stretto di Hormuz. 

Trump: "Esercito Usa ha abbordato nave iraniana in Golfo Oman"

“Oggi, una nave cargo battente bandiera iraniana di nome Touska, lunga quasi 275 metri e con un peso pari quasi a quello di una portaerei, ha tentato di superare il nostro blocco navale, ma le cose non sono andate bene per loro. Il cacciatorpediniere lanciamissili della Marina degli Stati Uniti USS Spruance ha intercettato la Touska nel Golfo di Oman e le ha intimato chiaramente di fermarsi. L’equipaggio iraniano si è rifiutato di obbedire, quindi la nostra nave da guerra li ha bloccati sul posto aprendo un varco nella sala macchine. Al momento, i Marines statunitensi hanno il controllo della nave”. È quanto fa sapere in un post sul social Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “La Touska è soggetta a sanzioni degli Stati Uniti a causa dei suoi precedenti di attività illegali”, aggiunge, “abbiamo il pieno controllo della nave e stiamo verificando cosa c’è a bordo!”.

Irna: "Da Usa gioco mediatico per fare pressione su Teheran"

L’agenzia di stampa della Repubblica islamica dell’Iran (Irna) ha accusato gli Stati Uniti di condurre un “gioco mediatico” per “fare pressione sull’Iran” e ha aggiunto che “non vi è alcuna chiara prospettiva di negoziati fruttuosi”. 

Telefonata tra Pezeshkian e premier Pakistan

L’ufficio del primo ministro pakistano ha annunciato in un comunicato che Shehbaz Sharif ha avuto una conversazione telefonica con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. La telefonata, durata 45 minuti, ha incluso un “approfondito scambio di opinioni sulla situazione attuale nella regione”. Shehbaz Sharif ha ringraziato Masoud Pezhakian per aver inviato una delegazione a Islamabad per i colloqui all’inizio di questo mese. Lo riporta Bbc Persian. Sharif ha inoltre sottolineato che il Paese “rimarrà pienamente impegnato nei suoi sforzi sinceri e costruttivi per promuovere la pace e la sicurezza regionale”. 

Trump: "Definita idea alla base di accordo, ottime possibilità"

Su una probabile intesa con l’Iran “l’idea alla base dell’accordo è definita. Credo che abbiamo ottime possibilità di portarlo a termine”. Lo ha dichiarato il presidnete degli Stati Uniti Donald Trump, secondo quanto riportato da Axios.

L'esercito del Regno Unito: "La situazione nello Stretto di Hormuz è critica"

L’esercito del Regno Unito ha dichiarato che la situazione nello Stretto di Hormuz e nel Golfo Persico è “critica”. Il centro operativo per le operazioni commerciali marittime del Regno Unito (Ukmto), gestito dalle forze armate, ha segnalato “un elevato livello di attività da parte delle forze navali nella regione”. Si afferma che esiste un “rischio di attacco o di errore di valutazione” nel corso d’acqua.

Media, per Teheran da Usa richieste eccessive e contraddizioni

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale Irna, l’Iran ha respinto la partecipazione a un secondo round di colloqui di pace a causa delle “richieste eccessive di Washington, delle aspettative irrealistiche, dei continui cambiamenti di posizione, delle ripetute contraddizioni e del blocco navale in corso, che considera una violazione del cessate il fuoco”.

Media, Teheran respinge il secondo round di colloqui con gli Usa

L’Iran ha respinto la partecipazione al secondo round di colloqui con gli Stati Uniti, secondo quanto riportato dall’agenzia Irna.

Media, attacco israeliano uccide un uomo a Gaza

Secondo fonti mediche citate dall’agenzia palestinese Wafa, un attacco di droni israeliani ha ucciso un palestinese e ferito diverse altre persone nella Striscia di Gaza centrale. Il raid ha preso di mira una motocicletta in via Salah al-Din, a nord-est del campo profughi di Nuseirat, e rappresenta l’ennesima violazione del cessate il fuoco da parte di Israele a Gaza. I medici dell’ospedale al-Awda hanno riferito che Ayman Khaled Abu Hasna, di 38 anni, è rimasto ucciso nell’attacco, mentre diversi passanti sono rimasti feriti e sono stati trasportati in ospedale per le cure. Dal cessate il fuoco dell’11 ottobre, secondo le autorità, 775 persone sono state uccise a Gaza e 2.171 ferite.

L'Idf pubblica mappa con territori nel sud del Libano sotto il suo controllo

Per la prima volta, l’esercito israeliano (Idf) ha pubblicato una mappa della sua nuova linea di schieramento all’interno del Libano, che mostra decine di villaggi libanesi evacuati a seguito degli sfollamenti forzati da parte degli israeliani sotto occupazione. Estendendosi da est a ovest, la linea di dispiegamento sulla mappa si addentra per 5-10 km nel territorio libanese, partendo dal confine con Israele. Quest’area è quella in cui Israele ha dichiarato di voler creare una ‘zona cuscinetto’. Lo riporta Al Jazeera. “Cinque divisioni, insieme alle forze della Marina israeliana, stanno operando simultaneamente a sud della linea di difesa avanzata nel Libano meridionale al fine di smantellare le infrastrutture terroristiche di Hezbollah e prevenire minacce dirette alle comunità nel nord di Israele”, ha affermato l’Idf in un comunicato che accompagna la mappa.

Netanyahu: "L'perazione Israele-Usa non è ancora finita"

L’azione congiunta tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran “non è ancora finita”. Lo ha affermato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un discorso tenuto insieme al Presidente argentino Javier Milei, in visita nel Paese. Lo riporta il Times of Israel. “Ogni momento potrebbe portarci nuovi sviluppi”, ha aggiunto Netanyahu, “chissà cosa ci riserverà il domani o dopodomani”. Netanyahu ha infine assicurato che gli Stati Uniti e Israele “raggiungeranno i loro obiettivi e porteranno più speranza e più luce ai popoli liberi del mondo”.

Media, Teheran non ha ancora deciso se partecipare ai prossimi negoziati

L’agenzia di stampa Fars, vicina alle istituzioni di sicurezza e militari iraniane, ha citato “alcune fonti interne all’Iran” secondo le quali Teheran “non ha ancora deciso se partecipare o meno al prossimo round di negoziati e l’atmosfera generale non può essere considerata molto positiva”. Un’altra fonte ha aggiunto che “se Vance non sarà presente ai negoziati, un alto funzionario come Ghalibaf non farà sicuramente parte della squadra negoziale”.

Due navi da crociera hanno attraversato lo Stretto di Hormuz

Tui Cruises ha annunciato oggi che due delle sue navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. In una dichiarazione pubblicata sul proprio sito web, la società ha affermato di aver ricevuto i permessi necessari dalle autorità competenti. Le navi si dirigeranno ora rapidamente verso il Mar Mediterraneo. La compagnia di crociere ha precisato che tutti i passeggeri a bordo delle navi erano già stati rimpatriati e che entrambe le imbarcazioni operavano con equipaggi ridotti. Lo riporta Bbc Persian.

Il segretario dell'Energia Usa: "I negoziati stanno andando bene"

Il segretario all’Energia americano, Chris Wright, ha affermato che Stati Uniti e Iran “non sono poi così lontani da un accordo”. “Sono in corso negoziati con gli iraniani e, nonostante quello che si sente dire in pubblico, credo che stiano effettivamente andando bene”, ha affermato Wright a ‘Fox News Sunday’. Wright ha aggiunto che Trump è “un negoziatore creativo” che usa “la pressione in modi diversi, usa l’incertezza in modi diversi”. “Credo che avremo una conclusione positiva di questo conflitto”, ha previsto Wright, sottolineando che la ripresa delle spedizioni “richiederà tempo, ma probabilmente non troppo” una volta riaperto lo Stretto di Hormuz.

Casa Bianca: "Vance parteciperà ai prossimi colloqui in Pakistan"

Nonostante quanto affermato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il vicepresidente JD Vance parteciperà al prossimo round di colloqui con l’Iran in Pakistan insieme all’inviato speciale Steve Witkoff e al genero del presidente Jared Kushner. Lo ha comunicato la Casa Bianca alla Cnn.

Media, delegazione di Teheran a colloqui solo con la fine del blocco navale

L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito che la delegazione negoziale della Repubblica Islamica non si recherà in Pakistan per incontrare la delegazione degli Stati Uniti “finché continuerà il blocco navale” nello Stretto di Hormuz.

“Secondo informazioni ottenute da un giornalista di Tasnim, lo scambio di messaggi tra Iran e Stati Uniti tramite un intermediario pakistano è continuato nei giorni scorsi, dopo la conclusione del primo round di negoziati”, ha scritto l’agenzia iraniana, “la delegazione iraniana ha sottolineato che non ci saranno negoziati finché rimarrà in vigore l’annuncio di Trump di un blocco navale contro l’Iran”.

Bonelli (AVS): "No a missioni a sostegno della guerra di Trump"
Roma - Camera dei Deputati, voto finale conversine DL infrastrutture

“L’invio di navi militari italiane nello Stretto di Hormuz, lo ribadiamo con forza, può avvenire solo sotto l’egida dell’ONU e con l’obiettivo di ripristinare il diritto internazionale. La proposta di mandare navi militari nello Stretto di Hormuz si sta delineando come un sostegno alla guerra di Trump e Netanyahu, per fare ciò che gli USA chiedono da tempo, ovvero un aiuto militare per liberare lo stretto. La Germania si è sfilata perché, correttamente, chiede che l’intervento sia sotto l’egida dell’ONU”. Così Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde. “La proposta avanzata in queste ore appare invece come un soccorso a una guerra già in atto, un’escalation alimentata da decisioni unilaterali che hanno riportato indietro ogni percorso diplomatico. L’altalena drammatica provocata dagli Stati Uniti, tra chiusura dei porti e segnali contraddittori sul negoziato con l’Iran, sta destabilizzando l’intera area e mettendo a rischio la sicurezza globale”. “Per questo chiediamo che il Parlamento sia pienamente coinvolto e che si esprima con chiarezza: nessuna missione militare senza un mandato ONU e senza una tregua reale e duratura. Non servono operazioni che coprano scelte di guerra, ma un’iniziativa politica e diplomatica forte per fermare il conflitto e ridare centralità al diritto internazionale e all’ONU”, conclude Bonelli. 

Colloqui Islamabad-Teheran in vista di un nuovo round di negoziati

Il ministro degli Esteri pakistano Mohammad Ishaq Dar ha parlato telefonicamente con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi oggi, in vista del nuovo round di negoziati a Islamabad tra Stati Uniti e Iran. Il ministero degli Esteri pakistano ha fatto sapere che Dar ha discusso con Araghchi “della necessità di un dialogo e di un impegno continui, essenziali per risolvere al più presto le questioni attuali”. Secondo il ministero, il presidente iraniano parlerà telefonicamente con il primo ministro pakistano nel corso della giornata di oggi.

Martedì Macron riceve il premier del Libano Salam all'Eliseo

Il presidente francese Emmanuel Macron martedì riceverà il premier libanese Nawaf Salam al Palazzo dell’Eliseo. Lo si legge in una nota. Di fronte alle persistenti tensioni nel Vicino e Medio Oriente, la visita, viene spiegato, rappresenterà per il capo di Stato francese l’opportunità di ribadire il suo impegno per il pieno rispetto del cessate il fuoco in Libano, il sostegno della Francia all’integrità territoriale del Paese e le azioni intraprese dallo Stato libanese per garantire la piena sovranità e il monopolio sulle armi. Questa, viene sottolineato, è l’unica via per un Libano stabile e in pace con i suoi vicini. L’incontro fa seguito alla visita a Parigi del premier libanese lo scorso gennaio e ai regolari scambi tra i due Paesi. I due leader discuteranno anche del sostegno umanitario alle popolazioni sfollate e della prosecuzione delle riforme economiche e finanziarie essenziali per consolidare la sovranità del Libano, la sua ricostruzione e il ripristino della sua prosperità in un periodo di crescenti difficoltà. Infine, si scambieranno opinioni sulla situazione regionale e riaffermeranno il loro impegno per i principi di pace, diplomazia, stabilità duratura e sicurezza nella regione. A seguito dell’inaccettabile attacco perpetrato contro quattro dei nostri soldati dell’Unifil, che ha causato la morte del sergente maggiore Florian Montorio, il Macron chiederà alle autorità libanesi di indagare a fondo sull’attacco e di identificare e perseguire senza indugio i responsabili. I soldati dell’Unifil, che svolgono le loro missioni in condizioni difficili e supportano la consegna di aiuti umanitari nel Libano meridionale, non devono in alcun caso, viene rimarcato, essere presi di mira.

Trump chiarisce: "Vance non andrà a Islamabad, motivi di sicurezza"

Il presidente Usa Donald Trump ha fatto sapere a Abc News che il suo vice JD Vance non si recherà in Pakistan per il secondo round di colloqui con l’Iran, come riportato invece in un primo momento dall’emittente Usa. Trump ha dichiarato che la sua delegazione arriverà a Islamabad lunedì sera per i colloqui, ma che i servizi segreti non erano riusciti a organizzare l’accompagnamento di Vance con così poco preavviso. “È solo per motivi di sicurezza”, ha detto Trump. “JD è fantastico”, ha aggiunto. Il capo della Casa Bianca aveva riferito in precedenza a Fox News e al New York Post che il suo inviato speciale Steve Witkoff e il genero Jared Kushner sarebbero andati in Pakistan. 

Media, delegazione di Teheran in arrivo martedì a Islamabad per i colloqui

Una delegazione iraniana arriverà in Pakistan martedì per il nuovo round colloqui con gli Stati Uniti, secondo fonti iraniane a conoscenza dei negoziati. Lo riporta la Cnn. Secondo quanto riferito, la delegazione sarà la medesima degli ultimi colloqui e dovrebbe quindi includere il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Gli iraniani si aspettano che mercoledì venga fatto un annuncio congiunto simbolico di una proroga del cessate il fuoco. Se poi tutto andrà per il meglio e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump accetterà di recarsi a Islamabad, lo farà anche il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e, a questo punto, si terrà un “incontro congiunto tra presidenti” in cui firmeranno una “dichiarazione di Islamabad” congiunta, hanno aggiunto le fonti. Non c’è ancora stata alcuna conferma ufficiale da parte di Teheran riguardo alla visita dei suoi negoziatori a Islamabad, dopo l’annuncio di Trump sull’invio di una delegazione.

Katz: "All'Idf ho ordinato di usare tutta la forza necessaria se minacciati dal Libano"

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che alle Forze di difesa israeliane (Idf) è stato ordinato di usare “tutta la forza” in Libano, anche durante il cessate il fuoco in corso, qualora le truppe israeliane dovessero trovarsi di fronte qualsiasi tipo di minaccia. “Il premier Benjamin Netanyahu e io abbiamo ordinato alle Idf di agire con tutta la forza, sia a terra sia in aria, anche durante il cessate il fuoco, al fine di proteggere i nostri soldati in Libano da qualsiasi minaccia”, ha affermato Katz durante un evento in Cisgiordania. Inoltre, ha fatto sapere che all’esercito è stato ordinato “di demolire le case nei villaggi [in prima linea] vicino al confine che fungevano a tutti gli effetti da avamposti terroristici di Hezbollah e minacciavano le comunità israeliane”. Lo riporta il Times of Israel.

Trump: "È l'ultima possibilità per Teheran"

Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato a Fox News che questa è “l’ultima possibilità” per l’Iran di accettare un accordo di pace. Trump ha anche affermato che non commetterà “lo stesso errore” dell’ex presidente Barack Obama, la cui amministrazione firmò l’accordo nucleare globale con l’Iran nel 2015.”Se l’Iran non firma questo accordo, l’intero Paese verrà distrutto”, ha avvertito Trump.

Teheran: "Il 'blocco' Usa è illegale e criminale, viola il cessate il fuoco"

“Il cosiddetto ‘blocco’ imposto dagli Stati Uniti ai porti e alle coste iraniane non solo viola il cessate il fuoco mediato dal Pakistan, ma è anche illegale e criminale. Viola l’articolo 2(4) della Carta delle Nazioni Unite e costituisce un atto di aggressione ai sensi dell’articolo 3(c) della Risoluzione 3314 (1974) dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che include esplicitamente il blocco dei porti o delle coste di uno Stato tra tali atti”. Lo scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei. “Inoltre, infliggendo deliberatamente una punizione collettiva alla popolazione iraniana, si configura come crimine di guerra e crimine contro l’umanità”, aggiunge.

Media, Vance a capo della delegazione Usa per i colloqui a Islamabad

Il vicepresidente Usa JD Vance sarà alla guida della delegazione americana al secondo round di colloqui di pace con l’Iran a Islamabad, in Pakistan. Lo ha riferito ad Abc News l’ambasciatore Usa presso le Nazioni Unite, Mike Waltz. Il team negoziale Usa si recherà domani in Pakistan, come ha fatto sapere poco fa Donald Trump, per riprendere i negoziati.

Trump: "Da Teheran grave violazione della tregua, ma l'accordo di pace ci sarà"

Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato ad ABC News che, nonostante l’Iran abbia commesso una “grave violazione” del cessate il fuoco, crede ancora di poter negoziare un accordo di pace. “Accadrà. In un modo o nell’altro. Con le buone o con le cattive. Accadrà. Potete citarmi”, ha detto Trump.

Trump: "Offriamo accordo equo, accettino o distruggeremo centrali e ponti"

“Stiamo offrendo un accordo molto equo e ragionevole, e spero che lo accettino perché, se non lo faranno, gli Stati Uniti distruggeranno ogni singola centrale elettrica e ogni singolo ponte in Iran. BASTA FARE IL SIGNOR GENTILE!”. Lo scrive su Truth il presidente Usa Donald Trump aggiungendo che “se non accetteranno l’ACCORDO, sarà un onore per me fare ciò che deve essere fatto, ciò che altri Presidenti avrebbero dovuto fare all’Iran negli ultimi 47 anni. È ORA CHE LA MACCHINA DI MORTE DELL’IRAN FINISCA!”, aggiunge.

Trump: "Ha violato accordo di cessate il fuoco"

“Ieri l’Iran ha deciso di sparare colpi di arma da fuoco nello Stretto di Hormuz, violando completamente il nostro accordo di cessate il fuoco! Molti proiettili erano diretti contro una nave francese e una nave mercantile del Regno Unito. Non è stato un bel gesto, vero?”. Lo scrive su Truth il presidente Usa Donald Trump. “L’Iran ha recentemente annunciato la chiusura dello Stretto, il che è strano, perché il nostro blocco lo ha già chiuso. Ci stanno aiutando senza saperlo, e sono loro a rimetterci con la chiusura del passaggio, 500 milioni di dollari al giorno! Gli Stati Uniti non perdono nulla. Anzi, molte navi sono dirette proprio ora verso gli Stati Uniti, in Texas, Louisiana e Alaska, per fare rifornimento, grazie al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, sempre pronto a fare il duro”, aggiunge.

Trump: "Domani i miei negoziatori a Islamabad per i colloqui"

“I miei rappresentanti si recheranno a Islamabad, in Pakistan, domani sera per i negoziati”. Lo scrive su Truth il presidente Usa Donald Trump.

In un’intervista rilasciata domenica al New York Post, Trump ha dichiarato che l’inviato speciale Steve Witkoff si recherà in Pakistan e che anche suo genero Jared Kushner sarà coinvolto. Secondo quanto riporta Associated Press, la Casa Bianca e l’ufficio del vicepresidente JD Vance, che ha guidato il primo ciclo di colloqui, non hanno risposto nell’immediato alle richieste di commento.

Il ministero della Scienza iraniano: "Ricollegheremo personale accademico a internet"

Il ministero della Scienza iraniano ha annunciato che il personale accademico verrà ricollegato a internet.Mehdi Abtahi, viceministro della Scienza e della Ricerca, ha dichiarato che un elenco di nomi di professori universitari è stato fornito al ministero delle Comunicazioni e che il collegamento verrà gradualmente ripristinato, secondo quanto riportato da BBC Persian.In Iran è in vigore un blocco di Internet imposto dal governo da 51 giorni, secondo il sito di monitoraggio NetBlocks. Attualmente, solo un piccolo gruppo di persone, noti come possessori di sim card bianche, insieme ad alcuni sostenitori del governo, ha accesso a Internet. Lo riporta Bbc Persian.

Le forze armate iraniane respingono due petroliere nello Stretto di Hormuz

Le forze armate iraniane hanno respinto due petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz dopo aver emesso degli avvertimenti, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Tasnin. Stando alle informazioni dell’agenzia, la decisione è stata presa a seguito del blocco marittimo statunitense imposto all’Iran. Le navi, battenti bandiera del Botswana e dell’Angola, sono state costrette a cambiare rotta dopo quello che l’agenzia ha definito un “transito non autorizzato” attraverso la strategica via navigabile. 

Pasdaran: "Stiamo ricostruendo munizioni durante cessate il fuoco"

L’Iran sta rifornendo le sue basi di lancio per missili e droni a una velocità superiore rispetto a prima dell’inizio della guerra. “A differenza dell’Iran, il nemico non è stato in grado di ricostituire le proprie munizioni durante il cessate il fuoco”, ha dichiarato Majid Mousavi, comandante delle forze aerospaziali delle Guardie Rivoluzionarie iraniane. “Durante il cessate il fuoco, la nostra velocità di ammodernamento e rifornimento delle basi di lancio per missili e droni è persino superiore a quella prebellica. Sappiamo che il nemico non è in grado di creare queste condizioni autonomamente ed è costretto a rifornirsi di munizioni dall’altra parte del mondo, a piccoli passi”, ha aggiunto Mousavi.”Hanno perso questa fase della guerra. Hanno perso lo Stretto [di Hormuz], il Libano e la regione”, ha precisato. Lo riporta Al Jazeera.

Il capo dell'esercito iraniano: "Affronteremo il nemico fino all'ultimo respiro"

Il capo dell’esercito iraniano, Amir Hatami, ha promesso di continuare a difendere “l’indipendenza, l’integrità territoriale e la sicurezza del Paese via terra, aria e mare”. Hatami ha affermato che l’esercito, insieme alle altre branche delle forze armate, rimane pronto ad affrontare “i nemici con decisione, potenziando al contempo le proprie capacità militari”. Le forze iraniane sono animate da uno spirito di sacrificio e di “jihad” e hanno promesso “un impegno incrollabile nella loro missione”. “Le nostre forze affronteranno il nemico fino all’ultimo respiro, con il dito sul grilletto, pronte allo scontro e al sacrificio”, ha dichiarato Hatami. Lo riporta Al Jazeera.

Papa: "Tregua in Libano è motivo di speranza"

“La tregua annunciata in Libano è motivo di speranza, e rappresenta un segno di sollievo per il popolo libanese e per il Levante”. Così Papa Leone al termine della messa al termine del Regina Caeli dopo la messa presieduta alla spianata di Kilamba, in Angola.

Bergamini: "FI sostiene l'impegno del governo per la riapertura di Hormuz"

“Forza Italia sostiene lo sforzo diplomatico del governo italiano per contribuire a riaprire lo stretto di Hormuz. L’80% delle merci nel mondo transita via mare. La sicurezza marittima dunque è una priorità assoluta”. Lo ha detto al Tg1 e al Tg2 Deborah Bergamini, vice segretaria nazionale di Forza Italia e responsabile del dipartimento Esteri del partito.

Turchia 'ottimista' su estensione del cessate il fuoco

La Turchia si è detta “ottimista” riguardo alla possibilità di prorogare il cessate il fuoco di due settimane tra Iran e Stati Uniti, in scadenza mercoledì. “Nessuno vuole che scoppi una nuova guerra alla scadenza del cessate il fuoco la prossima settimana. Speriamo che le parti proroghino il cessate il fuoco”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Hakan Fidan al Forum diplomatico di Antalya. “Spero che ci sarà una proroga. Sono ottimista”, ha aggiunto.

Sia l’Iran sia gli Stati Uniti hanno la volontà di continuare i colloqui per porre fine alla guerra, ma permangono diversi punti di disaccordo, ha dichiarato oggi il ministro Fidan. “Si trovano ora in una fase critica dei negoziati. La cosa positiva è che continuano a negoziare e che hanno la volontà di farlo”, ha affermato durante una conferenza stampa trasmessa dall’emittente pubblica turca Trt World, come riporta Cnn. Fidan ha aggiunto di aver incontrato i rappresentanti di Stati Uniti, Iran e Pakistan, che media i colloqui, per discutere di come la Turchia possa sostenerli. Fidan ha affermato che il cessate il fuoco di due settimane tra Iran e Stati Uniti dovrebbe essere prorogato per dare alle due parti più tempo per risolvere i punti critici. “Hanno una lunga lista di problemi da risolvere e sono ottimista sul fatto che saranno in grado di risolverli”, ha concluso.

Previsto in serata il rientro della salma del soldato Unifil francese ucciso in Libano

La salma del soldato francese dell’Unifil ucciso ieri nel sud del Libano sarà rimpatriata a Parigi questa sera, secondo quanto riferito alla Bbc dalla stessa Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil). Il presidente francese Emmanuel Macron ha accusato Hezbollah dell’uccisione del militare, avvenuta dopo un attacco alla pattuglia Unifil nella quale prestava servizio. Nell’aggiornamento di domenica, l’Unifil ha dichiarato che due degli altri tre caschi blu “gravemente feriti nell’attacco” sono ancora ricoverati a Beirut. Un terzo peacekeeper è in cura per “ferite di media gravità” in una struttura dell’Unifil nel sud del Libano. Hezbollah ha rilasciato una dichiarazione in cui nega ogni responsabilità per l’attacco, definendo le accuse “affrettate”.

Libano, Idf: uccisi 150 militanti di Hezbollah prima del cessate il fuoco

Secondo quanto riferito dall’esercito israeliano, oltre 150 militanti di Hezbollah, tra cui diversi comandanti, sono stati uccisi nei raid aerei israeliani il giorno prima dell’entrata in vigore del cessate il fuoco in Libano. Tra loro anche il comandante dell’area di Bint Jbeil, Ali Reda Abbas, e altri comandanti. Lo riporta il Times of Israel. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano di aver colpito giovedì circa 300 siti di Hezbollah, tra cui lanciarazzi, centri di comando e depositi di armi in tutto il Libano. 

Houthi: "Massima allerta per contrastare aggressioni contro il popolo"

Il generale Mohammed al-Atifi, ministro della Difesa del governo yemenita guidato dagli Houthi, ha dichiarato che il gruppo militante sostenuto dall’Iran è “in stato di massima allerta per contrastare qualsiasi aggressione contro il popolo yemenita”. Lo riporta Al Jazeera. “L’ultima ondata di conflitto con il nemico sionista e americano ha incarnato l’unità dei fronti e ha dimostrato l’efficacia delle operazioni militari dell’asse jihad e resistenza contro il nemico”, ha affermato al-Atifi in una dichiarazione.

Gli Houthi sono entrati formalmente nella guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran alla fine di marzo, lanciando diversi attacchi missilistici a lungo raggio e con droni contro Israele, segnando un nuovo fronte nel conflitto. La milizia ha promesso di continuare gli attacchi fino alla fine della guerra, utilizzando il proprio arsenale per colpire siti militari sensibili e minacciando di estendere gli attacchi al traffico marittimo nel Mar Rosso. 

Media: traffico nello stretto di Hormuz è nuovamente bloccato

Il traffico nello Stretto di Hormuz è nuovamente bloccato dopo che due navi sono state attaccate ieri. Lo scrive Cnn. Secondo i dati di Marine Traffic, la maggior parte delle navi presenti nella zona si è spostata più all’interno del Golfo Persico o in zone relativamente sicure verso il Golfo dell’Oman. Ieri, ricorda Cnn, alcune cannoniere iraniane hanno aperto il fuoco contro una petroliera in transito nello stretto, e una seconda imbarcazione sarebbe stata colpita da un “proiettile non identificato”, secondo quanto riportato dall’Organizzazione britannica per il controllo del traffico marittimo (UK Maritime Traffic Organization).

Nuova Delhi ha dichiarato che due navi battenti bandiera indiana sono state coinvolte negli incidenti nello stretto e ha convocato il proprio ambasciatore in Iran in merito.Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha annunciato che bloccherà lo stretto e che “l’avvicinamento allo Stretto di Hormuz sarà considerato cooperazione con il nemico e qualsiasi imbarcazione che lo infranga sarà presa di mira”.

Media: secondo round di negoziati a Islamabad entro venerdì

Due fonti della sicurezza pakistana affermano che il secondo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran si terranno probabilmente entro venerdì. Parlando con Al Jazeera a condizione di anonimato, hanno dichiarato di essere giunti a questa conclusione sulla base di diversi elementi. Innanzitutto, hanno citato il fatto che “due aerei da trasporto pesante statunitensi, i C-17 Globemaster, sono atterrati alla base aerea di Noor Khan a Rawalpindi”, vicino alla capitale pakistana Islamabad.

Le fonti hanno fatto sapere che “le strade dall’aeroporto alla Zona Rossa di Islamabad sono state temporaneamente chiuse, a indicare un rafforzamento delle misure di sicurezza”. Infine, secondo le fonti, “sia l’hotel Serena che il Marriott di Islamabad sono stati evacuati e non saranno consentite nuove prenotazioni fino a venerdì”. Il primo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran si è svolto presso l’hotel Serena di Islamabad l’11 aprile.

A Islamabad misure di sicurezza rafforzate per possibili nuovi negoziati

A Islamabad, in Pakistan, sono state predisposte misure di sicurezza straordinarie in vista dell’atteso secondo round di colloqui tra Iran e Stati Uniti. Al momento il nuovo appuntamento negoziale non è confermato, con Teheran che ieri aveva detto che non era stata ancora fissata una data precisa. Intanto nella capitale e nella ‘città gemella’ di Rawalpindi sono stati dispiegati oltre 10.000 agenti di polizia e sono stati istituiti più di 600 posti di blocco. Le autorità hanno annunciato che diverse aree sensibili intorno alla base aerea di Nur Khan e all’aeroporto internazionale di Islamabad saranno isolate. Inoltre, è stato imposto il divieto assoluto di voli con droni per garantire la sicurezza degli aerei che trasportano delegazioni straniere di alto livello. Lo riportano i media locali. 

Pezeshkian: "Esercitiamo l'autodifesa, Trump non può negare i diritti a un popolo"

“La nostra posizione fondamentale si basa sul mantenimento della pace, della stabilità e della sicurezza nella regione” e “non cerchiamo di allargare il cerchio della guerra, non abbiamo iniziato guerre o conflitti e non abbiamo attaccato alcun Paese”, inoltre “non intendiamo attaccare alcun Paese e stiamo esercitando il nostro diritto legale e legittimo all’autodifesa”. Lo afferma il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, citato da Al Jazeera.

Secondo Pezeshkian, “Trump non ha il diritto di negare i diritti a un popolo e di affermare che l’Iran non può beneficiare del suo programma nucleare”. Il presidente iraniano sottolinea poi che “il nemico non è riuscito a raggiungere i suoi obiettivi, ha violato il diritto internazionale e ha attaccato infrastrutture, scuole e ospedali. Le dichiarazioni del nemico riguardo alla distruzione della nostra civiltà e al ritorno dell’Iran all’età della pietra rivelano le intenzioni e gli obiettivi degli aggressori”.

Teheran contro l'Ue: "Fa la morale ma dà via libera a guerra Usa-Israele"

“Quel ‘diritto internazionale’?! Quello che l’Ue rispolvera per fare la morale agli altri mentre, in silenzio, dà il via libera a una guerra di aggressione Stati Uniti- Israele e chiude un occhio sulle atrocità commesse contro gli iraniani?! Lasciamo perdere i sermoni; la cronica incapacità dell’Europa di mettere in pratica ciò che predica ha trasformato i suoi discorsi sul ‘diritto internazionale’ nell’apice dell’ipocrisia”. Lo scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei.

“Nessuna norma del diritto internazionale vieta all’Iran, Stato costiero, di adottare le misure necessarie per impedire che lo Stretto di Hormuz venga utilizzato per condurre un’aggressione militare contro l’Iran. E il “passaggio di transito incondizionato’ a Hormuz? Questa finzione è crollata nel momento in cui l’aggressione tra Stati Uniti e Israele ha portato le forze militari statunitensi nel cortile di casa dello Stretto”, aggiunge. Ieri l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas aveva sottolineato che “secondo il diritto internazionale, il transito attraverso corsi d’acqua come lo Stretto di Hormuz deve rimanere aperto e gratuito”. 

Vance ringrazia Papa Leone XIV: "Disaccordi ci sono ma la realtà è complessa"

“Sono grato a Papa Leone per aver detto questo. Mentre la narrazione mediatica alimenta costantemente i conflitti – e sì, ci sono stati e ci saranno disaccordi reali – la realtà è spesso molto più complessa”. Lo scrive su X il vicepresidente Usa JD Vance pubblicando un video in cui il pontefice parla di una “narrazione che non è stata accurata in tutti i suoi aspetti” in merito alla differenza di vedute con il presidente Usa Donald Trump.

Ieri Leone XIV ha detto che “non è affatto nel mio interesse” dibattere con Trump. “Papa Leone – aggiunge Vance – predica il Vangelo, come è giusto che sia, e questo inevitabilmente significa che offre le sue opinioni sulle questioni morali del momento. Il Presidente – e l’intera amministrazione – si adoperano per applicare questi principi morali in un mondo caotico. Sarà nelle nostre preghiere, e spero che noi saremo nelle sue”.

Media: Teheran ha ancora accesso al 70% delle scorte di missili balistici

Secondo le valutazioni dell’intelligence statunitense, l’Iran probabilmente ha ancora accesso a circa il 70% delle sue scorte di missili balistici prebelliche e a circa il 60% dei suoi lanciatori missilistici, come riporta il New York Times. Inoltre, conserva ancora circa il 40% del suo arsenale di droni, afferma il quotidiano statunitense, citando funzionari dell’intelligence e militari Usa.

Secondo il Nyt, quando l’8 aprile è entrato in vigore il cessate il fuoco di due settimane tra Iran e Stati Uniti, Teheran aveva accesso a circa la metà dei suoi lanciatori di missili balistici. Da allora, secondo quanto riportato, è riuscita a dissotterrare altri 100 lanciatori, portando il totale dei lanciatori missilistici operativi a circa il 60% del livello prebellico. Oltre ai lanciatori, la testata afferma che l’Iran sta anche lavorando per recuperare eventuali scorte di missili rimaste sepolte sotto le macerie degli attacchi statunitensi e israeliani. Una volta completato, secondo i funzionari dell’intelligence statunitense, Teheran disporrà di arsenali missilistici pari a circa il 70% di quelli prebellici. 

Libano, riservista Idf ucciso nel sud del Paese: altri nove feriti

Un riservista delle Forze di difesa israeliane (Idf) è rimasto ucciso e altri nove feriti, uno dei quali in modo grave, a seguito dell’esplosione di un ordigno nel sud del Libano, secondo quanto annunciato ieri dall’esercito. Lo riporta ‘The Times of Israel’, secondo cui il soldato deceduto è stato identificato come il sergente di prima classe Lidor Porat, 31 anni, del 7106esimo battaglione della 769/a Brigata Regionale ‘Hiram’, originario di Ashdod.

Secondo un’indagine preliminare dell’esercito, durante un’operazione del battaglione in territorio controllato dalle Idf nel sud del Libano, un veicolo del genio è passato sopra una bomba piazzata da Hezbollah. I soldati di stanza nella zona per mettere in sicurezza i macchinari pesanti sono stati colpiti dall’esplosione, che ha causato la morte di Porat e il ferimento di altri nove, di cui uno in modo grave, quattro moderatamente e quattro in maniera leggera. 

Ghalibaf: "Progressi nei negoziati ma accordo ancora lontano"

“Ci sono stati progressi nei negoziati con gli Stati Uniti, ma permangono divergenze significative”. Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, all’agenzia di stampa iraniana Tasnim, secondo quanto riporta Ynet. “Abbiamo raggiunto – ha proseguito – delle conclusioni su alcune questioni, ma non su altre, e sono state avanzate diverse proposte. Siamo ancora lontani da una discussione definitiva. Insistiamo su diverse questioni che per noi sono non negoziabili”.

Ghalibaf, che ha guidato la delegazione negoziale iraniana nei colloqui falliti nella capitale pakistana una settimana fa, ha aggiunto: “I negoziati di Islamabad non hanno eliminato la nostra diffidenza verso gli Stati Uniti, ma credo che la comprensione reciproca tra le due parti sia diventata più realistica”.

Trump: "Israele grande alleato a differenza di altri"
Il presidente Donald Trump parla fuori dallo Studio Ovale della Casa Bianca, lunedì 13 aprile 2026, a Washington. (Foto AP/Alex Brandon)

“Che piaccia o no, Israele ha dimostrato di essere un grande alleato degli Stati Uniti d’America. Sono coraggiosi, audaci, leali e intelligenti e, a differenza di altri che hanno mostrato il loro vero volto in momenti di conflitto e stress”. Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post sul suo social Truth. “Israele combatte con tenacia e sa come vincere”, ha aggiunto.

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