(LaPresse/Ap) Il mondo dice addio a Brigitte Bardot. L’artista francese, attrice, modella e cantante, è morta all’età di 91 anni nella sua casa di Saint-Tropez. Icona del cinema francese, diva internazionale e bellissima, l’artista si è ritirata dalle scene a 39 anni per dedicarsi a quella che era la sua vera passione: gli animali.
Dal cinema all’attivismo per gli animali
Brigitte Bardot riapparse dieci anni dopo con una nuova identità: attivista per i diritti degli animali. Ha abbandonato la sua vita da jet-set e ha venduto i cimeli cinematografici e i gioielli per creare una fondazione dedicata esclusivamente alla prevenzione della crudeltà verso gli animali.
La seconda carriera della Bardot come attivista è stata sensazionale quanto quella nel mondo del cinema. Ha viaggiato nell’Artico per denunciare il massacro dei cuccioli di foca. Ha anche condannato l’uso degli animali negli esperimenti di laboratorio e si è opposta ai rituali di macellazione musulmani.

Il suo attivismo non conosceva confini. Ha esortato la Corea del Sud a vietare la vendita di carne di cane e una volta ha scritto al presidente degli Stati Uniti Bill Clinton chiedendogli perché la Marina americana avesse ricatturato due delfini che aveva liberato in natura.
Ha attaccato tradizioni sportive secolari francesi e italiane, tra cui il Palio di Siena per le corse dei cavalli, e ha condotto campagne a favore di lupi, conigli, gattini e tortore.
Bardot: “L’uomo è un predatore insaziabile”
“L’uomo è un predatore insaziabile”, aveva dichiarato aconta l’artista all’Associated Press nel 2007, in occasione del suo 73° compleanno. “Non mi interessa la mia gloria passata. Questo non significa nulla di fronte a un animale che soffre, poiché non ha alcun potere, né parole per difendersi”.
Il suo attivismo le valse il rispetto dei suoi compatrioti e, nel 1985, le fu conferita la Legion d’Onore, la più alta onorificenza nazionale. In seguito, però divenne una figura divisiva quando le sue invettive a favore della protezione degli animali assunsero un tono decisamente estremista.

Le accuse di razzismo e la vicinanza all’estrema destra
Brigitte Bardot ha di frequente criticato l’afflusso di immigrati in Francia, in particolare di quelli islamici. È stata condannata e multata cinque volte dai tribunali francesi per incitamento all’odio razziale, in episodi ispirati dalla sua opposizione alla pratica musulmana della macellazione delle pecore durante le festività religiose annuali. Nel 1997, diverse città hanno rimosso le statue di Marianne ispirate alla Bardot dopo che l’attrice aveva espresso sentimenti anti-immigrati. Nello stesso anno, ha ricevuto minacce di morte dopo aver chiesto il divieto della vendita di carne di cavallo.
“È vero che a volte mi lascio trasportare, ma quando vedo quanto lentamente le cose vanno avanti… la mia angoscia prende il sopravvento”, ha detto Bardot all’AP quando le fu chiesto delle sue convinzioni razziste e della sua opposizione alla macellazione rituale musulmana.
Il matrimonio di Bardot nel 1992 con il quarto marito Bernard d’Ormale, un tempo consigliere del leader dell’estrema destra del Front National Jean-Marie Le Pen, ha contribuito al suo cambiamento politico. La diva francese ha descritto Le Pen, nazionalista dalle posizioni estreme e condannato anche per razzismo, come un “uomo adorabile e intelligente”.
Nel 2012 ha sostenuto la candidatura presidenziale di Marine Le Pen, che ora guida il partito rinominato Rassemblement National di suo padre. Domenica Le Pen ha reso omaggio a una “donna eccezionale” che era “incredibilmente francese”.
Le dichiarazioni contro il #MeTOO
Nel 2018, al culmine del movimento #MeToo, Bardot ha dichiarato in un’intervista che la maggior parte degli attori che protestavano contro le molestie sessuali nell’industria cinematografica erano “ipocriti”, perché molti facevano “le civette” con i produttori per ottenere delle parti. Brigitte Bardot ha affermato di non essere mai stata vittima di molestie sessuali e di trovare “affascinante sentirsi dire che ero bella o che avevo un bel culetto”.

