Hantavirus, Ebola e ora anche Marburg. A fare il punto sulle insidie per la salute globale è il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Le epidemie di Hantavirus, Ebola e Marburg dimostrano perché non esiste alternativa alla cooperazione internazionale di fronte alle minacce internazionali. Nessun Paese può combattere da solo“. Nel frattempo, però, arriva anche una buona notizia.
Finita l’epidemia di Hantavirus
“Oggi l’ultimo contatto di una persona esposta all’Hantavirus sulla nave da crociera MV Hondius ha completato il periodo di quarantena, è risultato negativo al test ed è tornato a casa. Dal 25 maggio non sono stati segnalati ulteriori casi. Siamo quindi lieti di annunciare che l’Oms considera conclusa l’epidemia di Hantavirus“.
Il numero totale di casi dall’epidemia rimane fermo a 13, inclusi tre morti. Più di 650 contatti sono stati identificati e monitorati dalle autorità sanitarie in 33 Paesi.
“Sebbene l’epidemia sia conclusa, l’Oms continuerà a collaborare con i governi e i partner per approfondire la nostra conoscenza di questa epidemia e dell’Hantavirus in generale. Stiamo inoltre coordinando uno studio che coinvolge 21 Paesi per comprendere come si sviluppa la malattia, cosa che supporterà lo sviluppo di strumenti diagnostici, terapie e vaccini per future epidemie”, conclude il dottor Tedros, dopo aver ringraziato Argentina, Capo Verde, Cile, Paesi Bassi, Sudafrica, Regno Unito “e soprattutto la Spagna – muchas gracias – che ha dimostrato un’incredibile solidarietà nel supportare lo sbarco e il rimpatrio in sicurezza di passeggeri ed equipaggio a Tenerife”.
Ebola: in RDC 38 nuovi casi al giorno
Intanto nella Repubblica Democratica del Congo l’epidemia di Ebola continua a espandersi, “con una media di 38 nuovi casi confermati al giorno nelle ultime due settimane. Ad oggi sono 1.406 i casi confermati e 438 persone sono decedute“, ha detto il direttore generale dell’Oms.
I progressi non mancano. “La capacità di effettuare test è ora aumentata a 10 laboratori, allestiti più vicino alle comunità. Il tracciamento dei contatti è migliorato, con quattro su cinque ora monitorati, sebbene sia ancora necessario identificare molti più contatti per ogni caso”. Anche la capacità di trattamento è stata ampliata, con circa 650 posti letto disponibili in 22 centri sanitari, “sebbene circa il 96% dei posti letto sia attualmente occupato e stiamo lavorando per aggiungerne altri 300”, ha aggiunto il Dg Oms.
Al via la sperimentazione di due terapie
Sul fronte della ricerca “oggi è iniziata la sperimentazione clinica di due terapie, con l’arruolamento del primo paziente”. Lo studio valuterà l’anticorpo monoclonale MBP134 e il farmaco antivirale remdesivir, singolarmente e in combinazione”, ha annunciato il dottor Tedros.
“Stiamo inoltre lavorando per garantire l’accesso ai due farmaci qualora si dimostrassero sicuri ed efficaci nello studio. Sempre oggi l’Oms ha concesso l’autorizzazione all’uso di emergenza al primo test diagnostico molecolare per il virus Bundibugyo”.
“Nonostante tutti questi progressi, continuiamo ad affrontare sfide significative, tra cui la sfiducia e la violenza”, ha detto il leader dell’Agenzia di Ginevra. “Proprio questa settimana un centro di trattamento per l’Ebola nella provincia di Ituri è stato attaccato, provocando la morte di due persone. Il centro è stato incendiato e i pazienti sono fuggiti”. Si tratta di “atti non solo mettono in pericolo pazienti e operatori sanitari, ma ostacolano anche gli sforzi per fermare la trasmissione e salvare vite umane”.
La complessità dell’epidemia richiede uno stretto coordinamento all’interno del sistema delle Nazioni Unite. La scorsa settimana il Coordinatore delle Nazioni Unite per i Soccorsi di Emergenza, Tom Fletcher e il dottor Tedros hanno firmato una lettera congiunta a sostegno della nomina di Julien Harneis a Coordinatore Senior per l’Ebola.
“Lavorando a stretto contatto con l’Oms, le autorità nazionali e i partner, Harneis rafforzerà il coordinamento della risposta, affronterà le sfide operative e contribuirà a garantire che il supporto raggiunga le persone che ne hanno bisogno il più rapidamente possibile”.
Marburg in Uganda
In Uganda non sono stati segnalati nuovi casi di Ebola dal 21 giugno. “Tuttavia martedì l’Uganda ha notificato all’Oms un caso confermato di malattia da virus Marburg nel distretto occidentale di Kyegegwa. Il caso è stato identificato grazie alla sorveglianza rafforzata per l’Ebola”, ha spiegato Ghebreyesus.
L’Oms sta supportando le indagini in corso in Uganda per determinare la fonte dell’esposizione e valutare il rischio per la salute pubblica.

