Ebola, Hantavirus e caldo estremo: il punto su 3 emergenze per la salute

Ebola, Hantavirus e caldo estremo: il punto su 3 emergenze per la salute
Tedros Adhanom Ghebreyesus, DG World Health Organization (WHO) (Martial Trezzini/Keystone via AP)

Non solo Ebola. A fare il punto su tre emergenze sanitarie è il direttore generale dell’Oms

Ebola, Hantavirus e ora il caldo rovente minacciano la salute globale. Ma che cosa sta succedendo? A fare il punto su queste tre emergenze sanitarie è stato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus.

Se l’epidemia di Ebola in Repubblica Democratica del Congo “corre più veloce della risposta” delle autorità sanitarie, quella di Hantavirus – che aveva colpito la nave da crociera MV Hondius allarmando mezzo mondo – appare in esaurimento. A preoccupare di più, in questo torrido inizio d’estate, è l’ondata di caldo estremo che sta investendo l’Europa e tutto l’emisfero settentrionale.

Ebola, casi ancora in crescita

“Iniziamo con Ebola”, ha detto il dottor Tedros: sono passare 5 settimane e la risposta, sotto la guida del governo congolese, è “significativamente aumentata”. I letti di trattamento sono passati da meno di dieci a oltre cinquecento, in 19 centri sanitari. Con il supporto dell’Oms e dell’Africa Cdc “la capacità dei laboratori è passata da 30 test al giorno a Kinshasa a oltre duemila test al giorno in nove laboratori distribuiti in tre province”. Cresce la sensibilizzazione nelle comunità e più di cento persone sono già guarite“.

Tutto bene? Non proprio: nonostrante i progressi sono 1094 casi confermati, con 277 mortii. “L’epidemia continua a muoversi velocemente”. In RDC partirà la sperimentazione di due antivirali, MBP134 e remdesivir, per valutare la loro efficacia nel ridurre la mortalità nei pazienti colpiti dal virus Bundibugyo. E se i casi in Uganda sono 20, tutti collegati al focolaio congolese, la Francia ha segnalato un operatore sanitario dell’ong Alima, rientrato dopo aver curato un paziente in Congo, che è risultato positivo al virus e viene monitorato e curato.

“Quasi ottanta operatori sanitari sono stati infettati, un dato che evidenzia i rischi che corrono e l’importanza di rafforzare la prevenzione e il controllo delle infezioni”, ha detto il dottor Tedros. “Il rischio per il resto del mondo rimane basso”, ha aggiunto.

Hantavirus, verso la fine

Il numero complessivo di casi di Hantavirus “rimane fermo a 13, con tre morti. Oltre 650 contatti sono stati identificati e seguiti dalle autorità sanitarie in 33 paesi e territori. Di questi, tutti tranne 54 hanno completato il periodo di quarantena. I restanti sono attesi al termine entro il 2 luglio. Se entro quella data non saranno segnalati ulteriori casi, l’Oms considererà chiusa l’epidemia”, ha annunciato il Dg.

La sorveglianza però non si ferma. L’Oms sta continuando a indagare su come l’epidemia sia iniziata e si sia diffusa a bordo della nave. Sono in corso studi a livello globale che coinvolgono 21 Paesi per comprendere meglio lo sviluppo della malattia. E l’organizzazione sta lavorando per ottenere un campione del virus da condividere con il BioHub di Ginevra, fondamentale per lo sviluppo di future terapie e vaccini.

Caldo estremo fa mezzo milione di morti l’anno, molti evitabili

Decisamente più ‘calda’ l’emergenza climatica che sta colpendo l’Europa e l’emisfero settentrionale. Per il dottor Tedros il caldo estremo è “una delle minacce alla salute più serie e in più rapida crescita poste dal cambiamento climatico”. Ogni anno “il caldo estremo provoca circa mezzo milione di decessi, e molti sono evitabili”, ha ricordato Adhanom Ghebreyesus.

Anziani, persone con malattie croniche, bambini, donne in gravidanza, lavoratori esposti al caldo e popolazioni socialmente svantaggiate sono particolarmente a rischio, ma le ondate di calore rappresentano un pericolo anche per grandi eventi e manifestazioni sportive.

Su questo fronte l’Oms sta collaborando con la Fifa e i Paesi che ospitano la Coppa del Mondo con “Beat the Heat”, con piani d’azione, campagne di sensibilizzazione, sistemi di allarme precoce, accesso ad acqua potabile sicura e strategie di raffreddamento. “Tifosi, lavoratori e organizzatori degli eventi sono tutti esposti al caldo. Proteggerli invia un messaggio potente: la salute deve essere al centro degli eventi globali”, ha chiosato il dottor Tedros.

© Riproduzione Riservata