Future pandemie, se il mondo si divide la prevenzione diventa un miraggio

Future pandemie, se il mondo si divide la prevenzione diventa un miraggio
Future pandemie, se il mondo si divide la prevenzione diventa un miraggio Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse 13 Febbraio 2022 Roma (Italia)

Affrontare i virus facendo in modo che ‘viaggino’ sempre meno per contrastare le pandemie. L’analisi dell’epidemiologo

“Un passo indietro sulla strada della prevenzione, che così diventa una parola vuota, un miraggio”. L’epidemiologo del Campus Bio-Medico Massimo Ciccozzi non nasconde la sua amarezza parlando con LaSalute di LaPresse dopo la notizia, diffusa dal ‘New York Times’, della mancata adesione di Unione Europea e Stati Uniti alla dichiarazione dei Paesi membri dell’Onu che impegnava alla collaborazione e alla solidarietà internazionali nella preparazione e nella risposta alle pandemie. 

Che cosa è accaduto?

“Sembra che I Paesi più ricchi del mondo – sintetizza l’esperto a LaPresse – abbiano respinto la possibilità di inviare subito vaccini a quelli più poveri, e di condividere con loro rapidamente le sequenze genetiche e i campioni dei nuovi agenti patogeni, davanti a nuove pandemie”.

In che modo? “L’Unione Europea e gli Stati Uniti non hanno sottoscritto la dichiarazione presentata dai Paesi membri dell’Onu che impegnava la comunità internazionale a collaborare e a mostrare solidarietà nella prevenzione delle pandemie e nella risposta in caso di emergenza sanitaria”. 

I virus e la globalizzazione

E se dopo voto alle Nazioni Unite – e l’astensione dell’Italia – nel nostro Paese si è accesa una battaglia politica, Ciccozzi riporta la questione all’interno del perimetro della scienza. “Tutti questi Paesi sanno che, ad esempio, Marburg, Ebola, Covid, le arbovirosi, ma anche la malaria e la monkey pox vengono da territori poveri e possono arrivare  in Occidente con poche ore di aereo?”, si chiede lo scienziato.

“Sarebbe opportuno affrontare questi virus facendo in modo che ‘viaggino’ sempre meno. Quindi bisogna vaccinare nei Paesi colpiti, inviando operatori che possano attivare programmi di immunizzazione”, chiarisce l’epidemiologo.

La lezione di Covid per le future pandemie 

Insomma, per Ciccozzi la questione è sanitaria. E in gioco c’è il futuro di tutti. Con Covid-19 “i Paesi più poveri hanno avuto accesso ai vaccini con un anno di ritardo rispetto a quelli più ricchi. Ma la scienza non è di tutti? Non dovrebbe non avere confini? Soprattutto, io mi chiedo se ci si rende conto che una pandemia sorge da uno o più eventi epidemici dello stesso agente in luoghi differenti e, spesso, proprio nei Paesi più poveri. Lì – insiste lo studioso – dobbiamo agire per mettere in pratica la prevenzione“.

“Perché non sappiamo quando e dove, ma sappiamo che dobbiamo farci trovare preparati di fronte a future pandemie e che la salute è globale. E richiede una risposta globale”, conclude l’epidemiologo.

Future pandemie, se il mondo si divide la prevenzione diventa un miraggio
Antonio Guterres all’Assemblea delle Nazioni Unite New York, NY. The 81st session of the UN General Assembly opened with leaders gathering to address global challenges. (Photo by Wang Fan/China News Service/VCG via AP )
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