Enrica Bonaccorti, a Roma i funerali della celebre conduttrice

Enrica Bonaccorti, a Roma i funerali della celebre conduttrice
I funerali di Enrica Bonaccorti a Roma, Piazza del Popolo (Photo by Fabrizio Corradetti / LaPresse)

Centinaia le persone in Piazza del Popolo. Il cantautore romano: “Sorella e complice, ora sono solo”

Centinaia di persone sono accorse a Piazza del Popolo alla Chiesa degli Artisti, per i funerali di Enrica Bonaccorti, morta a 76 anni in seguito a un tumore al pancreas. Ieri la camera ardente.

Funerali Enrica Bonaccorti
Inizio diretta: 14/03/26 15:30
Fine diretta: 14/03/26 19:00
Folla commossa ai funerali, feretro esce sulle note di Renato Zero

Centinaia di persone sono accorse a Piazza del Popolo alla Chiesa degli Artisti, per i funerali di Enrica Bonaccorti, morta a 76 anni in seguito a un tumore al pancreas. Presenti la figlia Verdiana e l’ex marito Arnaldo Del Piave. Tanti i vip presenti, da Alba Parietti a Guillermo Mariotto fino a Ricky Tognazzi. L’omelia è stata effettuata da mons. Antonio Staglianò, rettore della Chiesa degli Artisti di Roma. Al termine ha letto anche una lettera di commiato di Renato Zero, grande amico di Bonaccorti ma oggi non presente in chiesa. “Sorella e complice ora sono solo”, le parole del cantante. Al termine della cerimonia funebre, un lungo applauso ha accolto il feretro sotto le note di una celebre canzone di Renato Zero ‘Il cielo’.

Renato Zero: "Sorella e complice ora sono solo"

“So che passerai da me prima di affrontare il viaggio di ritorno. Tutto ciò che ti avrei voluto dire, te l’ho detto. Ci siamo scambiati per tempo informazioni utili. Formule, suggerimenti per non perdere l’orientamento e il vero scopo del nostro vivere. All’occorrenza, sorella, amica e complice, pur di non lasciarmi sguarnito. Ci siamo arrangiati sempre, inventandoci giorno per giorno, un mestiere diverso. Tu ti sei persino improvvisata mia manager per farmi ottenere qualche scrittura. Certo che abbiamo vissuto. Certo che ci siamo offerti. Certo che è stato un percorso infinitamente variegato e coinvolgente. A un tratto però… mi sono svegliato e non ci sei più. La tua fresca risata non mi arriva. I tuoi sorrisi educati e fragranti. La tua ironia pungente e stimolante. Tutto è silenzio. E comprendo che da adesso dovrò sbrigarmela da solo… eppure quanta di te mi resta dentro e addosso? Quanta energia sprigiona la tua poesia. Quanta bellezza che ti porti via… ma io so che passerai da me una, cento, mille, un miliardo di volte. Ed è per questa ragione che lascerò sempre aperta quella porta. Il tuo Renato”. Così Renato Zero, con un messaggio letto da Mons. Antonio Staglianò, rettore della Chiesa degli Artisti di Roma, ha ricordato Enrica Bonaccorti. 

Mons. Staglianò: "Ha dato voce all'invisibile e ha seminato amore"

“Enrica, con la sua scrittura, ha sempre cercato di dare voce all’invisibile. Oggi è lei stessa a diventare invisibile ai nostri occhi. Ma proprio per questo, come ci suggerisce la poesia, possiamo incontrarla in un modo nuovo: nelle sue parole che restano, nell’amore che ha seminato, nella bellezza che ci ha donato”. Così mons. Antonio Staglianò, rettore della Chiesa degli Artisti di Roma, nell’omelia pronunciata durante il funerale di Enrica Bonaccorti. Nella sua omelia monsignor Staglianò ha sottolineato: “Enrica, sarai indimenticabile per i solchi che hai lasciato sulla carta e nei nostri cuori. Sarai indimenticabile perché ci hai insegnato che, anche quando ‘il tempo frana veloce come una slavina’, l’unica cosa che conta è l’amore che doniamo. Sarai indimenticabile perché hai vissuto, e non solo vivacchiato, e nella sconfitta non ti sei arresa, ma hai continuato a cercare la luce, a cercare la bellezza, a cercare l’amore”.   Nella sua omelia monsignor Staglianò ha poi affermato: “Noi abbiamo riconosciuto Dio in lei, perché abbiamo visto in lei i tratti di Gesù. Quali tratti? La capacità di accogliere. I suoi personaggi, anche i più disperati, sono sempre accolti con uno sguardo che non giudica. Vina, Marina, Ignazio, Dino, Carla, Anna Paola: Enrica non li condanna mai. Li guarda con tenerezza, anche quando sbagliano, anche quando cadono. E questo sguardo, amici, è lo sguardo di Dio. È lo sguardo del Padre che accoglie il figlio prodigo senza fare domande, senza chiedere giustificazioni, solo con le braccia aperte. La capacità di narrare la fragilità senza giudicarla. Enrica non ha mai nascosto le crepe, le rughe, i fallimenti. Anzi, ne ha fatto materia di racconto, di poesia, di condivisione. E anche questo è divino. Perché Dio, nella Scrittura, non nasconde le fragilità dei suoi amici. Abramo che mente, Giacobbe che inganna, Mosè che balbetta, Pietro che tradisce, Paolo che perseguita. Dio prende la nostra fragilità e la trasforma in storia di salvezza. La capacità di amare il dettaglio umile. Nelle sue storie, Enrica si ferma sui piccoli gesti, sulle sfumature, sulle cose apparentemente insignificanti. Il martelletto per battere la carne, il grissino nell’uovo alla coque, la spazzolina con i capelli di Monica, la mano che cerca l’altra mano sotto il tavolo. E anche questo è divino. Perché Dio ama i dettagli. Gesù, nei Vangeli, si ferma sui particolari: il bicchiere d’acqua dato a un discepolo, il soldo della vedova, il chicco di senape, il pizzico di lievito nella pasta”. 

Mariotto: "Grande amica, mi spiace tantissimo"

 “Era una grande amica, mi spiace tantissimo”. Così Guillermo Mariotto ricordando Enrica Bonaccorti nel giorno dei funerali a Roma. “Era una donna tutta d’un pezzo davanti alla tv, mentre in camerino era molto femminile – ha raccontato Mariotto – le conversazioni più lunghe le abbiamo avute davanti allo specchio, dove si dicono più cose che in tv. La saluto con la mia presenza e un abbraccio”. 

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