Retinopatia per 30% persone con diabete, i sintomi e le sfide

Retinopatia per 30% persone con diabete, i sintomi e le sfide

Spesso asintomatica nelle fasi iniziali, la retinopatia è una delle più frequenti e gravi complicanze oculari del diabete

Spesso asintomatica nelle fasi iniziali, la retinopatia è una delle più frequenti e gravi complicanze oculari del diabete mellito e, nei Paesi industrializzati, rappresenta una delle principali cause di cecità nei soggetti in età lavorativa. Un problema, dal momento che circa il 30% delle persone diabetiche presenterebbe – secondo le stime – segni di retinopatia diabetica. Come spiega Monica Varano, Direttore Scientifico Irccs Fondazione G.B. Bietti, “la prevenzione rappresenta l’arma più efficace contro la retinopatia diabetica. Un buon controllo della glicemia, della pressione arteriosa e dei livelli lipidici, associato a controlli oculistici regolari, consente di ridurre significativamente il rischio di progressione della malattia”.

I sintomi spia

Quando sono presenti, i sintomi possono includere visione offuscata o annebbiata, difficoltà nella visione notturna, alterazioni della percezione dei colori, comparsa di macchie scure o “mosche volanti”, riduzione improvvisa della vista. Una delle complicanze più importanti è l’edema maculare diabetico, caratterizzato dall’accumulo di liquidi nella macula, la zona centrale della retina responsabile della visione distinta.

I fattori che favoriscono la retinopatia

Tra i principali fattori che favoriscono l’insorgenza e la progressione della retinopatia diabetica vi sono: scarso controllo glicemico, lunga durata del diabete, ipertensione arteriosa, dislipidemia, nefropatia diabetica. “La diagnosi precoce e il monitoraggio costante – aggiunge Varano – sono fondamentali per preservare la funzione visiva e prevenire complicanze irreversibili”.

La ricerca

Per quanto riguarda la ricerca Fondazione G.B. Bietti, unico Irccs in Italia con disciplina di riconoscimento in Oftalmologia, in passato ha partecipato a trial internazionali che hanno portato alla registrazione di farmaci a iniezione intravitreale per l’edema maculare diabetico, che oggi vengono regolarmente utilizzati per questa indicazione, e attualmente sta partecipando a sperimentazioni di nuove molecole che hanno target diversi per la stessa indicazione.

Presso la Fondazione già da diversi anni è presente un laboratorio di proteomica, la cui attività di ricerca si concentra sull’identificazione di specifiche alterazioni del proteoma, ovvero il repertorio di proteine presenti, in campioni di umore acqueo. L’umore acqueo funge da “biopsia liquida” non invasiva, riflettendo i cambiamenti della retina. L’analisi dei pazienti affetti da retinopatia diabetica nei suoi differenti stadi ha lo scopo di identificare e mappare i biomarcatori della neurodegenerazione, favorendo lo sviluppo di future terapie mirate e personalizzate per la retinopatia diabetica e altre patologie degenerative.

“Questo – conclude Varano – rappresenta un importante risultato di una attività multidisciplinare condivisa fra biologi, ingegneri e clinici oftalmologi che rappresenta il legame fra ricerca e assistenza, punto di forza del nostro Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico”.

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