Raid incrociati tra Stati Uniti e Iran dopo che le forze di Teheran hanno colpito un elicottero militare Usa vicino allo Stretto di Hormuz. Le forze americane hanno fatto sapere di aver preso di mira difese aeree e siti radar mentre la Repubblica Islamica ha lanciato missili contro una basa dotata di caccia statunitensi in Giordania e obiettivi in Bahrein e Kuwait. Nonostante queste offensive di rappresaglia, Donald Trump ritiene ancora che un accordo di pace con l’Iran sia a portata di mano.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato che le loro Forze Aerospaziali hanno lanciato missili a lungo raggio a propellente solido contro una base aerea in Giordania, che ospita personale militare degli Stati Uniti. Secondo quanto riportato nel comunicato ripreso da Al Jazeera, i missili dei pasdaran hanno colpito e distrutto quattro obiettivi nella base, tra cui gli hangar dei caccia Usa F-35 e un centro di comando e controllo.
In seguito ai recenti attacchi degli Stati Uniti, il ministero degli Esteri iraniano li ha definiti una “flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite”. In una nota, il ministero ha definito gli attacchi contro alcune zone del sud del Paese come “una grave violazione della Carta delle Nazioni Unite, in particolare dell’articolo 2, paragrafo 4, e della regola fondamentale che vieta l’uso della forza nelle relazioni internazionali”. Lo riporta Bbc Persian.
Le guardie a bordo di una nave cargo al largo delle coste dello Yemen, nel Golfo di Aden, hanno ingaggiato uno scontro a fuoco con uomini armati a bordo di una piccola imbarcazione. Il centro Operazioni commerciali marittime del Regno Unito dell’esercito britannico ha dichiarato che le guardie sono riuscite a respingere gli uomini armati. Nessun gruppo ha rivendicato immediatamente la responsabilità dell’attacco.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver colpito 21 obiettivi in basi aeree e navali degli Stati Uniti nella regione, nell’ambito delle loro operazioni di rappresaglia. In note separate diffuse da vari media affiliati allo Stato, i pasdaran hanno affermato di aver preso di mira la base aerea statunitense di Ali Al Salem in Kuwait, la base aerea di Al Azraq in Giordania e la Quinta Flotta statunitense in Bahrein.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver condotto un attacco con droni contro il quartier generale della Quinta Flotta della Marina degli Stato Uniti in Bahrein, in risposta a quelle che hanno definito “recenti azioni ostili” da parte degli Stati Uniti.
In una dichiarazione diffusa dall’agenzia di stampa Tasnim, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha affermato: “In risposta all’azione ostile del nemico, i combattenti della Marina delle Guardie Rivoluzionarie hanno attaccato la Quinta Flotta in Bahrein con dei droni alle 2:30 del mattino”. “Se queste azioni ostili dovessero proseguire, seguiranno risposte ancora più dure”, hanno aggiunto i Pasdaran.
Nonostante gli attacchi di rappresaglia degli Stati Uniti contro obiettivi iraniani, il presidente Donald Trump ritiene ancora che un accordo di pace con l’Iran sia a portata di mano. Lo ha dichiarato a Politico un alto funzionario della Casa Bianca. “Al momento, l’accordo non cambia nulla”, ha detto il funzionario, aggiungendo che un’intesa rimane “ancora vicino”.
L’Iran ha lanciato attacchi anche contro obiettivi in Bahrein e Kuwait. Entrambi i paesi hanno attivato gli allarmi e messo in azione le difese aeree in risposta.
La Giordania ha dichiarato di aver abbattuto cinque missili lanciati dall’Iran contro un’area che ospita una base aerea delle forze statunitensi. Teheran ha dichiarato di aver preso di mira la base aerea di Muwaffaq Salti che caccia americani F-35 e altri velivoli. L’agenzia di stampa statale giordana Petra ha riportato che non ci sono stati feriti nell’attacco e che gli artificieri hanno esaminato i detriti delle missili intercettati.
L’Iran avrebbe lanciato missili e droni contro obiettivi Usa nella regione. È quanto riporta Sabereen News, agenzia legata ai Pasdaran, citando notizie che non hanno al momento conferme ufficiali.
“Credo sia molto importante rispondere”. Lo ha detto Donald Trump parlando con Abc News, prima dell’annuncio dell’attacco di rappresaglia americano contro l’Iran, per l’abbattimento dell’elicottero Apache. “Credo sia molto importante rispondere. Hanno abbattuto un elicottero e noi stiamo rispondendo proprio ora”, ha detto il presidente Usa. “Credo nella risposta ferma. L’ho sempre fatto nel corso della mia vita. E abbiamo un accordo che era ottimo, e probabilmente lo sarà ancora”, ha continuato il presidente.
“Questa è una risposta a ciò che hanno fatto al nostro elicottero la scorsa notte; credo che la risposta debba essere molto ferma, molto potente, ed è proprio questo il caso”, ha concluso. Al termine della telefonata con Cbs News, il Centcom ha annunciato l’attacco.
Gli attacchi Usa contro l’Iran avrebbero colpito basi navali e batterie missilistiche nel sud del Paese. Èquanto riportano media locali della provincia di Hormozgan, citati da Iran International, che precisa che si tratta di informazioni ancora non confermate. Secondo questi media, i raid Usa avrebbero preso di mira le basi navali iraniane di Sirik e Jask e una postazione di difesa aerea a Bandar Abbas, nonché batterie missilistiche costiere a Minab e Qeshm e il porto di Qeshm. L’isola di Qeshm si trova nello Stretto di Hormuz.

