Brendan Fraser vince come migliore attore protagonista per "The Whale", Michelle Yeoh miglior attrice

Daniel Kwan e Daniel Scheinert, i ‘Daniels’, fanno la storia degli Oscar conquistando sette statuette con il loro ‘Everything Everywhere All at Once’, di cui sei nelle categorie principali: miglior film, miglior regia, migliore attrice protagonista, migliori attori non protagonisti, oltre alla sceneggiatura originale. A spezzare il monopolio solo Brendan Fraser, che conquista il premio come miglior attore protagonista per la sua toccante interpretazione in ‘The Whale’. Come toccanti sono le sue parole sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles: “Ringrazio l’Academy per aver creduto in questo film coraggioso, e Darren Aronofsky per avermi dato la possibilità di salvarmi con ‘The Whale’.È un onore essere qui con voi. Ho cominciato 30 anni fa a lavorare nel cinema e le cose non sono state sempre facili per me”, dice commosso, spiegando che “come le balene, risalire non è facile, tornare in superficie non è facile e ringrazio tutti quelli che me lo hanno permesso”.

 

Avatar: la Via dell’Acqua e ‘Top Gun: Maverick senza premi

I due film che hanno riportato il pubblico al cinema dopo la pandemia, ‘Avatar: la Via dell’Acqua’ e ‘Top Gun: Maverick’ vengono sostanzialmente snobbati dall’Academy: il primo conquista una sola statuetta per gli effetti speciali, mentre il film di Tom Cruise vince quella per il sonoro. Non a caso, fin dall’inizio le assenze che più si notano nel teatro, sottolineate anche dal presentatore, Jimmy Kimmel, sono quelle di Cruise e del regista di Avatar, James Cameron: “I due ragazzi che hanno insistito perché andassimo al cinema, non si sono presentati a teatro”, scherza Kimmel. Nessun premio per ‘Gli spiriti dell’isola’, nonostante diverse candidature. Delusione anche per Steven Spielberg, che non raccoglie nulla con il suo ‘The Fabelmans’ ma ha la ‘consolazione’ di essere il primo ad avere la nomination in sei decenni diversi. Lui stesso però, prima della cerimonia, aveva ‘benedetto’ il film dei Daniels, elogiandolo apertamente. A dominare la scena è dunque ‘Everything Everywhere All at Once’, con Michelle Yeoh, favorita della vigilia, che vince come migliore attrice, e i due premi ai non protagonisti Ke Hui Quan e una commossa Jamie Lee Curtis, che arriva all’Oscar dopo una carriera straordinaria e ricorda i genitori, Tony Curtis e Janet Leigh. Va molto bene anche ‘Niente di nuovo sul fronte occidentale’, quattro premi tra cui miglior film straniero, poi fotografia, scenografia e colonna sonora. Due le statuette per ‘The Whale’, oltre all’attore anche il trucco.

Il BelPaese senza statuette

L’Italia rimane a bocca asciutta: l’Oscar per il miglior cortometraggio va a ‘An Irish Goodbye’ di Tom Berkeley e Ross White, che batte ‘Le pupille’, di Alice Rohrwacher, favorito della vigilia. Anche Aldo Signoretti, candidato per il trucco di ‘Elvis’, non la spunta contro Adrien Morot, Judy Chin e Annemarie Bradley per ‘The Whale’. Infine, in una serata mantenuta sempre sui giusti binari da Jimmy Kimmel, in cui pesa l’assenza del messaggio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, rifiutato dall’Academy, arriva invece potente la voce di Alexey Navalny, il principale oppositore del presidente russo Vladimir Putin. Il documentario a lui dedicato vince infatti l’Oscar, e la moglie dal palco fa sentire il grido degli oppositori del governo di Mosca: “Mio marito è in carcere solo perché ha difeso la libertà e la democrazia. Io sogno il giorno in cui lui sarà libero, sogno il giorno in cui sarà libero il mio Paese”.

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